lunedì 5 maggio 2014

Il Lunedì del Locandiere

Goooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooood Morning Avventori! Bentrovati e buon inizio di settimana a tutti!
Lunedì scorso, dopo un lungo pappone anatomico e un'altrettanta lunga apologia, avevamo iniziato a parlare di condizioni patologiche o che rasentano il patologico, con particolare riferimento all'occhio. Perché proprio l'occhio? Perché è uno dei posti più scenici in cui si possono presentare delle condizioni che, diciamo, esulano dal fisiologico. E poi perché sono una brutta persona, a cui piace mostrare cose truculente ai miei cari Avventori ancora muniti di cornetto e cappuccio al bar, o a casa, o in ufficio. Settimana scorsa avevamo osservato un po' di problematiche legate alle palpebre, oggi osserviamo invece alcune condizioni abbastanza comuni della congiuntiva.

Nota: prima di proseguire nella lettura vi consiglio vivamente di dare una letta al post di settimana scorsa. Facendo così dichiarate di aver capito lo scopo divulgativo/descrittivo di questi articoli e non mi sfracasserete le gonadi con: suggerimenti per guarire? Medicine da prendere in questi casi?
Sia ben chiaro, sono descrizioni di fenomeni, non diagnosi. C'è differenza? Ce n'è, ce n'è.
E siccome repetita iuvant, vi ricorderò questa cosa ogni prossimo articolo a sfondo "medico".
Ah! Quasi dimenticavo! Non lasciate nemmeno commenti del tipo: ke skifo! ma ke kazzo pubbliki?!?!?11! Vi avevo avvertito che ci sarebbero state cose brutte da vedere, se proseguite nella lettura lo fate a vostro rischio & pericolo.


Cose brutte da vedersi

Patologie oculari ed altre condizioni poco piacevoli (Parte II)

Pinguecola.


Trattasi di una piccola macchia giallastra, in rilievo (anche se di poco), posta ai lati della cornea, ovvero dove l'occhio è più esposto a polvere, vento e radiazioni UV. Questa condizione è riscontrabile frequentemente nei soggetti anziani ed è più accentuata quando la congiuntiva è arrossata; è causata da un ispessimento locale della congiuntiva. Difficilmente da problemi e quasi mai richiede un intervento chirurgico. Inoltre è facilmente riscontrabile nei soggetti che vivono o lavorano in ambienti estremamente caldi e secchi, oppure ad alta quota (cfr. gli abitanti delle Ande). Di solito non da problemi, al più un po' di discomfort nei portatori di lenti a contatto.

Pterigio.


Condizione totalmente diversa questa. Lo pterigio è una piega membranosa che occupa lo spazio intrapalpebrale e che si estende dal canto interno o esterno alla cornea. Se la condizione è recente, lo pterigio è ricco di vasi sanguigni, dandogli un aspetto rossastro; mentre più tardi, con lo svuotamento dei vasi, torna ad assumere un aspetto biancastro, simile ad un velo. Anche in questo caso, viene riscontrato di più nei soggetti che vivono o lavorano in ambienti secchi, ventosi, polverosi o con alta esposizione ai raggi ultravioletti. Può essere mono o bilaterale, ed è più frequente nel canto interno, che in quello esterno. Necessita di operazione chirurgica solamente se lo pterigio copre la pupilla; anche se rimosso può ripresentarsi. Tendenzialmente è asintomatico; può causare discomfort o sintomi visivi, solo se viene interessata la pupilla.

Chemosi della congiuntiva.


La chemosi è un rigonfiamento edematoso della congiuntiva bulbare; può essere provocato da traumi, agenti irritanti, reazioni allergiche ed è spesso accompagnata da gravi infiammazioni congiuntivali. In casi gravi le pieghe possono ricoprire la cornea, come nelle congiuntiviti gonococciche. I sintomi sono associati a ciò che l'ha provocata e, nei casi meno gravi, si risolve non appena viene rimosso lo stimolo provocatorio.

Iperemia congiuntivale.


L'iperemia congiuntivale è sintomo di tutto o niente. Può indicare tanto una cheratite microbica, quanto un'occhio che è appena stato stropicciato vigorosamente; dati alla mano possiamo dire che è presente nel 15 - 20 % di portatori di lenti a contatto e nel 15% dei non portatori (maggiore di grado 2, secondo la  grading scale CCLRU o quella di Efron). Può essere causata da sindrome da occhio secco, da reazione allergiche, da condizioni patologiche, da reazioni ai depositi superficiali su una lente a contatto, da cause meccaniche o metaboliche (anche ipossia). Può essere asintomatica o associata a bruciore, secchezza, prurito e dolore. L'iperemia, cioè quanto è rosso l'occhio, dipende dalla causa scatenante e può risolversi in tempi più o meno brevi.

Emorragia sottocongiuntivale.




Come sapete la congiuntiva è riccamente vascolarizzata, per quello vi è una rapida risposta (rossore) anche al minimo segno di variazione del normale status fisiologico. Le emorragie sottocongiuntivali sono abbastanza frequenti, di colore rosso vivo o scuro, con una superficie interessata più o meno vasta, non sono accompagnate da segni di infiammazione. Questa condizione si riscontra frequentemente dopo traumi, operazioni o infiammazioni della congiuntiva. Si osserva anche in persone con capillari fragili, in seguito a sforzi intensi, a tosse convulsa o starnuti poderosi. Talvolta appaiono senza causa apparente e il soggetto se ne accorge solamente guardandosi allo specchio. L'emorragia si riassorbe entro breve tempo. Quindi tutto fumo e niente arrosto.

Congiuntivite papillare gigante (Giant Papillary Conjunctivitis o Contact Lens Papillary Conjunctivis).



Trattasi di una condizione riscontrabile, spesso, nei portatori di lenti a contatto. L'incidenza è variabile: 2% nei portatori di lenti rigide gas permeabili (RGP), 15% nei portatori di lenti hydrogel, 2-19% nei soggetti sottoposti a porto esteso (giorno e notte. Sì, si può fare, ma solo se particolari esigenze lo richiedono e sotto strettissimo controllo), 2-7% nei portatori di lenti a contatto silicone hydrogel (SiH). La GPC è una risposta in seguito ad un'infiammazione congiuntivale associata all'uso di lenti a contatto e a traumi, oppure legata a cause di natura immunitaria, meccanica o associata ad atopia, allergie e disfunzioni delle ghiandole di Meibomio.


Sintomi tipici sono prurito, formazione di muco, disturbo della visione (se il muco è tanto!), discomfort, sensazione di corpo estraneo e intolleranza alle lenti a contatto (per i portatori). I segni possono essere evidenziati tramite l'eversione della palpebra superiore (vedi video sotto) e si avrà: papille ingrossate e iperemiche (> 0,3 mm) a livello della congiuntiva tarsale superiore, secrezione di muco, iperemia congiuntivale tarsale ed edema. Tranquillizzatevi, non è mai morto nessuno per la GPC, anche se, nel malaugurato caso in cui avvenga un trauma meccanico, è possibile che si formi del tessuto cicatriziale.


Tracoma.



Si tratta di una cheratocongiuntivite follicolare cronica di origine infettiva che compare a qualsiasi età; è causata dalla chlamydia trachomatis. Viene trasmesso per contatto, tramite oggetti o soggetti infetti (dita, asciugamani, fazzoletti, ecc). La scarsa igiene personale è uno dei fattori di rischio, compresa l'abitudine di utilizzare oggetti usati da più persone. Il tracoma è una condizione che va presa sul serio, i sintomi sono fotofobia, blefarospasmo, bruciore, lacrimazione, sensazione di corpo estraneo, dolore e vista disturbata. In alcuni casi, però, il soggetto è asintomatico. Può essere presente una quantità variabile di secrezione purulenta. Il decorso della patologia, per quanto riguarda la congiuntiva, può essere diviso in quattro fasi:

  • Stadio I (iniziale): inizialmente il tracoma può essere scambiato per una congiuntivite (in effetti i segni sono molto simili)
  • Stadio II (acuto): sono presenti forti sintomi infiammatori, uniti ad abbondante secrezione.
  • Stadio III (cicatriziale): si forma del tessuto cicatriziale, con la conseguente risoluzione della patologia; i follicoli tornano nella condizione normale.
  • Stadio IV: è considerato lo stadio in cui la condizione è completamente risolta.
Congiuntiviti.


Il termine congiuntivite descrive una condizione che può essere provocata da diversi fattori. L'occhio presenta un'elevata iperemia, è un'infiammazione della congiuntiva bulbare. Può essere presente della secrezione sieromucosa purulenta, nel caso di infezioni batteriche. Possono presentarsi ulteriori segni come l'infiammazione delle papille e dei follicoli linfatici. Se le papille sono infiammate abbiamo la condizione detta GPC o Congiuntivite Papillare Gigante (vedi sopra). Se invece sono i follicoli ad essere interessati, siamo in presenza di congiuntivite allergica, che spesso risulta cronica. A volte può presentarsi la chemosi (vedi sopra) della congiuntiva. Raramente è una condizione grave, anche se fastidiosa. I sintomi sono discomfort, prurito, intolleranza alle lenti a contatto, secrezione mucosa e sensazione di corpo estraneo. Le varietà più comuni di congiuntivite sono:

  1. Catarrrale 
  2. Purulenta
  3. Membranosa
  4. Follicolare

Matt - Il Locandiere

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