mercoledì 27 agosto 2014

Weekly Movie Corner: quando gli osti parlano di cinema.

Lunghette ste vacanze no? Gooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooood Morning Avventori! Bentornati, siate i benvenuti alla Locanda del Legionario Ubriaco. Dopo due settimane di stop eccoci di nuovo qui, con altre storie, altre esperienze da raccontare. Ma oggi, come ogni Mercoledì, è d'uopo parlare di cinematografia.
In realtà ci sarebbero anche alcune novità sull'appuntamento del Mercoledì. Tipo vorrei consigliarvi di non abituarvi troppo alla presenza dei film. Io ve l'ho detto.

Il 13° Guerriero



Titolo: Il 13° guerriero
Titolo originale: The 13th Warrior
Regia: John McTiernan
Durata: 102 min
Anno: 1999
Genere: azione, thriller
Cast: Antonio Banderas, Vladimir Kulich, Daniel Southern, Neil Maffin.


Trama: X secolo. Ahmed Ibn Fahdlan viene allontanato da Baghdad, poiché intratteneva una relazione con una donna sposata ad un potente uomo di corte. Durante le sue peregrinazioni come "ambasciatore" (di fatto sarà in esilio), Ahmed incontra un gruppo di Normanni. Grazie al responso di una vecchia indovina incartapecorita il nostro buon amico arabo si vedrà costretto a partire verso un villaggio sperduto, minacciato da un terribile e letale pericolo.




Parliamone: nel mulino che vorrei non avrei mai pensato di trovarci Antonio Banderas. Per fortuna in questa pellicola non ci sono mulini né mugnai, o meglio, forse ce ne sono ma sono del tutto irrilevanti.
Così nel lontano 1999 il caro Antonio aveva ancora un rimasuglio di dignità e si cimentò in questa storiella fanta-action-horror-thriller-salcazzo, tutto tranne che storica, tutto sommato niente male.
Ma tipo che è tratto da un libro lo sapevate? Ebbene sì, è tratto da un romanzo (I Mangiatori di Morte) il quale a sua volta è stato ispirato da Beowulf. E che ve lo dico a fà? Vichinghi, gente che si ammazza a spadate, nebbia, freddo e superstizioni. No, non siamo in un paese della bergamasca, ma proprio a Vichingonia, almeno in teoria.
Lì il nostro amico abbronzato, detto anche il Mugnaio, dovrà guadagnarsi la sua fettina di reputazione in mezzo a tutti quei marcantoni che costituiscono la crew vichinga.
Questi avranno a che fare con...uh...degli ominidi vestiti di pelli, con enormi mazze e col vizio di attaccare non appena cala la nebbia, giusto per pigiare sul pedale della superstizione.
Una pellicola che si lascia vedere, che non merita un'analisi poi tanto approfondita, ma che ci regalerà un bel po' di emozioni in questi pomeriggio di dubbia fine estate - inizio autunno. La dedico a quelli che, come me, l'estate l'hanno vista solo in cartolina...se l'hanno vista in cartolina.
Ah, prestate particolare attenzione alle scene dell'attacco quando cala la nebbia. La scenicità e l'epicità toccano livelli davvero da eyergasm (orgasm però con gli occhi).
Un'ultima cosa. Volete fare i fighi con amici e conoscenti? Volete stupire e convincere la ragazza dei vostri sogni? Volete darvi l'aria di truce guerriero vichingo? Se avete addominali tali da riuscire a grattuggiarci sopra il grana buon per voi, se avete un'ascia bipenne o uno spadone a due mani meglio ancora; in alternativa potete impararvi a memoria questa specie di filastrocca/preghiera che i nostri eroi nordici e sudici, ehm, del sud (inteso Banderas eh! Non mi fraintendete) si cantavano così, per passare gli ultimi momenti in allegria prima di una sanguinosa e mortifera battaglia:

« Ecco là io vedo mio padre, ecco là io vedo mia madre e le mie sorelle e i miei fratelli, ecco là io vedo tutti i miei parenti defunti, dal principio alla fine. Ecco, ora chiamano me, mi invitano a prendere posto in mezzo a loro nella sala del Valhalla, dove l'impavido può vivere per sempre. »

Matt - Il Locandiere

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