mercoledì 2 luglio 2014

Era una notte buia & tempestosa: la piccola rubrica per gli Avventori dylaniati.

Altro giro, altra corsa; il che implica indirettamente che: altro mese, altro numero di Dylan Dog. Dopo il buon numero del mese scorso cosa ci aspetta stavolta??? Mistero.


Titolo: La paga dell'inferno.
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni di Gregorio
Disegni: Daniele Bigliardo
Lettering: Ileana Colombo

Trama: Durante il tragitto all'ospedale, Dylan muore per arresto cardiaco sull'ambulanza. In realtà la sua non è stata una morte casuale, poiché viene convocato in gran fretta all'inferno per indagare su un misterioso assassino che "uccide" i morti.

Parliamone: lo ammetto, a sto giro non ho neanche degnato l'editorialino del buon Roberto, forse presagivo che sarebbe stata una buona storia, e che quindi non volevo rovinarmela con qualche sparata? Forse, molto probabilmente però si tratta di pigrizia.
Anyway, questo numero fa riferimento ad altri, in cui compare un personaggio pittoresco: il Diavolo. O meglio, colui che dirige l'Inferno. L'inferno doghiano, però, non è diviso in gironi come quello di Dante, non c'è nemmeno la pena del contrappasso! Così scopriamo che all'inferno ci finisce chiunque, dai pluriomicidi alle tenere e innocenti vecchiette gattare. Anche la loro destinazione è del tutto casuale, strano vero?
Ed è in questo "strano inferno" che Dylan Dog viene catapultato, dopo essere schiattato (momentaneamente) sulla barella di un'ambulanza.
Qui il nostro incontra, appunto, il Diavolo (che si era già visto all'opera nei N° 46, 73, 108 e 173), che propone al suddetto un patto: all'inferno i morti stanno morendo, compito di Dylan rintracciare e catturare l'assassino di morti. Solo così potrà continuare a vivere, altrimenti sarà mandato nelle miniere di sale infernali, dove sgobberà per tutta l'eternità. Mica male vero?
Sicché, per tutta la durata della nostra storia, Dylan alternerà momenti di veglia a momenti di morte apparente, cercando di venire a capo dell'indagine tra al di qua e aldilà, causando non pochi grattacapi alla medicina ufficiale.
Tutto sommato un gran bel numero, che, dopo le tante promesse fatte, finalmente porta una ventata di aria fresca nella stagnante pochezza della testata. A voler ben vedere, poi, La paga dell'inferno non colpisce per la sua storia particolarmente complessa o per chi sa quali altri colpi di scena: la trama è piuttosto semplice, ma molto intrigante, i tratti dei disegni sono puliti ed eleganti (si dirà così? Ma quante arie mi do!); anche se il pregio maggiore del numero consiste nel mettere Dylan in una situazione del tutto nuova (o quasi) con nuove e vecchie conoscenze.
Ora siamo sulla strada giusta, sperando che il mio proposito di non leggere più gli sproloqui del buon Roberto siano di buon auspicio. No dai, lo ammetto, a volte sono troppo duro con lui.

Matt - Il Locandiere

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