mercoledì 26 febbraio 2014

Weekly Movie Corner Special: Star Wars Marathon.

Dopo la bigiata della scorsa settimana torniamo alla care vecchie & sacre abitudini, il che implica che oggi c'è l'appuntamento per voi cinefili abitués della Locanda. Un appuntamento che, per chi si fosse collegato solo ora, ha qualcosa di particolare in questi frangenti; in parole povere stiamo facendo una maratona...non una corsa (anche perché non tengo il fisico) vera e propria, ma una serie di articoli che ha come tema comune la passione che ho nei confronti di un'altra delle più importanti saghe cinematografiche, c'est à dire Star Wars.
Settimana scorsa avevamo introdotto il primo episodio della trilogia più vetusta, oggi, di conseguenza, si andrà a spulciare proprio il quinto episodio della esalogia lucasiana. Adoro coniare neologismi, voi no? Vai con la sigla, maestro.



Vediamo subitissimo cosa bolle in pentola, dopo esserci lasciati con l'Alleanza Ribelle che mette a segno la prima meta, distruggendo la Morte Nera e facendo svolazzare Fener, solo, in giro per la Galassia.

Star Wars - Episodio V: L'Impero colpisce ancora.


Titolo: L'Impero colpisce ancora
Titolo originale: The Empire Strikes Back
Regia:  Irvin Kershner
Durata: 124 min.
Anno: 1980
Genere: fantascienza
Cast: Harrison Ford, Carrie Fisher, Mark Hamill, Alec Guinness, Peter Cushing, Peter Mayhew, David Prowse,  Anthony Daniels, Kenny Baker, Billy Dee Williams.

Trama: dopo la sorprendente vittoria ottenuta contro l'Impero, l'Alleanza Ribelle è costretta a difendersi dalla flotta imperiale che, nonostante abbia perduto la sua letale stazione spaziale, ha mantenuto intatta la sua forza distruttrice. Sul remoto e gelido pianeta di Hoth, i ribelli tentano un'altra disperata resistenza; mentre Dart Fener è alla strenua ricerca del giovane ardimentoso che ha provocato la distruzione della Morte Nera, cioè Luke Skywalker.


Parliamone: tre anni più tardi, la LucasFilm era in forte crescita e il suo Grande Leader decise di intraprendere la scalata al secondo film. Erano gli inizi dei magnifici '80 e tutto sembrava andare per il verso giusto, o quasi...
In quei tempi, a Nerdolandia, molti reclamavano a gran voce un ritorno al grande schermo delle tette di Carrie Fisher...cioè la continuazione della Guerra Civile Galattica che, pare, avesse gasato più o meno tutti. Purtroppo la Death Star (che in italiano è stata resa sapientemente col nome di Morte Nera e non Stella della Morte) era esplosa in miliardi di pezzettini, comportando due...anzi tre effetti collaterali:
  • Una bruciante delusione delle forze imperiali, battute da quattro bifolchi con forconi e caccia X - Wing.
  • Un morboso interessamento da parte di Dart Vader nei confronti del coraggioso quanto bifolco pilota di X-Wing che osò disintegrare la suddetta superstazione spaziale.
  • Una cospicua incazzatura dell'Imperatore Palpatine che sulla Morte Nera ci stava ancora pagando il mutuo.
Ma la Flotta Imperiale non era certo a corto di risorse, eh no! I famosi Star Destroyer (che in italiano sono stati resi col nome di incrociatori stellari e non come cacciatorpediniere stellari) erano sempre pronti in prima linea...


Lo stesso valeva per il gioiellino della Flotta, la nave ammiraglia su cui Fener scorrazzava da una parte all'altra della Galassia in cerca del giovane Skywalker, ovvero lo Star Destroyer Executor. Un'astronave talmente pro da far sembrare tutti gli altri Star Destroyers degli ignobili cacatoi.


Ora che abbiamo capito quanto fosse figo l'Impero, e nella pellicola viene ribadito ancora...

...e ancora...


...e ancora...


eeerrrrr...stavo dicendo? Ah sì! Stavamo dando un'analisi del film! L'epicità della saga raggiunge il suo apice, in quanto il V Episodio  introduce altri leitmotiv e altre leccornie che sono diventate molto care ai fans worldwide. Eccone alcuni esempi:

Po-po-po-po-polaretti!
Hoth è, al contrario di quello che possa far presumere il nome, il pianeta più freddo della Galassia di Star Wars, talmente freddo e talmente congelato che, pare, fosse stata scelto come luogo in cui erigere una nuova fabbrica dei Polaretti concessa in franchising ai Tauntaun; progetto accantonato a causa dello scoppio della Guerra dei Cloni.


Su Hoth non c'è niente, non c'è mai stato niente e mai ci sarà, eccezion fatta per una vecchia base ribelle, qualche rottame di AT-AT, di quei ridicoli abomini bipedi, frutto dell'incesto tra un canguro e un montone, comunemente conosciuti col nome di Tauntaun e...purtroppamente...un abominevole essere delle nevi senza un braccio, gentile ricordo di Luke Skywalker che, catturato dal suddetto mostro, non bramava di diventarne lo spuntino. Su Hoth ci fu una battaglia tra ribelli in fuga e Imperiali inseguitori. Scena epica, tanta neve ed esplosioni a non finire.

Millennium Macinino
Che il fantomatico Millennium Falcon non fosse al top della forma lo si era desunto già dall'Episodio IV. Ma in questa pellicola, l'astronave da il meglio di sé, passando il 90% del tempo in riparazione...anche mentre svolazza per un campo di asteroidi.


Il catorcio spaziale verrà smontato e rimontato da più mani tra cui: Chewbacca, Ian Solo e i tecnici di Bespin. Morale? Frizione andata e iperspazio altalenante; fortuna che R2D2 ci mette una pezza col tuning dei circuiti.

Caccia grossa
Venti e passa anni fa c'era un piccolo clone di Jango Fett che aveva assistito alla morte del padre in diretta. Vent'anni dopo, lo stesso clone, lo troviamo a bordo dello Star Destroyer di Vader, intento a ripercorrere le orme di papà: ossia guadagnandosi la pagnotta facendo il cacciatore di taglie.


Non una vita allegra, soprattutto se ci guardiamo intorno e guardiamo con che razza di colleghi hai a che fare. Il tutto per catturare una misera astronave e portare il comandante davanti ad un vermone ruttofono, leader di una grande associazione a delinquere.

Yayyyyy!

Un po' pirata un po' signore
Il fascino di Ian Solo è indiscutibile, nonostante il cognome non faccia presagire chissà quali romantiche avventure, il nostro capitano, contrabbandiere e canaglia a tempo perso riesce a ingraziarsi le grazie della bella principessa Leila.


Sarà il fascino del mascalzone, sarà che sulla sua testa pende una taglia con diversi zeri, sarà che la grafite mantiene giovani e apre i pori della pelle, sarà quel che volete...ma la principessina se la pigerà solo Solo...o forse no...


Vatti a fidare degli wookie...

Figlio di NN
La paternità di Luke Skywalker è sempre stata un po' dubbia e avvolta nel mistero. Nel quinto episodio sappiamo che il mistero di NN viene prontamente svelato. Durante l'epicissimo duello di spade laser, dopo aver mozzato la mano a suo figlio, Dart Fener annuncia a Luke di essere il suo tanto adorato paparino.


Forse non il migliore degli approcci data la risposta del figlio. Anyway, l'epicità della rivelazione ha scosso le fondamenta di Nerdopoli e, una volta inventato l'internet come lo conosciamo noi, ha iniziato a popolarlo con una serie di immagini diventate in breve tempo virali. Giusto a titolo d'esempio:


Ma ora veniamo ad alcune note dolenti. Già, sebbene L'Impero colpisce ancora sia considerato il miglior capitolo della saga e del genere fantascientifico, il suo concepimento fu segnato da non poche crisi, da ritardi e da problematiche finanziarie non da poco.
Innanzitutto Lucas era talmente preso dalla crescita della sua creatura, la LucasFilm, che dovette cedere il timone ad un altro regista. La scelta del successore del Grande Leader fu lunga e sofferta, alla fine si diede il lavoro a Kershner, professore della USC School of Cinematic Arts, noto per dare una profonda caratterizzazione ai personaggi. In un primo momento Kershner rifiutò, convinto che non si potesse fare qualcosa di meglio; ma poi cedette alle lusinghe del Grande Leader e di Kurtz (produttore).

Non conosci il potere del Lato Oscuro della LucasFilm, Irvin!
Il fatto che, almeno nelle prime battute, il film dovesse riprendere un pianeta completamente coperto di neve e ghiaccio pose un forte punto interrogativo sulla location adatta...il vero Hoth era effettivamente troppo lontano, quindi si decise di utilizzare la Norvegia come luogo delle riprese, più in particolare ci si accontentò del ghiacciaio di Hardangerjøkulen. Ma accaddero diversi imprevisti:
  • Uno degli scenografi, John Barry, collassò sul set e morì a causa di una meningite fulminante.
  • Come se non bastasse questo lutto, le riprese al ghiacciaio si dilungarono enormemente a causa delle condizioni climatiche estremamente avverse, coi meteorologi che confermarono le previsioni dell'inverno peggiore degli ultimi 50 anni!
  • Agli Elstree Studios, dove si girarono le altre parti del film, non andò certo meglio! Le ambientazioni di Dagobah (dove viveva Yoda) rovinavano i macchinari e le pellicole, allungando ulteriormente i tempi di ripresa.
  • Questi continui ritardi ebbero come effetto quello di far levitare esponenzialmente i costi di produzione; quando Lucas, visibilmente sfibrato, si vide chiudere le porte in faccia dalle banche che non volevano concedergli più prestiti, allora si rivolse alla 20th Century Fox che, in cambio di una quota sugli incassi, rifinanziò il progetto, evitando la catastrofe e il naufragio della saga.
  • Un altro incidente di percorso vede protagonista il celebre regista Stanley Kubrick. A Stanley era andato distrutto il set in cui stava girando Shining, così venne ospitato momentaneamente da Lucas. Ahimé si suol dire: amici amici e poi ti rubano la bici. Infatti Kubrick colse la palla al balzo e sfruttò l'ospitalità per girare da capo alcune scene del suo film, facendo incazzare non poco gli addetti ai lavori di Star Wars.
  • Gli attriti, i dissapori e le incomprensioni tra il team si acuirono così tanto che Kurtz, produttore e amico del Grande Leader, si licenziò sua sponte alla conclusione dei lavori.
Matt - Il Locandiere

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