mercoledì 30 luglio 2014

Weekly Movie Corner: quando gli osti parlano di cinema.

Facciamo due premesse. La prima è che sto pensando di cambiare l'appuntamento cinematografico con qualcosa di diverso; ma non vi preoccupate, durante quelle due settimane di vacanze definirò meglio le idee. Ecco a cosa servono le vacanze!
Secondo, oggi mi sono sciroppato giusto quelle dieci-dodici volte il trailer del terzo e ultimo episodio della nuova trilogia jacksoniana, c'est à dire Lo Hobbit: la battaglia dei cinque eserciti.


A Dicembre avevamo parlato lungamente de La desolazione di Smaug, abbastanza desolante come pellicola, nonostante i buoni propositi con cui era partita questa nuova trilogia (che, diciamocelo, era davvero necessaria?). Anyway tra elfi inventati, amori impossibili e bruchi usati come sopracciglia, alla fine del film ci siamo detti....eh, mo' manca la ciliegina sulla torta, Peter, cosa ci tirerai fuori? Per scoprirlo date un'occhiata al trailer. Cosa ne penso? In una parola: sigh.
Meglio parlare del film di oggi, va là.

Frankenstein Junior


Titolo: Frankenstein Junior
Titolo originale: Young Frankenstein
Regia: Mel Brooks
Durata: 106 min
Anno: 1972
Genere: Commedia
Cast:  Gene Wilder, Marty Feldman, Peter Boyle, Madeleine Khan, Cloris Leachman

Trama: Il dottor Frederick Von Frankenstein (pronunciato però "Frankenstin"), nipote del più famoso e pazzoide scienziato barone Viktor Von Frankenstein, è ossessionato dall'idea di essere considerato al pari dello schizzato parente. Questo era famoso per i suoi esperimenti volti a rianimare i cadaveri.
Frederick eredita dal nonno il castello in Romania. Lì incontrerà Igor, il nipote dell'assistente di Viktor, e frau Blücher, la governante-amichetta di Viktor (marpione). Una volta giunto al castello del defunto parente, Frederick scopre la biblioteca privata del nonno e, consultandone gli appunti, decide di intraprendere anche lui la strada per riportare in vita i cadaveri.


Parliamone: forse ve lo stavate aspettando, come non tirare in ballo uno dei migliori capolavori del cinema di Mel Brooks? L'oblio sarebbe un delitto tale da gridare vendetta al cospetto dell'umanità tutta.
Ma continuiamo con le domande. Quant'è famoso il mostro di Frankenstein? Quante rivisitazioni e trasposizioni ha avuto la creatura partorita dalla mente della Shelley? 'Na marea.
Ma la pellicola di Brooks è quindi una delle tante rivisitazioni?
Sì e no.


Non ci piove, Frankenstein Junior è tratto dal romanzo della Shelley. Ma bravo oste, hai scoperto l'acqua calda. Sì beh, fosse solo questo però!
Abbiamo definito Frankenstein Junior un film comico; ma cosa rende comica la pellicola?
Parolacce? Battute scontate? Tette e culi? Mica stiamo guardando un cinepanettone!
No, quello che rende divertente questa pellicola è costituito dalle situazioni paradossali in cui si infilano i protagonisti. Sono le battute basate sugli equivoci e sui giochi di parole. Insomma, il bello del film è da cercare nella battuta, nella situazione, non viene presentato da sé con una mazzata sulla testa o un culo presentato così a random.


Ma c'è bisogno di farci pagine e pagine di commenti? No. Che senso avrebbe sviscerare questa commedia brookiana e presentarla, magari, per ciò che non è? No, cari Avventori; mi fermo qui. Anzi, vi invito caldamente (per chi come me è intrappolato in casa dal frizzante clima novembrino) a buttarvi sul divano, magari con un bel tea e il DVD di Frankenstein Junior a manettone.
Non siete contenti? Vi ho risolto lo spleen del pomeriggio.

Matt - Il Locandiere

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