mercoledì 4 giugno 2014

Speciale Storia. 70° Anniversario dello sbarco in Normandia: Introduzione.

Se n'è scritto, se n'è parlato, se n'è documentato in lungo e in largo. Autori hanno riempito pagine e pagine di inchiostro, registi hanno girato pellicole di inestimabile pregio sul tema, case produttrici ci hanno fatto dei videogiochi sopra e i fotografi dell'epoca hanno scattato foto memorabili; ma, a 70 anni di distanza, lo sbarco in Normandia è una delle operazioni militari più attuali, più conosciute e più brillanti che mente umana abbia potuto immaginare e mettere in atto.
Perché tanto successo?
In primis fu la mole degli operativi a dare agli strateghi parecchi grattacapi. Giusto per dare alcuni dati, per quanto riguarda la forza navale vennero messe insieme 359 navi da guerra, 1000 dragamine e natanti simili, 4000 mezzi da sbarco, 805 mercantili, 59 navi da sbarramento e 300 altre piccole imbarcazioni, esclusi i sommergibili tascabili e d'attacco. Per un totale di 6523 (circa, i dati sono stati presi da La seconda guerra mondiale - di Karen Farrington, un libro che possiedo).
Analogamente, per la forza aerea, vennero messi insieme non meno di 11000 apparecchi atti al trasporto truppe, esclusi quindi i caccia e i bombardieri. Mentre gli americani stipati sulle coste inglesi erano circa 1.500.000, senza contare i loro compagni d'armi inglesi (con i soldati del Commonwealth) e francesi.
Insomma più che un esercito, si trattava di muovere una nazione.
In secundis, l'eco che tuttora ha l'operazione Overlord, di cui lo sbarco in Normandia è solo la frazione più celebre, sta nel successo e nell'innovazione che un piano del genere comportava, oltre alla sfida logistica che imponeva. In effetti, il problema non era solo portare uomini e mezzi al di là della Manica; ma portarceli senza subire perdite consistenti e, soprattutto, senza far sapere al nemico dove si sarebbe abbattuto il colpo di martello e con quanta violenza sarebbe stato inferto. Il lavoro dietro lo sbarco fu immenso e noi ci ricordiamo, purtroppo, solo degli uomini che persero la vita sulle spiagge; ci dimentichiamo dei commandos che lanciarono rapide incursioni lungo le coste francesi per disorientare l'alto comando tedesco, e ci dimentichiamo dei piloti abbattuti durante le loro ricognizioni aeree. Ci dimentichiamo anche dei patrioti francesi che persero la vita nella lotta per la liberazione della Francia, fornendo agli Alleati le informazioni chiave per organizzare lo sbarco. Nel mio piccolo cercherò di dare spazio anche a loro nella mia piccola trattazione e mi scuso in anticipo se sarò prolisso. Il lettore mi perdonerà, ma il mestiere dello storico è assai ingrato e la pazienza è una delle virtù fondamentali per star dietro all'Historia.


La Seconda Guerra Mondiale fino al 1944 (in breve).
Si sa, potremmo aprire un blog esclusivamente sulla Seconda Guerra Mondiale e starci a parlare per anni, anni, anni e anni senza concludere mai il materiale con cui deliziarsi. Ai fini della nostra trattazione, ovvero di parlare un po' più apertamente dell'Operazione Overlord, è necessario recuperare brevemente tutto quello che accadde prima del 6 Giugno 1944; partendo da quel fatale primo giorno di Settembre di cinque anni prima. Certo, taglieremo su parecchie cose, tipo sull'affermazione dei regimi totalitari in Spagna, Regno d'Italia e Germania; eviteremo accuratamente di parlare della presa di potere di Hitler, di Mussolini, di Franco; non parleremo neanche del Trattato di Versailles del 1919, limitandoci a portare indietro la lancetta alle ore 4:45 del mattino, del 1 Settembre 1939: la Seconda Guerra Mondiale era appena iniziata con l'invasione tedesca della Polonia.

Carretta cingolata Mark VI, parte del possente riarmo militare inglese.

Prima di parlare di guerra e operazioni militari, però, è meglio osservare più da vicino i contendenti. Da una parte avevamo i paesi dell'Asse, ossia il Terzo Reich, il Regno d'Italia e l'Impero Giapponese (il 22 Maggio 1939 venne siglata tra l'Italia e la Germania una vera e propria alleanza militare: il patto d'acciaio); dall'altra parte c'era la "coalizione antitedesca", che vedeva in prima linea Francia e Gran Bretagna.
L'atteggiamento dell'Inghilterra di Chamberlain fu piuttosto controverso: se da una parte cercava di assecondare le pretese di spazio vitale della Germania hitleriana, dall'altra aveva avviato un intenso programma di riarmo, specie nel settore aeronavale. Ciò che più premeva al governo di Londra era di rendere sicure le rotte commerciali dell'Atlantico e i cieli sulle loro teste, luoghi che, come vedremo più avanti, saranno teatro di spettacolari scontri. Nel Marzo del 1939, l'Inghilterra si fa garante dell'indipendenza della Polonia, al suo fianco si schiera anche la Francia.

Da sinistra a destra. Il duce Benito Mussolini, Galeazzo Ciano e il primo ministro inglese Chamberlain.

Ora, prima di parlare di manovre, invasioni e bombardamenti, ci sono ancora due, no anzi tre premesse da fare. Prima fra tutte: la Germania di Hitler era andata incontro ad un mastodontico piano di riorganizzazione industriale e militare; le acciaierie tedesche e le fabbriche, come la Krupp, la Zeiss, la Porsche,  la Mercedes-Benz, la Junkers o la Heinkel, contribuirono enormemente a ri-armare e ri-equipaggiare l'esercito tedesco, ora in piena espansione. Le truppe tedesche erano all'avanguardia a livello di preparazione tecnica e tattica, grazie soprattutto ai generali della Heer, molti dei quali discendenti delle più antiche famiglie prussiane dalle lunghe tradizioni militari. Secondo, gli Stati Uniti d'America si tennero ben lontani dalla vita politica europea durante gli anni Venti e Trenta del secolo scorso; nonostante i continui appelli alla diplomazia di Roosevelt che, pur tuttavia, si rese conto solo nel 1939 della seria minaccia che Hitler costituiva nei confronti della pace mondiale. Terzo, ma non meno importante, dopo il trionfo definitivo del comunismo in Russia, e la conseguente caduta della dinastia Romanov, l'Unione Sovietica venne di fatto isolata dal resto d'Europa. I governi inglesi e francesi non solo isolarono Stalin, per paura che "il male comunista" si diffondesse anche nei loro paesi; ma non ebbero nemmeno sufficiente lungimiranza per farne un potenziale alleato contro lo strapotere di Hitler. Così fu uno shock per gli alleati anglo-francesi l'annuncio del patto di non aggressione tedesco-sovietico, meglio conosciuto col nome di patto Molotov-Ribbentrop, siglato il 23 Agosto 1939. Hitler e Stalin formavano una fragile, ma realissima, coalizione: l'incubo della Francia e dell'Inghilterra si era avverato. Lo scacchiere era pronto, la Polonia era sola e, nonostante le previsioni militari, che la vedevano resistere fino almeno alla primavera del 1940, un uragano si stava per abbattere sull'Europa. Un uragano che portava la croce uncinata.

La firma del Patto Molotov - Ribbentrop
Alle 4.45 del 1 Settembre 1939 i reparti corazzati della Wehrmacht oltrepassavano il confine polacco, dando il via alla Seconda Guerra Mondiale. La Luftwaffe (ossia l'aviazione militare) annichilì l'aviazione polacca al suolo. Nonostante il 3 Settembre Inghilterra e Francia dichiarino formalmente guerra alla Germania, i polacchi vennero lasciati soli. Il 17 Settembre le forze tedesche giungono a Varsavia e, dieci giorni più tardi, la città capitola. Le truppe polacche superstiti vengono aggredite alle spalle dall'Armata Rossa, che aveva varcato il confine orientale. In meno di un mese la Polonia è soggiogata e spartita tra i vincitori (Stalin e Hitler); gli eserciti, convinti di battersi nuovamente in una guerra di trincea, si trovarono di fronte ad una macchina bellica efficientissima, quella tedesca, che fece della parola blitzkrieg (guerra lampo) il suo motto e la sua tattica principe. Nel frattempo l'Italia fascista tentennava, ciò causò non pochi imbarazzi a Mussolini. La dichiarazione di neutralità implicava che il Regno, nonostante tutta l'attività di propaganda, era ancora militarmente impreparato; mentre il paese del Sol Levante dichiarò la sua neutralità nelle faccende europee. Solo Stalin rimase, per il momento, amicone di Hitler, continuando a intessere ricchi rapporti economici con la Germania nazista.

Panzer II, uno degli esemplari della brillante macchina da guerra nazista.
Nel frattempo, come avevamo detto, Francia e Inghilterra avevano dichiarato guerra alla Germania, guastando così i piani di Hitler, che avrebbe preferito rivolgersi a loro nei panni di leader vittorioso e magnanimo; un'altra fase della guerra in Europa stava per iniziare: il 10 Maggio 1940 le Panzerdivisionen diedero il via all'invasione dell'Olanda e del Belgio, minacciando la Francia dove era più vulnerabile. Il generale Guderian e i suoi soldati, coprendo una media di 50 km al giorno, irrompono in Francia dove la Linea Maginot non può difenderla. Il British Expeditionary Force viene tagliato fuori dal grosso dell'esercito francese grazie alla manovra a falce dei tedeschi, così a corto di munizioni e senza copertura dei carri ripiega su Dunkerque: tra il 26 Maggio e il 4 Giugno 340000 soldati inglesi saranno imbarcati per fare rientro in patria, anche se sulle coste francesi lasciarono i loro carri, i mezzi di trasporto e tutto l'equipaggiamento pesante.

Heinz Guderian, padre e teorico della guerra lampo; le sue divisioni Panzer colsero di sorpresa il nemico più e più volte.
Sparpagliate e col morale a terra, le truppe francesi non riuscirono a contenere la marea delle 95 divisioni tedesche, che erano dilagate in patria. Come se non bastasse, il 10 Giugno 1940 l'Italia entra in guerra contro la Francia e l'Inghilterra al fianco della Germania. Il 14 Giugno le truppe tedesche sfilano sugli Champs Elysées e il 22 Giugno 1940 la Francia firma l'armistizio con la Germania nello stesso vagone in cui era stata firmata la resa della Germania alla fine della Prima Guerra Mondiale. L'Inghilterra è sola a combattere.

Supermarine Spitfire. Assieme al Messerschmitt Bf 109 fu uno dei maggiori protagonisti della Battaglia d'Inghilterra.

Subito si preparano i piani per l'invasione dell'Inghilterra, operazione che avrà il nome di Leone Marino; ma prima Goring doveva assicurarsi il totale controllo dei cieli inglesi, così diede il via alla cosiddetta Battaglia d'Inghilterra, in cui gli eroici piloti di caccia della RAF (Royal Air Force) affrontarono le squadriglie di bombardieri della Luftwaffe sui cieli d'Inghilterra. Questo spettacolare duello aereo durò nel bienno '40 - '41; fino a quando cioè Goring non capì che l'impresa prefissata da Hitler era materialmente irrealizzabile. La superiorità degli aerei da caccia inglesi fu essenziale, contro un'aviazione tedesca sì all'avanguardia, ma che soffriva del corto raggio d'azione dei propri velivoli. Così Hitler si vide costretto a rimandare sine die la data dell'invasione della Gran Bretagna.

Un Heinkel He-111, uno dei bombardieri più usati dai tedeschi su tutto il fronte
Se nei cieli d'Inghilterra si combatteva furiosamente, altrettanto si poteva dire per lo scontro che si stava consumando nei fondali dell'Oceano Atlantico. Se l'aviazione doveva abbattere il morale della popolazione, distruggendo città e fabbriche, la Kriegsmarine doveva affamarla, affondando il naviglio che portava scorte e merci dall'America. Questo triste compito fu assunto dai comandanti degli U-Boot tedeschi, i micidiali e silenziosi sommergibili del Reich. Usando la tattica del branco di lupi, i sommergibili colpivano i convogli lungo le rotte atlantiche, affondando mercantili e navi da rifornimento. Per tramutare quanto detto in dati, nel 1940 furono affondati ben 4.407.000 di tonnellate di naviglio, nel '41 la cifra diminuì leggermente, mentre nel '42 si raggiunse la cifra di 8.245.000 tonnellate di naviglio. Dal '43 la quantità di navi affondate calò drasticamente.

Un temibile U-Boot tedesco
Nel frattempo l'italico alleato invade la Grecia il 28 Ottobre 1940, cercando una facile vittoria contro l'unico alleato rimasto all'Inghilterra sul continente. Peccato che l'orgoglio del Duce si impantanò nei Balcani, e i 105.000 soldati italiani ripiegarono con numerose perdite in Albania. La sconfitta fu resa ancora più amara da un raid degli aerosiluranti inglesi che, il 12 Novembre, affondarono tre corazzate italiane a Taranto. Intervengono i tedeschi (5 Aprile 1941).
Tra il 1940 e il 1941, l'Africa del Nord è protagonista di scontri. Gli italiani stanziati in Libia avanzano timidamente verso Alessandria, ma la loro avanzata viene bloccata a Sidi el-Barrani. La guerra nel deserto poneva nuove sfide tattiche che i soli carri armati non potevano risolvere, nonostante la vasta possibilità di manovra. Nel Dicembre 1940 scatta la controffensiva inglese e nel Febbraio 1941 gli italiani in fuga sono cacciati indietro di 400 km. La débacle italiana causa seri imbarazzi a Roma e Berlino. A metterci una pezza ci pensa la Deutsches Afrikakorps (DAK) che sbarca due divisioni nel Nordafrica al comando di Erwin Rommel, la Volpe del Deserto.

Il feldmaresciallo Rommel

I tedeschi recuperano la Cirenaica, circondando Tobruk e arrivando al confine con l'Egitto. Tuttavia la mancanza di uomini, mezzi e rifornimenti impediscono a Rommel di sferrare il colpo decisivo agli inglesi, per cacciarli dal Mediterraneo. Così Churchill destina altri uomini al comando di Auchinleck in Africa, lasciando scoperta Singapore, che verrà presa dai Giapponesi. Ora lasciamo le roventi sabbie sahariane per tornare nel vecchio continente.
Come aveva già detto agli inizi del 1941 i tedeschi accorrono in aiuto degli alleati italiani invadendo la Jugoslavia. La Wehrmacht è inarrestabile e, dopo essere calata nei Balcani, giunge in Grecia travolgendo le truppe coadiuvate da quattro divisioni inglesi. Ai britannici non resta che fuggire, evacuando il Pireo ed il Peloponneso. La campagna dei Balcani si conclude con un'altra vittoria per il Reich, che portava un enorme serbatoio di derrate alimentari e materie prime da convogliare nella nuova e imponente impresa di Hitler.

Bernard Law Montgomery, lo stratega inglese che, al comando dell'VIII Armata, fu l'artefice di grandi vittorie.
Stalin aveva iniziato a temere quello strano alleato tedesco che, in sostanza, non aveva fatto altro che isolare ulteriormente la Russia dall'Europa, conquistando tutti gli stati che la circondavano. Il 22 Giugno 1941 le truppe tedesche varcano il confine con la Russia, dando il via all'Operazione Barbarossa. Secondo gli strateghi di Berlino, la blitzkrieg avrebbe dovuto piegare l'apparato militare russo in 10 settimane, che era il tempo stimato anche per prendere le posizioni chiave dell'Unione Sovietica, così da costringere l'Inghilterra alla resa e rendere sicura l'Europa. Ma Hitler, come a suo tempo Napoleone, ebbe la presunzione che i suoi carri armati potessero vincere il rigore del Generale Inverno.


Benché le truppe tedesche fossero ormai alle porte di Mosca, il 5 Dicembre 1941 i russi passarono all'offensiva. Essendo adeguatamente equipaggiati per l'inverno, i soldati dell'Armata Rossa cacciarono indietro i tedeschi di 100 km. All'inizio del 1942 si tirarono le somme: l'operazione Barbarossa fu, in fin dei conti, un fallimento: l'URSS non solo non era crollata nelle 10 settimane previste, ma era passata al contrattacco; i pozzi petroliferi del Caucaso non erano stati raggiunti e il corpo di spedizione tedesco in Russia aveva perso almeno un quarto dei suoi effettivi e stava patendo le conseguenze dell'inverno russo. Se i giapponesi avessero impegnato l'URSS a est, probabilmente l'esito dell'Operazione Barbarossa sarebbe stato differente.
Dal canto suo, l'Impero Giapponese era più interessato ad espandere la sua sfera di influenza in Asia. Già dal 1937, l'Impero del Sol Levante aveva dichiarato guerra alla Cina, ottenendo strepitosi successi. Nel Dicembre del '41 la guerra lampo giapponese aveva conquistato Hong Kong, mentre la Birmania e le Filippine venivano invase. Nello stesso mese, la guerra divenne mondiale: il 7 Dicembre 1941 l'aviazione giapponese attaccò e distrusse gran parte della flotta ancorata a Pearl Harbor. Questo "atto d'infamia" segnò l'entrata in guerra degli Stati Uniti contro il Giappone, prima, e contro la Germania e l'Italia poi.

La USS Arizona in fiamme dopo l'attacco giapponese
Il 1942 fu l'anno della svolta per la guerra, favorendo gli Alleati che, nel Pacifico, riuscirono ad arrestare l'avanzata giapponese; mentre in Europa frenarono le truppe italo-tedesche in Russia e in Africa.
Tra il 4 e il 7 Giugno la US Navy sconfisse pesantemente la flotta imperiale giapponese nella Battaglia delle Midway, mentre il 7 Agosto i Marines sbarcavano a Guadalcanal (che verrà presa il 15 Gennaio del '43) e nelle Isole Salomone.
In Africa, la Battaglia di El - Alamein vide prevalere il genio tattico di Montgomery, mentre l'8 Novembre, con l'Operazione Torch, gli anglo-americani sbarcarono in Algeria.
Il 31 Gennaio 1943 terminò finalmente la Battaglia di Stalingrado, una delle più sanguinose e cruciali della storia della Seconda Guerra Mondiale, con la resa del generale della VI Armata tedesca Von Paulus, accerchiato da mesi a Stalingrado. Due giorni più tardi si arrenderanno anche gli ultimi reparti tedeschi della sacca. Da questo momento l'esercito tedesco sul fronte orientale inizierà una lenta e penosa ritirata, incalzato dall'Armata Rossa, ormai vittoriosa su tutti i fronti.

Marines feriti evacuati con una jeep a Guadalcanal
I sogni di gloria di Hitler sono trasformati, ormai, in incubi. Il 10 Giugno 1943 gli Americani sbarcano in Sicilia con l'Operazione Husky. In Agosto le truppe tedesche calano nella penisola, preoccupate per un potenziale voltafaccia italiano, poiché Mussolini era stato sfiduciato e rimosso dal suo incarico. Infatti l'8 Settembre 1943 viene reso noto l'armistizio con gli Alleati; i tedeschi, da alleati si trasformarono in nemici. Il 23 Settembre nasce la Repubblica di Salò, in Italia inizia la lotta per la liberazione.
Nel frattempo, l'Inghilterra può permettersi di tirare un sospiro di sollievo. Stalin sta martellando Hitler da Est, mentre il flusso di merci americane è più solido che mai, ora che gli USA erano scesi in guerra al loro fianco. La battaglia sui cieli inglesi era vinta e gli U-Boot tedeschi facevano meno paura. Così iniziarono le prime significative operazioni di bombardamento sul suolo tedesco che ebbero un duplice effetto: alzare il morale degli inglesi martoriati e tastare la vulnerabilità del Reich, per colpirlo dove più faceva male.
Anche dall'Africa giungevano buone notizie, poiché nel Maggio del 1943 si erano arresi gli ultimi reparti italo-tedeschi dell'Afrikakorps.
Per quanto ci riguarda, la nostra narrazione super-stringata, super-tagliata e super-compressa della Seconda Guerra Mondiale si ferma qui, alla fine del 1943, quando il 24 Dicembre Dwight D. Eisenhower diventa comandante supremo delle truppe alleate in Europa.

Matt - Il Locandiere

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