sabato 3 maggio 2014

Speciale Locanda. La grande storia delle armi bianche: Svizzeri e Lanzi

Ogni tanto mi diverto a cambiare font degli articoli, così, senza un motivo! Non so se avete notato.
Anyway, buongiorno a tutti cari amici Avventori! Buongiorno alle mie Avventrici e buongiorno anche a voi ospiti occasionali. Bentornati, bentornati! Come al solito al sabato si parla di storia qui alla Locanda, o meglio, è da qualche settimana che si parla di storia! Ma non di storia a caso, bensì DELLA  storia delle armi bianche.
Stavo facendo qualche conto e, in teoria, coi post storici ne avremo ancora per 4 o 5 Sabati, circa. Quindi possiamo dire che stiamo arrivando agli sgoccioli.
Settimana scorsa s'era parlato delle grandi innovazioni introdotte durante il XV secolo, di come avevano influenzato il modo di combattere e delle unità impiegate nelle guerre. Oggi approfondiamo il discorso parlando delle fanterie svizzere e tedesche che, dalla fine del XV fino alla metà del XVI secolo, divennero le unità più micidiali e preparate degli eserciti europei.


Mischia furiosa, si noti la forte presenza delle picche
Con la nascita degli stati nazionali, per come li intendiamo noi, lo sviluppo tecnologico, unito alle grandi scoperte geografiche che caratterizzarono '400 e '500 poterono dare il via alla più grande rivoluzione militare della storia. Rivoluzione che diede all'Europa i mezzi necessari per imporre il suo potere su gran parte del pianeta.
Tra i primi protagonisti di questa rivoluzione militare troviamo proprio i grandi quadrati di fanteria che, assieme alle artiglierie e alle altre armi da fuoco, assunsero un ruolo centrale negli schemi tattici delle battaglie in campo aperto, relegando la cavalleria ad una funzione via via più marginale. Tra questi primissimi esponenti della rivoluzione militare troviamo proprio le fanterie svizzere, prima, e lanzichenecche, poi. Mettendosi al servizio degli stati come truppe mercenarie, le mirabili capacità di combattimento diedero loro fama mondiale.

- I quadrati degli svizzeri
I vari cantoni che compongono la Svizzera erano impegnati a difendersi dallo strapotere degli Asburgo fin dal Trecento. Le truppe svizzere erano costituite da miliziani, che per l'epoca era molto efficace. L'organizzazione dei cantoni svizzeri era ancora basata sulle regole degli antichi costumi germanici, le comunità erano piccole entità rurali; ciò era causato soprattutto dall'isolamento geografico a cui erano sottoposti. D'accordo, la Svizzera non è posta su un'isola in mezzo all'oceano, tuttavia le valli erano difficili da raggiungere per le persone comuni, figuratevi per gli eserciti.
Come per la Grecia, gli svizzeri organizzarono le loro milizie in una fanteria pesante, armata di picche ed alabarde, che si schierava in quadrati molto simili a quelli adottati dalle falangi. Fino alla fine del Medioevo, questi eserciti cantonali svolsero un compito essenzialmente difensivo; ma dalla seconda metà del XV secolo, con l'introduzione di nuove tecniche di addestramento, assunsero la capacità di combattere anche in impegnative campagne offensive.
Le vittorie riportate sul duca di Borgogna diedero alle fanterie svizzere fama in un po' tutta Europa, sicché i sovrani iniziarono a reclutarne diverse unità, da impiegare come eserciti mercenari. In breve, i soldati Elvetici divennero gli strumenti da guerra più richiesti di tutto il vecchio continente.


Battaglia di Pavia - 1525
Gli svizzeri erano temuti proprio per il loro schieramento in campo; i reparti di fanteria pesante, armati di picca o alabarda appunto, era schierati in quadrati serrati, a loro volta appoggiati da unità di tiratori costituiti da balestrieri, prima, e da archibugieri, poi.
Le manovre divennero inefficaci, gli schieramenti a quadrato si avvicinavano alle linee nemiche per poi colpire con una violenza brutale. Solo l'aumento del numero di armi da fuoco (moschetti e schioppi) mise in crisi il modo svizzero di concepire una battaglia. Dal secondo quarto del XVI secolo furono le fanterie mercenarie germaniche che, raffinando il modello militare elvetico, diventarono le protagoniste degli scenari bellici nella seconda metà del '500.

Focus On: L'alabarda
Si trattava di un'arma in asta con un ferro che poteva colpire di punta e di taglio. Durante la lotta contro gli Asburgo e i signori feudali, i contadini svizzeri si munirono di armi utili a fronteggiare i cavalieri. Un modello arcaico presentava una lama larga con tagliente dritto, obliquo o convesso che si incurva per formare uno stocco. L'asta, lunga pressapoco 2 metri, si innestava su due anelli saldati.


Vari ferri dell'alabarda

Alla fine del XV secolo l'alabarda fu ulteriormente modificata con una cuspide robusta nell'asse dell'asta e un becco usato per sfondare elmi ed armature. Il primo uso bellico documentato di quest'arma risale alla battaglia di Morgarten, il 15 Novembre 1315 (presumibilmente). Durante il XVI secolo l'arma perse il ruolo che si era guadagnato nei due secoli precedenti e, durante il XVIII secolo, assunse una funzione perlopiù decorativa. I ferri vennero modificati e riccamente decorati, diventando l'arma preferita delle guardie del corpo dei principi durante le cerimonie. Al giorno d'oggi il corpo della Guardia Svizzera Pontificia usa ancora delle alabarde.


Le guardie svizzere schierate in Piazza San Pietro
- I Lanzichenecchi
Il successo delle milizie cantonali svizzere ebbe una eco tale da spingere i governanti tedeschi ad adottare una fanteria pesante, armata anch'essa di picca e alabarda, modellata sul format elvetico, in grado di confrontarsi con i temuti quadrati.
Massimiliano I d'Asburgo fu tra i primi a sentire questa necessità, tanto che, alla fine del XV secolo, reclutò le primissime bande lanzichenecche (da landsknechte = servitore della terra) e le inquadrò sul modello svizzero. Le prime operazioni dei lanzichenecchi furono proprio dirente contro gli elvetici e non furono particolarmente brillanti: nel 1499 ci fu un conflitto tra la Lega Sveva e la Confederazione dei Cantoni Svizzeri. Pur essendo in superiorità numerica, i mercenari tedeschi subirono una serie di sconfitte sanguinose.


Soldati lanzichenecchi
Tuttavia non furono questi disastri a far tramontare la stella dei lanzichenecchi, i quali, durante le guerre in Italia, si presero le loro rivincite, diventando ben presto le unità militari più ambite di tutto il vecchio continente.
Infatti l'Europa stava affrontando un periodo di profonda crisi spirituale; il cristianesimo andava incontro all'ennesima frattura, provocata stavolta dall'affissione audaci tesi da parte di un monaco agostiniano a Wittenberg: Martin Lutero. In questo clima di precarietà, i sovrani europei iniziarono una vera e propria "corsa ai reclutamenti"; reparti svizzeri e lanzichenecchi furono usati da Massimiliano I contro i Turchi, da Enrico VIII e dai re francesi. Ma da dove venivano i lanzichenecchi?
Inizialmente erano reclutati dalle terre povere e sovrappopolate della Germania meridionale e le regioni lungo l'altro corso del Reno. I figli dei contadini costituivano la spina dorsale delle truppe lanzichenecche, sebbene tra i ranghi si potessero trovare esponenti della borghesia o della piccola nobiltà terriera. Mentre quest'ultimi si arruolavano per sete di avventura e guadagni, i primi lo facevano per sfuggire alla fame, alla miseria e alla giustizia. Insomma, i reparti dei lanzichenecchi erano una sorta di embrione della Legione Straniera.


Martirio di San Sebastiano - Hans Holbein. In basso a sinistra si può notare un lanzichenecco intento a ricaricare la sua balestra.
I lanzichenecchi venivano reclutati da impresari, come se fossero degli atleti. Più era popolare l'impresario, maggiore era il prestigio che derivava dall'incarico assegnato, che in genere non era dei più semplici. Uno dei più famosi fu Georg Von Frundsberg, fedelissimo degli Asburgo (sia di Massimiliano I che di Carlo V) contribuì anche di tasca propria ad arruolare i mercenari. Fu responsabile delle grandi campagne militari in Italia, che lo videro contrapposto anche a Giovanni de Medici, noto anche come Giovanni delle Bande Nere.
Ben presto il termine lanzichenecco entrò nel gergo militare per definire tutti i reparti di fanteria pesante mercenaria. Temuti dalla popolazione, i lanzi (come li si chiamava nel Bel Paese), questi furiosi saccheggiatori erano noti soprattutto per la fantasia con cui si abbigliavano: piume, pennacchi, fronzoli, sbuffi su maniche e brache, colori vivaci, per loro ogni giorno era Carnevale.
Alessandro Manzoni, nei Promessi Sposi, parla dei lanzichenecchi a proposito dei soldati imperiali che calarono in Italia per attaccare Mantova, nel 1629, sebbene in quell'epoca i reggimenti lanzichenecchi fossero scomparsi da tempo. Questo è un altro indice della traccia che queste unità lasciarono nella storia, o se non altro nell'immaginario collettivo della popolazione europea.

Focus On: La Zweihander
La spada a due mani, di grandi dimensioni, con lama a fili paralleli e punta, comparve tra la fine del XV e l'inizio del XVI in mano ai combattenti più massicci che, appoggiati dai compagni, erano incaricati di troncare le picche e le alabarde degli avversari, menando poderosi fendenti. In epoca più tarda venne modificata la forma della lama. C'era la necessità di avere una presa che andasse oltre l'elsa della spada, così venne installato un tallone rivestito in cuoio, con due denti d'arresto alla base della lama stessa. 


Vari tipi di Zweihander; il modello di sinistra è più recente di quello di destra

Nel corso del XVI secolo, la spada a due mani perse il suo fine bellico e divenne un mero simbolo di potere; per tagliare o deviare le picche nemiche vennero usate altre armi in asta come ronconi, bardiche, partigiane, falcioni e tridenti. Paolo Giovio fu il primo che descrisse quest'arma, attribuita all'avanguardia dell'esercito di Carlo VIII. I lanzi che maneggiavano lo spadone erano chiamati doppelsolder, cioè quelli che venivano pagati il doppio. Perché? Semplice, perché erano i più coraggiosi e perché erano collocati in prima linea.


Ricostruzione di una Zweihander, sì proprio come quelle che ci sono in Skyrim!
Focus On: La Katzbalger
Arma bianca interessante e dal nome alquanto curioso, sebbene un po' macabro. Letteralmente significa La Sbudellagatti. Venne usata tra la fine del XV e l'inizio del XVI secolo, soprattutto dagli elvetici e dai lanzichenecchi. Il modello più diffuso era costituito da una lama larga a doppio taglio, con bracci dell'elsa a S, quasi orizzontali, con l'impugnatura che si ingrossava al pomo.


La Katzbalger

Il pomo a cappuccio era ripiegato verso l'impugnatura e ne lasciava scoperta una piccola sezione. Nel fodero erano presenti, in una tasca apposita, un paio di coltellini che avevano la funzione di utensili o posate. Sì, posate!


Lanzichenecco armato di Zweihander e Katzbalger


Matt - Il Locandiere

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