sabato 15 febbraio 2014

Speciale Locanda. La grande storia delle armi bianche: I regni romano-barbarici.

Nel 476 d.C cadeva di fatto l'Impero Romano d'Occidente (mentre quello d'Oriente sarebbe sopravvissuto a lungo, fino alla conquista di Costantinopoli da parte dei Turchi nel 1453), aprendo le porte ad un periodo che, nell'immaginario collettivo, è sinonimo di barbarie, oscurantismo e decadenza intellettuale e sociale: il Medioevo.
Ormai le poche briciole di romanitas, che tanto avevano affascinato e acceso moti d'odio negli invasori, si stavano dissolvendo come neve al sole. 
Differentemente dal mondo romano, i regni cosiddetti romano-barbarici, nati durante il V secolo nell'Europa latina, non avevano una classe di guerrieri professionisti. Nel mondo germanico non esisteva l'idea del soldato al servizio dello stato, infatti ogni individuo, indipendentemente dalla sua estrazione sociale, doveva essere in grado di armarsi e difendere la sua tribù o il suo villaggio da qualsiasi aggressione esterna, il tutto raccogliendo la chiamata dei propri capi militari.




Nella società germanica era in un certo senso molto "eroica", ancorata al mito dell'onore tribale e della fedeltà incondizionata al re-capo; questi erano i valori fondamentali che andavano a costituire il cemento sociale delle popolazioni di cui sopra. Dando uno sguardo alla multiculturale, variopinta e arrivista società romana non possiamo non chiederci come fu possibile a questa gente, questi barbari, di demolire la sofisticata ed efficiente macchina burocratica/bellica romana.
Di conseguenza, l'esercito dei popoli germanici era un'armata eterogenea composta da contadini guerrieri al servizio del proprio re, un'usanza che venne mantenuta almeno fino all'età carolingia. Per quanto riguarda l'equipaggiamento individuale non si poteva certo pretendere l'uniformità vista durante le gloriose avanzate delle legioni romane, essendo di fatto decaduto l'apparato produttivo romano (le fabriacae). Quindi ogni elemento doveva armarsi secondo le proprie capacità economiche, con i nobili che si potevano permettere equipaggiamenti ed armi più raffinate.




Un crogiolo di armi ed equipaggiamenti.
La spada era considerata l'arma d'eccellenza per i popoli germanici che calarono sulla penisola italica, simbolo di libertà e diritto di portare le armi, infatti gli schiavi non potevano portarle. Tuttavia, dagli scavi effettuati in Italia, in Francia ed in Inghilterra, si può verificare che il possesso delle spade era estremamente limitato (circa una su dieci sepolture).
La spada era un'arma estremamente costosa, difficile da costruire, pertanto spesso era tramandata di padre in figlio, tanto da possedere un nome (come la spada dell'eroe mitologico Beowulf), spesso possedeva una complessa simbologia mistica.
In questo periodo la spada era anche conosciuta col termine di spatha, da non confondersi con l'omonima usata dai cavalieri romani; si trattava di un'arma di circa 75 cm, derivata con ogni probabilità dalle armi in uso presso le popolazioni celtiche dal VI secolo a.C. Veniva portata in un fodero di legno, costituito da due listelle, ricoperto di pelle; fodero che spesso veniva imbottito di feltro o altro materiale onde tenere la lama asciutta e preservarla dalla ruggine. Le spade di questo periodo avevano due tagli ed erano molto leggere, inoltre presentavano spesso delle incisioni di animali, sempre per confermare la tesi del carattere "religioso" o sacrale che assumevano presso le popolazioni. L'impugnatura era di solito ricoperta di pelle, sormontata da un pomo che poteva avere forme e dimensioni diverse; in particolare le spade dei ricchi erano molto decorate, con gioielli incastonati ed abilmente intarsiate.


Ovviamente un contadino o un pastore non aveva i mezzi economici per permettersi una spada, anche nella sua forma più semplice. Le armi in dotazione ai normali fantaccini erano più comuni e facili da reperire; ogni primavera gli uomini si trovavano per il consueto raduno dell'esercito e con essi, di solito, portavano una lancia ed il temibile scramasax (vedi Focus On più avanti). Quest'arma era sopravvissuta nell'equipaggiamento del guerriero germanico dai tempi delle grandi migrazioni, risultava molto comodo nei combattimenti serrati. Risultava piuttosto semplice da costruire e per questo era utilizzato molto di frequente dai miliziani germanici; con ogni probabilità derivava da attrezzi di uso comune, quindi non stupisce il fatto che i contadini-soldati se lo portassero dietro durante le loro attività quotidiane o nei lavori agricoli. La lancia perse parte della sua importanza, pur restando fondamentale per gli eserciti dell'epoca; questa era lunga circa 2 metri, con un'asta di legno di frassino (o equivalente) ed una punta metallica di vari materiali, normalmente a forma di foglia. La punta era dotata, specialmente negli ultimi periodi di questi regni, di alette.



Un'altra arma tipica degli eserciti romano-germanici era l'ascia, o scure da guerra, anch'essa di derivazione comune; nata in principio come arma da lancio e innestata su un corto manico di legno, la scure si modificò per poi diventare uno strumento di corpo a corpo, con un manico lungo più di 1 metro e una lama ad L.
Nell'Europa continentale il suo uso si era pian piano affievolito, mentre nell'Inghilterra (presumibilmente grazie alle influenze scandinave) rimase molto in uso; nell'arazzo di Bayeux, fine del'XI secolo, si possono ancora vedere dei soldati che brandiscono una scure.



Focus on: Lo Scramasax.
Questo termine (scramasax) compare nelle opere del vescovo e storico Gregorio di Tours ( 538 - 594 d.C circa); etimologicamente deriva dalle parole scrama, cioè che provoca ferite, e sax, coltellaccio. Ebbe dimensioni varie, da quelle di una daga (30 - 40 cm), fino a quelle di una spada (85 - 100 cm). In Francia aveva un largo uso domestico.
Fu una delle armi tipiche dei Sassoni che, al tempo delle migrazioni ( IV - VI secolo), la portavano a sinistra in un fodero a fianco della spada. Con lo sviluppo delle tattiche di combattimento a cavallo, lo scramsax nella sua variante più lunga venne definitivamente abbandonato in favore della sua versione più corta, così da divenire un supporto utile ai cavalieri nello scontro corpo a corpo, in cui le lance erano poco pratiche, o per finire il nemico colpito.



Armi da lancio e armamento difensivo.
Arco e frecce non erano molto in voga tra questi combattenti; infatti si pensa che giavellotti ed altri strumenti da lancio fossero affidati in numero ridotto alle unità di fanteria leggera, destinate a compiti marginali, come il disturbo delle unità nemiche avanzate tramite tattiche di guerriglia.
Ben diverso è il discorso dell'equipaggiamento difensivo che, in questo periodo, era limitato ai nobili o a chi possedeva delle discrete ricchezze. Il comune guerriero era difficilmente in grado di permettersi una protezione per il corpo adeguata, limitandosi a tuniche di cuoio o feltro, a volte rinforzata con placche d'osso o, se girava bene, di metallo. Tutte varianti altamente inadeguate e che fornivano poca protezione durante le battaglie.
Se per il corpo non poteva adottare protezioni sofisticate, figuriamoci per la testa! Spesso venivano utilizzate cuffie di cuoio, cappelli o, se andava bene, degli elmi conici formati da quattro piastre saldate, su cui spesso era montato anche un nasale fisso.



I nobili potevano vantare un equipaggiamento di gran lunga migliore. Essi potevano permettersi pesanti cotte di maglia, di lunghezza variabile; da cui si svilupperanno la bunja dell'epoca carolingia o l'hauberk (usbergo) normanno. Gli elmi erano riccamente decorati, in ferro o in bronzo, conici o emisferici, dotati di nasale, paranuca e paragnatidi.

Focus on: L'Angone.
L'angone era un'arma da lancio inastata, simile al pilum dei legionari. Era formato da un'asta di legno in cui si immanicava una punta di ferro uncinata, pari a circa 1/3 della lunghezza totale dell'arma. L'angone provocava ferite gravissime a causa della punta uncinata, infatti in un tentativo maldestro di rimozione, essa poteva straziare le carni del ferito, aumentandone la capacità mortifera; inoltre, se si conficcava in uno scudo, quest'arma lo rendeva praticamente inservibile, il ferro piegandosi non poteva essere rimosso e rendeva lo scudo troppo difficoltoso da utilizzare. Quest'arma fu usata esclusivamente dai Franchi.



Matt - Il Locandiere

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