domenica 4 maggio 2014

Giusto 2 parole.

Mentre si stava ultimando l'articolo per domani mattina e quello su Dylan Dog, riflettevo un po' sulle parole di Piero Pelù, al concerto del 1° Maggio. Più che opinioni personali, il Piero ha recitato la solita pantomima della lista delle cose che non vanno: gli 80 euro in più in busta paga, gli F35, und so weiter. Ora, è bello quando un artista di un certo calibro esprime un'opinione su fatti di attualità. Oddio, sarebbe bello se tutti esprimessero liberamente le proprie opinioni (con quel tanto di coscienza politica e senso della diplomazia che tanto è carente); tuttavia, le parole di Pelù non hanno fatto altro che fomentare nuove polemiche, che a loro volta hanno riaperto vecchie ferite mal cicatrizzate.
Senza contare poi che, a mio avviso, l'artista non ha fatto altro che scadere nella solita demagogia e politichetta da bar: <Gli 80 euro non li vogliamo! Vogliamo lavoro!>.
A volte mi chiedo gli italiani, o meglio, i politicanti da bar come se la immaginano la Cosa Pubblica. Anyway, non voglio dilungarmi troppo; ma vorrei arrivare al sodo. Io ve la butto lì:

Credo che Piero Pelù abbia sbagliato a buttare altra benzina sul fuoco, soprattutto in questo momento. L'Italia sta vivendo tensioni sociali molto intense e la politica (tranne alcuni) sta facendo il possibile per uscire dall'impasse della crisi. Probabilmente meno chiacchiere e più musica avrebbero giovato all'umore e ai nervi di tanti; invece ci si ritrova con le solite polemiche mai sopite, gli accessi d'ira e, soprattutto, il dover chiedere scusa per essersi resi conto di aver esagerato.

E voi? Che ne pensate? Condividete? Siete contrari? Se volete commentate, ma fatelo con civiltà, danke.

Matt - Il Locandiere

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