lunedì 16 febbraio 2015

Le magnifiche 6, RBS 6 Nazioni: Inghilterra - Italia, Irlanda - Francia e Scozia - Galles.

Gooooooooooooooooooooooooooood afternooooooooooooooooon Avventori! Come state? Lo so, questa settimana sono stato parecchio assente, ma per motivi più che giustificati; purtroppo quando si ha poco tempo per fare un macello di cose, le scalette delle priorità vanno a farsi benedire e non riesci mai a starci dentro coi tempi.
Anyway, ecco un altro uggiosissimo fine settimana all'insegna, per nostra fortuna, della sportività. Come sempre, diamo un rapido resoconto delle partite del secondo round di questo torneo rugbystico.


Secondo round del torneo con i due big match disputati nel giorno di San Valentino, ossia Inghilterra Italia e una sorta di replica della finale dello scorso anno, ossia Irlanda - Francia.


Iniziamo parlando proprio di Inghilterra - Italia.

Inghilterra - Italia: mancò la fortuna, non il valore


Andare a Twickenham, ossia al tempio mondiale del rugby, e pretendere di avere vita relativamente facile sarebbe quanto mai errato. L'Inghilterra che, in sostanza, gioca ancora con le riserve, è ancora galvanizzata dalla vittoria di venerdì scorso contro i padroni di casa del Millennium Stadium.
L'Italia, da parte sua, è consapevole dei grossolani errori commessi sabato all'Olimpico. Ma la strada del Twickenham è tutta in salita e, soprattutto, molto molto aspra.
Gli inglesi di Stuart Lancaster sono affamati di vittorie, soprattutto per permettersi di sognare il mondiale di quest'estate, disputato proprio in Inghilterra. Così l'Italia parte subito imponendo un ritmo di gioco serratissimo, asfissiando gli inglesi. Questi, poi, restano sbigottiti dall'arrivo di capitan Parisse in area di meta; peccato che Haimona abbia indossato gli scarpini al contrario e, per tutta la durata della sua presenza in campo, non azzeccherà un calcio che sia uno solo; manco per sbaglio. 5 punti segnati all'Inghilterra, che ben lungi dal sentirsi oltraggiata, cambia in tempo zero tattica e riorganizza le truppe per partire all'assalto.
L'Italia convince e stupisce, presentandosi pericolosamente nell'area avversaria; ma al 12' un'occasione sprecata e un brutto impatto, mandano il giovane Mike Brown su una barella, si teme una concussion. Al 20' il piedino di Ford accorcia le distanze.
L'Inghilterra non demorde e, in una manciata di minuti, mette a segno 12 punti (due mete e una conversione). Gli azzurri fanno sentire la loro voce, ma niente di fatto. I primi 40' finiscono con il vantaggio inglese e la partita ancora tutta da giocare.
Le rose di Lancaster scendono in campo con tutte le intenzioni di dimostrare chi sono i veri padroni di casa e iniziano ad asfissiarci; ma noi serriamo la difesa, cercando di rispondere colpo su colpo. Al 45' gli inglesi allungano grazie ad un calcetto di Ford, preciso ed infallibile.
Passa una manciata di minuti e portiamo pressione in casa inglese e al 49' Morisi, immenso, schiaccia una meta, che Haimona, però, non si preoccupa nemmeno di convertire: 0 su 4 calci, giornata no.
Ma gli avversari si incattiviscono, Youngs segna una meta inaspettata e l'Italia inizia a crollare.
All'ora di gioco gli azzurri tirano i remi in barca e questo favorisce le successive mete di John Joseph (fenomenale), Easter e Cipriani, appena rientrato. La pratica italiana è chiusa; un peccato perché c'è stata molta qualità. A nulla vale la seconda meta di Morisi al 79', con la conversione di Allan, che lui gli scarpini li ha allacciati come si deve. Un grande spreco; ciononostante è questa l'Italia che deve scendere in campo: determinata, cattiva e che non si lascia intimorire dalle grandi.

Irlanda - Francia: sono davvero questi i campioni in carica?


Nella scorsa edizione del 6 Nazioni, Francia - Irlanda fu la partita conclusiva e la più spettacolare di tutto il torneo. Vuoi perché gli irlandesi dovevano vincere per portare a casa la coppa, vuoi perché i francesi, dal canto loro, dovevano lavare l'onta delle pesanti critiche incassate dalla stampa sportiva nazionale. Insomma, l'anno scorso le due squadre sono scese sul campo di gioco con l'idea di prevalere, ognuna con le proprie ragioni. Il resto è storia, la Francia perse di un soffio e gli irlandesi poterono festeggiare l'ultimo 6 Nazioni della carriera di Brian O'Driscoll.
I match all'Aviva Stadium di Dublino hanno sempre un non so che di magico; ma quello di sabato è proprio da dimenticare.
Francia e Irlanda entrano nel campo senza particolare testa e le due squadre passano il tempo a cazzeggiare attaccandosi e difendendosi senza particolari sprazzi di qualità. Ma allora cosa segna il trionfo irlandese? Beh, forse sarebbe meglio dire chi concede all'Irlanda di vincere: Jonathan Sexton.
Il ragazzone numero 10 dei verdi, che l'anno scorso ha impattato tanto duramente col granitico Mathieu Bastareaud e, quindi, venne costretto a uscire. Quest'anno non solo Sexton rientra finalmente nei ranghi, visto che il match contro l'Italia l'ha saltato, ma non si preoccupa minimamente di andare all'assalto del buon numero 3 dei Bleus, il quale stavolta lo grazia e non lo sfonda.
Ma Sexton è anche l'unico a smuovere il tabellone segnando tutti e 18 i punti irlandesi, tutti e 18 segnati in 6 calci di punizione effettuati sfruttando i falli degli avversari.
I francesi, dal canto loro, mettono a segno l'unica meta della gara al 70' minuto! Peraltro senza neanche conversione. Non che comunque sarebbe servita a qualcosa.
La gente se ne va dall'Aviva Stadium delusa, o almeno penso, per aver visto uno spettacolo mediocre, senza qualità. L'Irlanda vince ancora; ma convince sempre meno. Forse non è la candidata ideale per vincere il torneo quest'anno, forse bisognerebbe guardare un po' più a sud, verso Twickenham.

Scozia - Galles: Una sconfitta immeritata


Al Murrayfield scendono in campo due squadre che hanno dato molto, ma che hanno raccolto poco. Nella fattispecie, il Galles ha fallito il colpo in casa contro l'Inghilterra decimata e la Scozia ha perso a Parigi.
Insomma, tutte e due le squadre hanno sete di vittoria; ma una più dell'altra. La Scozia, che l'anno scorso ha vissuto il gioco come un pic-nic del week-end e per questo ha subito sconfitte cocenti contro chiunque (tranne noi). Ma dal match di settimana scorsa in Francia s'è capito che gli scozzesi hanno fatto i compiti a casa e che il gioco è migliorato nettamente per qualità e tattica.
Quelli scesi al Murrayfield sono gli Highlanders di Laidlaw, con l'ingrato compito di attaccare e battere gli accaniti dragoni gallesi.
La partita inizia sotto un sole brillante, i Gallesi attaccano con accanimento; ma i padroni di casa combattono come leoni; tuttavia c'è il fallo ed è il piede di Halfpenny che mette a segno i primissimi punti della partita al 6' di gioco. Passano tre minuti e Hogg vola in meta, grazie ad un brillante attacco della linea scozzese. Hogg spazza via l'incubo dell'espulsione dello scorso anno (avvenuta proprio contro il Galles, al Millennium Stadium) e Laidlaw converte: 7 - 3.
La meta esalta gli scozzesi, che ora schiacciano sull'acceleratore commettendo però degli errori di distrazione. Quasi al primo quarto di gara un altro fallo gallese consente a Laidlaw di allungare il vantaggio; ma una manciata di minuti dopo Halfpenny accorcia ancora a - 4. Alla mezzora sempre Halfpenny porta la sua squadra a - 1 con un calcio piazzato concesso a causa di un fallo scozzese. Alla mezzora il Galles riesce a ribaltare i fronti, si presenta in casa degli ospiti e Webb schiaccia in meta. L'infallibile Halfpenny segna la conversione e il Galles entra negli spogliatoi in vantaggio.
Al rientro la Scozia cerca di riprendere in mano il pallino del gioco; ma soffre e Laidlaw concede solo altri 3 punti, ancora troppo poco. Al 54' ancora Laidlaw muove il tabellone dopo i tre punti messi a segno da Halfpenny una manciata di minuti prima. La Scozia è sempre lì, vede la luce in fondo al tunnel; ma non riesce a raggiungerla. Il Galles attacca e la Scozia soffre, non tira i remi in barca; ma fatica a tenere unita la linea di difesa. Un placcaggio maldestro di Scott consente a Jonathan Davies di schiacciare una meta al 63' minuto, che Halfpenny converte senza indugi (per lui solo uno sbaglio in questa gara). Il Galles è a +10 e la pratica è praticamente archiviata. A nulla serve la meta finale scozzese segnata al 79' da Welsh, con la conseguente conversione. La Scozia si porta pericolosamente a -3; ma servirebbe più tempo per operare il miracolo. L'arbitro fischia e la gara si conclude con una vittoria di misura per il Galles, che si riscatta ma senza ottenere un figurone.

Matt - Il Locandiere

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