mercoledì 28 maggio 2014

Weely Movie Corner: quando gli osti parlano di cinema.

Prima di parlare di filmsss parliamo di cucina, di cucina orientale, di cucina a base di vodka. Just kidding, si parla del ristorante russo in cui ho cenato Venerdì sera.
Ci sono momenti, nella vita di un uomo, in cui senti la necessità di testare qualcosa di culinariamente diverso dalla solita pizza o dal ristorantino dove spendi un pugno di euri e mangi come un terrorista. Avendo, poi, per ragazza una russista, il passo che ti separa dalla "Corazzata Potemkin" al "ceniamo insieme al ristorante russo" è molto più breve di quanto mi potevo aspettare.
Prendi la macchina, vai, posteggi e, nella consapevolezza che passerai una buona serata indipendentemente dal fattore R, rimugini su come sarà il ristorante.
Prima mi figuro uno scenario alla Cronenberg: ovvero un ristorante dall'aria estremamente russa, ammobiliato pacchianamente e che trasuda vodka da ogni listello del parquet; locale popolato da gangster o presunti tali, avvinazzati, in abiti dai colori e fogge improponibili, con vistosi tatuaggi e sguardi truci. Mi immagino anche una sparatoria al Kalashnikov.
Come al solito il mio senso del tragico aveva esagerato anche l'esagerazione.
Vengo accolto da una sorridente cameriera che si destreggia abilmente tra l'italiano e il russo (chapeau!) e che ci chiede se vogliamo le carte del menu in italiano o in lingua russa.
Dopodiché, prima di ordinare, la suddetta cameriera si presenta con una bottiglia di vodka, due bicchierini e un piattino con quattro fette di cetriolini in agrodolce. Come fai a dirle: <No grazie, stasera guido> ?
Una volta brindato è il momento di pasteggiare: ma cosa ordinare? Lo ammetto, come esperto di cucina estera ha più credibilità il mio fermacarte. Quindi mi devo affidare all'esperienza della mia ragazza. Sicché la cena al KGB è servita e le pietanze divorate (dall'antipasto al dolce) furono queste:

  • Per antipasto prendemmo i piroshki o pirogy (non me ne vogliate per la traslitterazione approssimativa), ossia degli gnocchi fritti, sort of, con un ripieno di purea di patate. Già ero in visibilio.
  • Successivamente mi sono scofanato un piattone di bliny, c'est à dire una specie di crespella (la pasta era identica) salata, con un ripieno di manzo speziato e verze all'aceto. Godi popolo.
  • A conclusione di tutto, una bella Tort Napoleon. Una specie di millefoglie, pregevole sintesi di un orgasmo gustativo. Lasciamo alla vista ciò che le parole non possono descrivere.
  • Il tutto accompagnato da una buona birra Baltica, che dovrò reperire, anche a costo di doverla chiedere a Putin in persona...e acqua. Sapete com'è no? L'etilometro ha ragioni che la pancia non conosce.
Si sa, gli italiani hanno da sempre un'attrazione fatale nei confronti della Russia. Perché? Vallo a sapere. Quello che so di certo è che sarà un paese da visitare. E il ristorante? Ottimo davvero, niente sparatorie, niente cattivo gusto, niente corazzata Potemkin. Lo consiglio a tutti, si mangia qualcosa di diverso ad una cifra piuttosto ragionevole. Non è necessario essere amanti della cucina multietnica, basta aver voglia di sperimentare, possibilmente accompagnati da un amico astemio, perché alla vodka russa difficilmente si riesce a dire no.

Ma ora torniamo a bombazza con lo scopo principe dell'articolo. Ossia la cinematografia. Per restare in tema di tensioni sul fondo degli oceani, oggi parleremo nuovamente di un film su sottomarini.

Allarme Rosso


Titolo: Allarme Rosso
Titolo originale: Crimson Tide
Regia: Tony Scott
Durata: 116
Anno: 1995
Genere: Azione / Thriller
Cast: Gene Hackman, Denzel Washington, James Gandolfini, Viggo Mortensen.

Trama: 1995. Una non ben definita crisi politica in Russia, costringe il governo americano a mettersi in stato d'allerta. Alcuni ribelli hanno preso il controllo di un sito missilistico e si ritengono pronti a lanciare le armi nucleari contro la Land of Freedom. Come se ciò non bastasse, alcuni sottomarini di classe Akula si sono uniti alla ribellione, minacciando dagli abissi i battelli americani. L'USS Alabama, sottomarino armato di missili nucleari, viene mandato in missione nei pressi della base missilistica per tenere d'occhio il nemico. Ma sotto il mare, nella pancia del sottomarino gli uomini dell'equipaggio saranno sottoposti a tutto lo stress e le tensioni che la loro missione comporta.


Parliamone: tipico film sui sottomarini, claustrofobico qb e dalla trama poco più profonda di una pozzanghera. Certo, non possiamo aspettarci azioni eclatanti, anche perché la vita del sommergibilista è piuttosto monotona; quindi anche un solo bip sul sonar può mandare la ciurma in visibilio.
Cosa che è verosimile, invece, è la discussione che si instaura attorno alla questione: lanciamo o non lanciamo?
Mi spiego meglio. Ad un certo punto della pellicola, le comunicazioni con la base vengono interrotte a causa dei danni riportati alla radio e, poiché il livello di allarme era stato alzato da consentire il lancio di un missile nucleare, ci furono dei dissapori tra il comandate (Hackman) che voleva lanciare il missile, ed il suo secondo (Washington) che non voleva lanciarlo. Il tutto nasce da una procedura che era realmente adottata dalla U.S Navy: una volta ricevuto l'ordine di armare un missile nucleare, il comandante del sommergibile poteva lanciarlo anche qualora le comunicazioni col Presidente fossero interrotte (ricordiamo che il Presidente degli Stati Uniti è anche il Capo Supremo delle Forze Armate). Fortunatamente questa pratica è stata modificata.

Un sottomarino classe Ohio
Il fatto fa riferimento ad un evento realmente accaduto durante la guerra fredda. Un sottomarino russo, durante gli anni 60, si trovò sotto le bombe di profondità di un cacciatorpediniere americano che, si dice, si stava esercitando con delle cariche di prova. Il comandante del sottomarino avrebbe voluto lanciare contro il cacciatorpediniere, ma un  ufficiale, invece, si oppose: all'epoca basta il consenso di 3 ufficiali superiori per lanciare contro l'obiettivo, se solo uno si opponeva, allora il lancio non poteva essere effettuato.
Nonostante, appunto, la trama piuttosto semplice, questa pellicola è diventata estremamente popolare nelle videoteche private dei cultori del cinema; o meglio, dei cultori del genere militare.
Tuttavia, al caro Tony Scott, la U.S Navy negò qualsiasi collaborazione, poiché il film avrebbe trattato di un ammutinamento a bordo di un battello americano; ciò è apertamente in contrasto con un'altra pellicola degli anni '50 (L'ammutinamento del Caine). Non si fa, U.S Navy, proprio non si fa.
Tra le altre curiosità posso citarvene qualcuna succosa:

  • In un frangente due marinai litigano per motivi futili, cioè per fumetti. Ciò mostra chiaramente a che pressioni devono essere sottoposti i sommergibilisti. Questa scena è state scritte da nientepopodimenoché Quentin Tarantino, ubiquo maestro dell'assurdamente bello. Di conseguenza la pellicola ha avuto non meno di tre sceneggiatori. Mica male.
  • Poiché la Marina USA aveva preso male la trama della pellicola, Scott si affidò ad una serie di piattaforme sospese, per rendere il rollio di un sommergibile il più verosimile possibile.
  • All'inizio del film, il giornalista Richard Valeriani della CNN annuncia la crisi in Russia da una portaerei francese. Trattasi davvero della portaerei Foch, prima appartenuta alla marina militare francese, venduta nel 2000 alla marina militare brasiliana.
  • I sommergibili di classe Ohio, checché se ne possa dire, non hanno la sentina.
  • Il film vanta un cast davvero eccezionale, oltre a Denzel Washington e Gene Hackman; possiamo vedere con ruoli minori, ma non meno significativi, Viggo Mortensen (ufficiale alle armi) ed il compianto James Gandolfini.
  • Hans Zimmer compose la magistrale colonna sonora che fa da cornice al film. I Nightwish hanno poi fatto una cover del main title di Allarme Rosso.
  • Il titolo originale della pellicola, ossia Crimson Tide, è un soprannome della squadra di football dell'università dell'Alabama.
  • Nel film Gene Hackman sostiene che i cani di razza Jack Russel sono i più intelligenti della terra...e anche un po' i più stronzini.
  • Alla fine, tutta la faccenda si conclude con una gran pacca sulle spalle ai due ufficiali dell'USS Alabama. Il comandante va in pensione, mentre il suo secondo ne assumerà il comando. Fermo restando che l'ammutinamento è avvenuto per giusta causa, una soluzione così buonista del casino mi sembra davvero troppo poco verosimile.
La portaerei Foch

Matt - Il Locandiere

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