giovedì 5 giugno 2014

Speciale Storia. 70° Anniversario dello sbarco in Normandia: Overlord!

Ieri ci eravamo lasciati quando, il 24 Dicembre 1943, Eisenhower venne nominato comandante supremo delle forze alleate in Europa.
Cacciati i tedeschi dall'Africa, con un fronte aperto in Italia e la lenta ma inesorabile avanzata dell'Armata Rossa a Est; gli Alleati, ora, potevano finalmente concretizzare i piani che erano stati proposti già due anni prima, ma il fallito raid di Dieppe (19 Agosto 1942) aveva costretto a rimandare il tutto: l'apertura di un Secondo Fronte in Europa.
Questa apertura aveva due scopi precisi:

  • Accelerare la fine della guerra: non ci vuole uno stratega militare per capire che, aprendo due fronti paralleli, sarebbe stato più semplice portare a termine il conflitto, impegnando le forze nemiche e investendole con una manovra a tenaglia.
  • Supportare i Russi: Le sorti della guerra in Europa, fino ad allora erano in mano a Stalin. Nonostante le onerose perdite che l'Armata Rossa subì durante le prime fasi dell'Operazione Barbarossa (4 milioni di uomini); la Russia riuscì a rimettersi in piedi e a contrattaccare, demolendo la macchina da guerra tedesca e umiliandola a Stalingrado. Se, quindi, da una parte gli Alleati volevano correre in aiuto dei russi, aprendo contro i tedeschi un secondo fronte per tenerli impegnati; dall'altra la scelta di invadere la Francia sottolineava la "paura rossa". Stalin era un alleato tanto potente quanto scomodo e i governi occidentali temevano che, con l'avanzata dell'Armata Rossa, dilagasse anche il comunismo. Consapevolmente o meno si stavano già ponendo le basi della futura Guerra Fredda.
Ma, prima di parlare di sbarchi, di manovre, diamo un'occhiata a tutto ciò che viene prima, cioè: Chi? Come? Quando? Cosa? Il perché dell'Operazione lo si sa già.

- I protagonisti.
Le operazioni militari di successo, tendenzialmente, vengono ricordate assieme ai generali che le pianificarono e le guidarono. Ma noi non parleremo solamente degli ideatori del piano, ma anche di coloro che avrebbero dovuto respingere l'attacco, ovvero gli strateghi tedeschi.
Per quanto riguarda gli Alleati, il difficile compito di pianificare l'attacco pesò non solo sulle spalle di Eisenhower, ma anche di Montgomery, Ramsay e Leigh-Mallory, tutti comandanti inglesi. Arthur Tedder, inglese anche lui, venne nominato vicecomandante supremo.

Il generale Eisenhower, gli amici e i soldati lo chiamavano anche "Ike".
Dall'altra parte della Manica, invece, fremevano i Tedeschi. Hitler era particolarmente preoccupato per la piega che stavano prendendo gli eventi: con la superiorità marittima e navale, gli Alleati costituivano una seria minaccia a Ovest Così nel 1943 inviò Erwin Rommel in Francia ad accelerare la costruzione del Vallo Atlantico, ovvero di quella serie di fortificazioni che, lungo le coste dei territori annessi al Reich, avrebbe dovuto respingere un'eventuale invasione alleata. I servizi segreti nazisti, tuttavia, erano in serio imbarazzo: erano certi che un'invasione fosse imminente, ma non sapevano dove o quando. I territori candidabili ad un invasione si pensava fossero la Norvegia, la Francia o i Balcani. Era solo questione di tempo.
Fortunatamente la costruzione del Vallo non fu mai ultimata del tutto, nonostante le diavolerie inventate da Rommel e gli orari massacranti a cui erano costretti i soldati stanziati alla costruzione delle opere difensive; ciò che mancò fu il tempo e, soprattutto, le risorse.
Ma non era Rommel a comandare in Francia. Chi poneva un freno agli eccessi dell'esuberante Volpe del Deserto era il navigato feldmaresciallo Gerd Von Rundstedt; militare esperto, pacato e soprattutto realista sulle sorti del conflitto mondiale, era anche il responsabile del Fronte Occidentale.

Il feldmaresciallo Von Rundstedt

-Dove sbarcare?
L'Operazione Overlord, ed è dovere ricordarlo, non è stata frutto della fantasia sfrenata di un uomo solo; ma ha radici molto, molto più profonde di quanto si possa immaginare.
Nel 1943 sir Frederick Morgan venne nominato COSSAC (ovvero capo di stato maggiore del Comando Supremo Alleato, quello che verrà poi sostituito da Eisenhower e colleghi). Scopo di Morgan era quello di progettare l'apertura del secondo fronte.
La Francia fu considerata la meta certa dello sbarco. Calais era la posizione più vicina alla costa inglese (soli 32 km di acqua separavano l'isola dal continente, nel suo punto più stretto); ma, come ci si poteva aspettare, era anche la zona più munita del Vallo Atlantico. Allora gli strateghi spostarono la loro attenzione più a Sud.


La Bretagna era fuori discussione, troppo lontana e difficilmente coperta dall'aviazione. La Penisola del Cotentin aveva un ottimo porto (Cherbourg), ma le zone allagate al suo interno rischiavano di far rimanere impantanati i veicoli; inoltre non c'erano aeroporti. Sicché la zona designata per l'invasione fu la Costa del Calvados, in Normandia. La zona aveva tutte quelle caratteristiche che le altre destinazioni non avevano:

  • Ampie spiagge riparate dai venti dell'oceano.
  • Un campo di aviazione a Capriquet
  • E una difesa molto più debole, poiché il fiume Orne fungeva da confine tra due divisioni tedesche. Il confine fra due divisioni può essere un punto debole se ben sfruttato dagli attaccanti.
Tuttavia, gli entusiasmi del COSSAC vennero smorzati quando le ricognizioni aeree mostrarono ampie zone allagate nei dintorni di Caen. Queste erano state fatte di proposito dai tedeschi, che sfruttavano un elemento naturale (l'acqua) per rendere difficoltoso il movimento di uomini e mezzi. Questa rivelazione cambiò le carte in tavola; il COSSAC considerò, quindi, l'invasione in Normandia come un diversivo in vista dell'attacco vero e proprio a Calais.
Quando, però, Eisenhower e soci misero le mani sui piani di Morgan, decisero che la Normandia era l'unico punto in cui l'invasione si sarebbe potuta fare. Anzi, aumentarono il numero di divisioni da sbarcare (ben cinque), estendendo il fronte fino alla penisola del Cotentin. Qui dei reparti di paracadutisti avrebbero provveduto a occupare gli argini delle zone allagate per proteggere e favorire l'avanzata dei mezzi corazzati dalle spiagge.

- Le forze in gioco
Sia gli Alleati, che i tedeschi, disponevano di molti uomini; ma i primi avevano un vantaggio: sapevano esattamente dove avrebbero sferrato il loro attacco. L'Alto Comando tedesco si aspettava un massiccio raid su Calais (grazie anche ad un abile artificio degli Alleati) e, quindi, vi destinò il grosso delle truppe. Ma ora vediamo chi, fisicamente, era schierato in Normandia e, soprattutto, chi stava per imbarcarsi in quella che Ike definì "La Grande Crociata".
Per gli Alleati abbiamo:
  • 6° Divisione Aerotrasportata Britannica
  • 2° Armata Britannica, composta dalla 1° Brigata Servizi Speciali, dalla 3° Divisione di Fanteria, dalla 4° Brigata Servizi Speciali, dalla 3° Divisione di Fanteria canadese e 50° Divisione di Fanteria.
  • 1° Armata Americana: Composta dal V Corpo statunitense ( 1° e 29° Divisione di Fanteria) e dal VII Corpo (4° Divisione di Fanteria).
  • 2° Battaglione Rangers statunitensi
  • 101° Divisione Aerotrasportata Americana
  • 82° Divisione Aerotrasportata Americana
Tradotto in numeri, si stima che all'inizio dello sbarco ci fossero disponibili 130.000-160.000 effettivi. Cifra che salì a 1.450.000 a fine Luglio e che giunse a più di 2.000.000 a fine Agosto del '44.
I numeri dei mezzi sono i seguenti: 8.000 carri, 12.000 aerei (compresi bombardieri medi e pesanti, caccia e aerei da trasporto truppe), 1.200 navi da guerra (di cui 5 corazzate), 4.500 mezzi da sbarco, 800 cargo e 700 altre navi di supporto (tra rimorchiatori, dragamine et similia). Una massa imponente di uomini e mezzi da muovere.

Scudetto degli All Americans, ovvero dei paracadutisti della 82° Divisione Aviotrasportata.
Per quanto riguarda la formazione tedesca, Hitler schierava solo tre divisioni nella zona direttamente interessata dagli sbarchi, al comando del generale Marcks, che a sua volta apparteneva alla VII Armata tedesca:
  • 716° Infanterie-Division
  • 352° Infanterie-Divison, la divisione d'eccellenza della 7° Armata, cosa che non si poteva dire delle altre due.
  • 709° Infanterie-Division
Le divisioni aviotrasportate americane, tuttavia, impegnarono altre unità tedesche, cioè:
  • 711° Infanterie-Division
  • 91° Luftlande Infanterie-Division
Inoltre, in zona, erano presenti altre divisioni:
  • 21° Panzerdivision
  • 243° Infanterie-Division
  • 12 SS-Panzerdivision "Hitlerjugend"
Dati alla mano, le truppe tedesche schierate in Normandia disponevano di circa 50.000 effettivi all'inizio dello sbarco, assieme a 2.200 carri armati e 2.100 aerei.

Soldati della SS-Panzerdivision Hitlerjugend.
- La preparazione
Una delle più grandi sfide, oltre a quelle logistiche, poste agli ideatori dell'Operazione Overlord era quella di far andare d'accordo tutte quelle teste. Incredibilmente Ike riuscì anche in questa impresa; da un'accozzaglia di soldati provenienti da ogni angolo del mondo (Cecoslovacchi, Inglesi, Americani, provenienti dai paesi del Commonwealth, Canadesi e Francesi) quel genio militare di Eisenhower riuscì a estrarre un'armata affiatata, preparata e desiderosa di battersi. Prima di avviare l'Operazione Overlord, però, bisognava considerare una serie di fattori che avrebbero fatto la differenza tra un trionfo sorprendente e un'amara carneficina.
Il primo nodo da sciogliere era l'addestramento delle truppe. Certo, gli sbarchi anfibi non erano certo materia nuova per gli Alleati (cfr. Operazioni Torch e Husky); tuttavia nessuno prima di allora aveva mai tentato di muovere una massa di uomini così grande.
Di conseguenza, alcune località costiere come Gosport, Woolacombe, Studland Bay e Splapton Sands vennero utilizzate dai soldati per far pratica.

Un sottomarino tascabile inglese, usato per le ricognizioni nei pressi della costa normanna.
Tutte le fabbriche del Regno Unito vennero mobilitate per portare avanti un progetto segreto. Ognuna di esse produceva solo una parte. Pochi intuirono quello che stava realmente accadendo: venivano costruiti elementi in cemento che, grazie a 150 rimorchiatori, sarebbero stati trainati in Francia onde creare un porto prefabbricato, senza quindi cercare di prenderne uno con la forza. I pezzi di questo "porto fai-da-te" erano chiamati More di Gelso. Nel frattempo i rimorchiatori alleati si affrettavano a posare un oleodotto d'acciaio (o acciaio e piombo) sul fondo della Manica, questo avrebbe portato il carburante nelle zone degli sbarchi, consentendo ai veicoli corazzati di rifornirsi e procedere nell'invasione.
Nemmeno la RAF restava inoperosa. Grazie alla sua superiorità nei cieli, i piloti inglesi volavano su alcuni Spitfire "alleggeriti", cioè senza mitragliatrici montate, per fotografare le zone interessate dall'operazione Overlord, il più rapidamente possibile. Vennero raccolte persino le fotografie dei cittadini inglesi che si erano recati in vacanza sulle spiagge nella Normandia.
La Royal Navy, dal canto suo, inviava in perlustrazione i suoi sottomarini tascabili in pericolose missioni notturne, con lo scopo di raccogliere campioni di terreno e di verificare la posizione delle difese, delle mine acquatiche e degli ostacoli anti-sbarco messi in piedi dai tedeschi.
La Resistenza Francese offrì agli Americani tutto l'aiuto possibile, sia sabotando le linee di comunicazione e rifornimento tedesche, sia fornendo indicazioni e mappe utili all'invasione.

Un B-26 Marauder
L'intelligence alleata mise in piedi il più grande spettacolo diversivo per ingannare i tedeschi e far loro credere che l'attacco avrebbe coinvolto Calais. Lungo la costa del Kent (a circa 150 miglia da dove procedevano febbrilmente i preparativi per il D-Day), venne collocata un'impressionante collezione di navi e blindati. Purtroppo solo un'ispezione ravvicinata avrebbe rivelato che i carri armati erano di gomma, mentre le navi erano in compensato! Quindi totalmente inoffensive. Erano stati allestiti vastissimi accampamenti, perlopiù deserti, in cui qualche cuoco militare accendeva le stufe per dare l'impressione che fosse popolato. Venne allestito altro materiale fasullo, tra cui moli, aerei e serbatoi di carburante. Tutti avevano lo scopo di distogliere l'attenzione dei tedeschi dal vero luogo in cui si stava preparando l'attacco. Venne persino fatto partire un clone di Montgomery, alla volta dell'Algeria, come ulteriore tentativo di depistaggio.
I bombardamenti su Calais e nella zona dello stretto di Dover si intensificarono, così da dare l'impressione all'Alto Comando tedesco che un'invasione fosse imminente.
Alcuni burloni approntarono dei paracadutisti fantoccio da lanciare su Le Havre e Rouen per confondere i nazisti e farli attaccare un nemico inesistente.
Se l'Operazione Fortitude non fosse andata a buon fine, molto probabilmente i tedeschi sarebbero riusciti a prevedere le mosse degli Alleati e l'esito dell'attacco sarebbe stato certamente diverso.

Carro armato gonfiabile, uno dei tanti carri fasulli disseminati nel Kent per sviare l'attenzione dei tedeschi.
All'inizio di Giugno tutto era pronto: i mezzi erano pronti all'impiego, i soldati smaniavano dal desiderio di battersi dopo il lungo e duro addestramento, gli aerei erano pronti sulle piste, ogni centimetro di terra della Normandia era stato studiato accuratamente, ogni avvallamento, ogni boschetto e ogni pozzanghera era nota. Bisognava solo dare l'ordine. Il 2 Giugno 1944 tutti gli uomini che dovevano prendere parte allo sbarco vennero fatti salire a bordo dei convogli; mentre i paracadutisti e i commandos mordevano il freno dall'impazienza. Il tempo era cattivo, tanto da rischiare di mandare all'aria tutto quanto. Venne rimandato tutto al 5 Giugno.
C'era disaccordo tra i generali Alleati, alcuni volevano rimandare l'operazione fino a quando non ci fossero state condizioni meteo migliori; il che voleva dire dare il via due settimane più tardi. Altri, tra cui l'impulsivo Montgomery, erano favorevoli a lanciare l'offensiva subito.
A Eisenhower spettava una decisione cruciale. Passò il tempo fumando e leggendo romanzi western; infine prese la sua decisione. Dopo esser stato rassicurato circa un miglioramento temporaneo delle condizioni atmosferiche, Ike diede l'ordine di partenza per il 6 di Giugno con un laconico: <Ok, andiamo>.
Ma Ike era anche un uomo dalla grande capacità persuasiva, ed aveva mandato ad ogni suo soldato una lettera in cui esortava i suoi uomini a combattere e a vincere sotto al benedizione di Dio Onnipotente.


Messaggio che resterà nella storia e che noi possiamo tradurre così (se non lo sapete, il messaggio di Eisenhower viene letto anche durante l'introduzione del videogioco Medal Of Honor: Frontline che, guarda caso, parte proprio dallo Sbarco in Normandia):


Soldati, Marinai e Aviatori del Corpo di Spedizione Alleato.

State per imbarcarvi per la Grande Crociata verso la quale hanno teso tutti i nostri sforzi per lunghi mesi. Gli occhi del mondo sono fissi su di voi. Le speranze e le preghiere di tutti i popoli che amano la liberta' vi accompagnano. Insieme ai nostri valorosi Alleati e ai nostri fratelli d'arme degli altri fronti distruggerete la macchina da guerra tedesca, annienterete il giogo della tirannia che i nazisti esercitano sui popoli d'Europa e vi assicurerete un mondo libero.
Il vostro compito non sara' facile. Il vostro nemico e' ben addestrato, ben equipaggiato e duro nel combattimento.
Ma siamo nel 1944! Molte cose sono cambiate dai trionfi nazisti degli anni 1940- 41. Le Nazioni Unite hanno inflitto grandi sconfitte ai tedeschi, in combattimenti uomo contro uomo. La nostra offensiva aerea ha seriamente diminuito la loro capacita' fare la guerra, sulla terra e nell'aria. Il nostro sforzo bellico ci ha dato una superiorita' eclatante in armi e in munizioni, e ha messo a nostra disposizione importanti riserve di uomini ben addestrati. La fortuna della battaglia e' cambiata! Gli uomini liberi del mondo marciano insieme verso la Vittoria!
Ho totale fiducia nel vostro coraggio, nella vostra devozione e nella vostra competenza in battaglia. Non accetteremo altro che la Vittoria totale!
Buona fortuna! E imploriamo la benedizione dell'Onnipotente su questa grande e nobile impresa.
Dwight D. Eisenhower
Ora lasciamo i soldati americani tesi come delle molle sulle loro navi, per riprenderli domani, il giorno in cui descriveremo più accuratamente le fasi dello sbarco.

Matt - Il Locandiere

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