mercoledì 7 maggio 2014

Weekly Movie Corner: quando gli osti parlano di cinema.

Un po' di problemini tecnici mi hanno costretto a spostare il post nel primo pomeriggio. Oggi spendiamo due paroline su una commedia divertente, della comicità d'oltralpe che piace e non piace. Dipende dai punti di vista.


Cose Nostre - Malavita


Titolo: Cose Nostre - Malavita
Titolo originale: The Family
Regia: Luc Besson 
Durata: 111 min
Anno: 2013
Genere: commedia/azione
Cast: Robert De Niro, Michelle Pfeiffer, Tommy Lee Jones, Dianna Agron, John D'Leo

Trama: Giovanni Manzoni (De Niro) è un boss della malavita italo-americana che si è pentito ed ha collaborato con la giustizia. Rientrato nel programma protezione testimoni dell'FBI, Giovanni è costretto a continui spostamenti, assieme alla sua famiglia, in Francia, così da mantenere al sicuro la sua identità. A vegliare sul depresso e imprevedibile ex mafioso c'è l'agente Stansfield (Tommy Lee Jones).


Parliamone: oltre ad essere una commedia godibile, possiamo tranquillamente dire che questa pellicola è un tributo ai gangster movie. Inoltre Besson spinge sul pedale dei leitmotiv che caratterizzano i vari personaggi.
  • Robert De Niro: che in sostanza interpreta il ruolo per cui è meglio conosciuto, cioè quello del "bravo ragazzo". Anche se, ormai, si tratta di un bravo ragazzo in pensione; costretto alla fuga dai suoi nemici che ha contribuito a spedire in galera, con la famiglia spaccata e senza la possibilità di sfogare le sue tensioni; ma che non perde le vecchie abitudini.
  • Michelle Pfeiffer che ha contribuito al genere gangster interpretando Elvira in Scarface; qui interpreta la moglie del boss; cattolica devota, nostalgica, cuoca provetta e, soprattutto, vendicativa.
  • Tommy Lee Jones che veste gli ormai consueti panni di rude uomo di legge, interpretando l'agente dell'FBI incaricato di proteggere Giovanni Manzoni. As usual. Se Jones non fosse diventato attore, probabilmente, sarebbe stato un poliziotto o uno sceriffo (per chi non lo sapesse, la mamma di Jones faceva la poliziotta, quindi in un certo senso il distintivo ce l'ha nel sangue).

Com'è il detto? Tale padre tale figlio? Beh, in questa pellicola non viene certo smentito, visto che entrambi i figli (la bella Dianna Agron e John D'Leo) hanno ereditato certe "tendenze" dai genitori. In particolare il figlio fa ricorso a tutte quelle strategie della criminalità organizzata degne di un vero boss, come il ricatto, il furto, la falsificazione e le minacce. La figlia, invece, nonostante quell'aria innocente da cerbiatta sorpresa, se provocata, diventa una bestia furibonda di violenza; infatti non esiterà a pestare con una racchetta da badminton un ragazzo del luogo un po' troppo, come dire, pretenzioso alla prima uscita.


Tuttavia dalla disavventura che piomberà loro addosso la famiglia Manzoni - Blake ne uscirà più salda che mai; nonostante le delusioni d'amore, gli scontri coi vicini impiccioni e la pessima condotta a scuola. Le risate non si fanno attendere, nonostante la continua sensazione di essere braccati.
Ah! Ma non vi ho detto un'ultima cosa importante di questa pellicola. In sostanza Giovanni Manzoni si fingerà uno scrittore storico, che si è trasferito in Normandia (cioè dove l'ha mandato a nascondersi Stansfield) per scrivere dell'operazione Overlord. Ad un certo punto della storia, però, i concittadini di Manzoni lo inviteranno ad un cineforum, qui scoprirà, assieme ad un rassegnato Tommy Lee Jones, che la pellicola da proiettare è stata cambiata all'ultimo minuto e quindi avrebbero visto proprio Quei bravi ragazzi.
Questo è un piccolo "cameo" o tributo, se volete, offerto da Besson; infatti, se non ve lo ricordate ve lo dico io, Robert De Niro recitò una parte da protagonista nella pellicola di Scorsese, diventata un cult dei gangster movie.


Matt - Il Locandiere

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