mercoledì 14 maggio 2014

Weekly Movie Corner: quando gli osti parlano di cinema.

Ieri pomeriggio, prima di parlare di Dragonero, vi avevo anticipato la preparazione di un articolo su un film, che avrebbe introdotto, poi, un altro film di cui parleremo...beh...prossimamente. Forse i più cinefili tra voi hanno vagamente intuito, o forse state pensando che io stia vaneggiando. Ma non temete, con un titolo e una locandina tutto sarà chiaro.

Godzilla


Titolo: Godzilla
Titolo originale: Godzilla
Regia: Roland Emmerich
Durata: 140 min
Anno: 1998
Genere: Azione, fantascienza
Cast: Matthew Broderick, Jean Reno, Maria Pitillo, Hank Azaria, Kevin Dunn.

Trama: i test nucleari nella Polinesia Francese hanno creato un mostro, chiamato Godzilla (Gojira in giapponese), che si sta dirigendo verso l'isola di Manhattan, con lo scopo di trovare un posto adatto dove nidificare e garantire alla sua progenie letale un posto dove vivere.


Parliamone: aaaaaaaah i splendenti anni '90. Gravity era ancora un sogno e Spielberg aveva già stupito mezzo mondo coi suoi primi due Jurassic Park. Così Emmerich se ne salta fuori dal nulla, sceglie il lucertolone più famoso al mondo, ovvero Godzilla e, anziché fargli attaccare il Giappone, decide di fargli cambiare domicilio.
Una scelta azzardata quella di fare approdare il rettilone radioattivo più amato, sequelato e strausato di tutti? Abbastanza.
Passi il fatto che la città che non dorme mai sia la meta preferita di psicopatici, mitomani, mostri giganti e supereroi (cfr. Avengers) intenti a salvare la città dalle calamità di cui sopra, passi anche il fatto che negli anni '90 c'era questa spensieratezza cinematografica, fatta di devastazioni, macchine volanti, palazzi demoliti come se fossero grissini, con gli eroi che dovevano prendere decisioni critiche, stronzissime, ma necessarie per sconfiggere definitivamente il nemico; passi tutto quello che volete, persino un cast abbastanza merdoso, se escludiamo Jean Reno, tuttavia non potete negare che questo è uno dei Godzilla peggiori mai trasposti cinematograficamente.
Povero Emmerich, pensava che, cavalcando l'onda dei dinosauri spielberghiani, avrebbe ottenuto anche lui la sua fettina di successo, immeritato.


Inutile negare che il Godzilla del 1998 non era nemmeno imparentato con il celeberrimo T-Rex, riportato sotto la luce della ribalta proprio grazie al Parco Giurassico.


Lavorando un po' di fantasia, allungando gli arti anteriori, aggiungendo scaglie lungo la schiena e aumentandone la taglia; il T-Rex di JP diventa approssimabile, se non identico, al Freakzilla della pellicola di Emmerich. Certo, non vi sto venendo a raccontare della scoperta dell'America; il fatto del Godzillasaurs Rex non è sfuggito alle menti più acute e perfide dell'epoca, che hanno subito sommerso di improperi regista, produttore e cast; mettendo in discussione la moralità della mamma di Emmerich.
Plagio che diventa ancor più palese quando arrivano i Godzillini, frutto della dubbia sessualità del progenitore (a quanto pare ermafrodito), come Jurassic Park, no?


Un po' scarso nella trama, a livello di cast, ahimé, non recupera niente. Tant'è vero che Maria Pitillo, la quale interpreta una giornalista fallita e pluripeculata, vince a furor di popolo un Razzie Award come Peggior attrice non protagonista, con conseguente esposizione al pubblico ludibrio.
A onor del vero, il personaggio di Audrey (Pitillo) merita due paroline, in quanto crea una sorta di ibrido tale e quale al sauro troppo cresciuto e affamato che si aggira sulla Broadway.
Audrey, telegiornalista fallita, ridotta a fare da segretaria ad un annunciatore stronzo, impomatato e intelligente quanto una zolla di terra, ha rinunciato a Nick (Broderick), l'amore della sua vita e ha vissuto da zerbino fino al momento del loro ricongiungimento fortuito, per le strade della piovosa e assediata New York.
Ma il tenero idillio ritrovato non poteva durare, anche perché per l'economia della pellicola sarebbe stato ancor più deleterio, sicché la bionda imbelle decide di sfoderare gli artigli ricostruiti dall'estetista e di rubare un nastro top secret, su cui poi costruirà un servizio, rubatole a sua volta dall'annunciatore di cui era serva. Bionda, stupida, avida e pure punita per la sua avidità. La pena per essere stronza.


Il punto non è ah, sei stata una stronza! Hai sbagliato sei stata punita! No, amici. Il vero mal di pancia sta nelle battute che le imposero, consacrandola a monumento dell'idiozia universale. Esempio:
Audrey (riferendosi alla videocassetta con la scritta TOP SECRET incisa su ogni angolo della custodia):
<Non mi hai detto che erano notizie riservate!>
Nick (trattenendo a stento il crimine): < Non c'era bisogno di dirlo Audrey...>

Come vorrei dimostrarvi la meschinità del personaggio non sta nel suo arrivismo (momentaneo e fallimentare, tra l'altro); ma nella sua infantilità. Certo, su un nastro tendenzialmente scrivono top secret perché tutti possano godere dei suoi contenuti. Ibrido immondo di donna imbelle e dal quoziente intellettivo di un comodino; purtroppo nelle pellicole di scarso successo di quegli anni erano caratterizzate da tutti quei sintomi che P!nk avrebbe messo per iscritto 8 anni più tardi nella sua canzone Stupid Girls. Fortunatamente, in tempi più recenti, le donne hanno trovato spazi sempre più delicati e interessanti, passando il meno possibile per le zotiche di turno (se escludiamo i film bestialità come cinepanettoni, cinepattumi e compagnia bella).

A onor del vero sono stato piuttosto crudele con questa pellicola. Ne avrà di pregi? Sì, forse qualcuno, a scavare bene bene in fondo sì. Fa piacere guardare uno spaccato degli anni 90, coi berretti bizzarri, le cuffie della Phillips, i mangianastri e le televisioni ancora col tubo catodico, pronte alla rivoluzione digitale che si sarebbe scatenata da lì a pochi anni. Fa piacere guardare Audrey fallire nel suo tentativo di sfondare e fa piacere vedere Jean Reno che imita gli americani basandosi sulle pellicole di Elvis Presley. Insomma, c'è un pizzico di amarcord cinematografico, che non guasta mai. Anche se proprio quel Godzilla non mi va giù...

Ma, ora vi starete chiedendo, perché sta manfrina su Godzilla? Non avrai mica intenzione di...?
Avete intuito bene, cari Avventori, Venerdì sera sarà popcorn, sala cinematografica e tanta aspettativa per il nuovo Godzilla. Aspettatevi una bella recensazio in tempi non troppo lontani.


Matt - Il Locandiere

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