lunedì 10 febbraio 2014

Il Lunedì del Locandiere feat Dragonero.

Ieri s'è fatto sciopero, un po' per vedere la Nazionale Italiana asfaltata dai cugini transalpini, un po' perché avevo anche i cazzi miei da fare (abbiate comprensione), ci siamo presi qualche libertà e qualche ora di sonno in previsione del rush finale con il ripasso in vista dell'ahimé unico esame che potrò dare in questa sessione. Ma siccome non sono qui per annoiarvi a morte sulle mie disavventure, torniamo al main event di oggi, ovvero la recensione dell'ultimissimo numero di Dragonero, ancora con l'inchiostro colante dalle pagine.


Titolo: Il tocco che uccide
Soggetto e sceneggiatura: Luca Enoch
Disegni: Andrea Bormida e Giacomo Pueroni
Lettering: Marina Sanfelice

Trama: inviati urgentemente Viridàrt, Gmor & Ian sono impegnati in un'importante missione per proteggere un dignitario imperiale che è stato minacciato di morte. In vista, poi, delle nozze della figlia del dignitario, la sicurezza è stata notevolmente aumentata. Mentre sono in viaggio i nostri due eroi soccorrono un apparentemente ignaro viandante che è incappato nelle ire di una strega e dei suoi feroci mastini di guerra.
Ovviamente Ian & Gmor soccorrono il tapino, scatenando le ire della strega che scaglia una maledizione su Ian, prima che l'orco gentile le stacchi la testa con l'ascia. Ma, fortunatamente per i nostri amici, il viandante assediato, all'anagrafe Leario, è un guaritore superpro che, dopo un'intensa imposizione, delle mani guarisce Ian. Nonostante l'amicizia che si instaura nel trio, Ian è tormentato da una domanda: cosa volevano quelle streghe da Leario? Ben presto i nostri eroi scopriranno che dietro al faccione rubicondo e pacioso di Leario si nasconde un terribile segreto.

Parliamone: benché la missione principale annunciata sia stata letta e discussa nel numero scorso, peraltro riscuotendo un tiepido successo, posso dire senza troppe riserve che questo nuova storia batte di gran lunga la precedente, ciò per alcuni ovvi motivi che andremo ad elencare.
Una delle critiche che avevo mosso al numero 8 era la sbrigatività con cui si era conclusa la storia, la classica troppa carne al fuoco. Se forse si fosse diluito un po' il tutto (almeno in un paio di numeri) probabilmente avremmo:
a) Apprezzato di più la driade goth
b) Capito qualcosa sulla monaca/guerriera che, rimasta disoccupata a causa della prematura scomparsa del suo amico mago, decise di restare al villaggio dei villici scontrosi.
c) Non si sarebbe dovuti arrivare ad una conclusione annaspante, seppur piuttosto soddisfacente, dopo pagine e pagine di ameno viaggio tra i bucolici paesaggi dell'Erondar.

Però coi se e coi ma la storia non si fa; indi per cui è meglio focalizzarci sul numero inquisito. Cosa possiamo dire a riguardo?
Innanzitutto, la nuova missione che dovranno affrontare Dragonero e GOG (il Grande Orco Gentile) non ha continuità con quella precedente, il che è una cosa ancora abbastanza naturale visto che gli unici nemici che Ian & Co. si sono fatti, al momento sono tutti...errrrrr...non disponibili (cfr Zehfir); di conseguenza non ci possono essere altri improvvisi grandi ritorni. Ma stavolta... no no, andiamo per ordine.
Dicevo, scopo della missione proteggere questo tizio, la cui figlia ha l'affabilità e la tranquillità di un rinoceronte con dell'acido formico spalmato sulle gonadi, da un'improvvisa e brutta morte violenta, ventilata per mano di qualcuno. Non si sa chi. Sapete com'è no? I soliti mitomani, oggi pubblichi un post su una recensione che non piace, domani togli un mi piace ad una pagina che non è più in linea con il tuo pensiero...e bam, subito a minacciarti e ad accusarti di essere uno stronzo e un simpaticone che non fa ridere. Oh, che ci volete fare? L'internet grazie al cielo è quasi più vasto del mondo, indi per cui è quasi impossibile incontrare nuovamente questi untermensch.
Prima di giungere dal dead man walking, i nostri si imbattono in questo tizio, Leario, che più del guaritore, ha l'aria dell'accattone. Ma, sapete com'è, impone le mani, guarisce dalla malaria, dalla lingua blu, dalle unghie incarnite e dalle doppie punte, quindi la gente non si fa domande e accetta di buon grado le cure del rubicondo santone.


Leario che però nasconde un segretucciolo. Liberamente un po' tratto da Il Miglio Verde, il potere di Leario ha un prezzo piuttosto alto. In che senso? Non è che impone le mani, guarisce, grazie e arrivederci, le mando la fattura. In realtà, una volta assorbito il male che attanaglia il povero sventurato, Leario non può tenerselo in corpo, a meno che non voglia fare una fine triste, indi per cui lo deve passare a qualche altro essere vivente, uomo o animale che sia.
Anyway, giunti in città Ian e Gmor, per assicurarsi che al loro protetto non accada alcunché, iniziano a dare la caccia a tutti gli eventuali tagliagole, assassini, biscazzieri e criminali che Viridàrt può accogliere durante i festeggiamenti per le nozze. Retate che si trasformano anche in furiose risse, con scazzottate, cariche, maul e lanci di nani da parte di Gmor; infatti pare che il lancio del nano sia lo sport preferito dell'orco, quando è intento ad acciuffare qualche malandrino.
Piuttosto non basteranno i metodi da legge Volstead adottati dai nostri due ufficiali imperiali, al banchetto, dopo l'esibizione di Leario (guardacaso), il dignitario resta ucciso. Chi sarà stato il colpevole? Tempo di inquisire...


Purtroppo ne farà le spese un poveraccio che non c'entra nulla, trovato in possesso di una fialetta di veleno. Ian, boyscout, cercherà di discolpare il poveraccio, fornendo la sua esperienza da analista forense, sottolineando argutamente che il notabile non è morto avvelenato, ma è semplicemente...uh...morto. Ma in fondo quid fottitur? La figlia del defunto bramava sangue e così il poraccio reo di essere nel posto sbagliato, al momento sbagliato, con la fiala sbagliata finì impiccato.
Ah, ma mi sono dimenticato di dirvi una cosa essenziale! Che sbadato che sono! Dunque, in realtà, le streghe congiunte della decapitata non hanno mica desistito dall'acciuffare Leario e, conseguentemente allo scontro, Ian e Gmor. Con tattiche degne della CIA si sono messe a pattugliare tutta Viridàrt fino a beccare il trio, ma senza riuscire a fargliela pagare, convinte che presto si troveranno faccia a faccia. E infatti...
Ian, grazie ai suoi poteri fichissimi e ad un sogno premonitore (non vi spiego tutti i dettagli del sogno, leggetevi sto numero), capisce che Leario ha degli scheletri nell'armadio, un po' tanti in effetti. Infatti, dopo averlo rintracciato ottengono la sua confessione di colpevolezza. Infatti fu proprio Leario, stringendo la mano del notabile, a passargli tutti i mali curati precedentemente (hai capito il guaritore), così da ucciderlo senza sospetti.
Il caso è stato concluso brillantemente, ma le streghe giungono le streghe al galoppo che:
a) non hanno gradito il trattamento che Leario ha riservato alla loro "madre"
b) non hanno nemmeno gradito l'intromissione di Ian & Gmor, con la conseguente decapitazione di una loro compagna.
Ma, c'è bisogno di chiederlo?, i nostri trionferanno. Anche se una giovane ed avvenente strega riuscirà a scappare, marchiando a vita il povero Ian (calma...adesso ne parliamo), mentre Leario verrà consegnato alle autorità per essere giudicato.
Finale un po' enigmatico, col nostro guaritore/assassino che, dalla sua cella, cura un tizio dalla febbre terzana e ci viene lasciato all'immaginazione cosa potrà mai fare adesso, con quelle sue manine cattive.
Ma tiriamo due conclusioni, shall we?
Dunque, dicevamo numero migliore del precedente perché:
  • La storia, pur essendo piuttosto articolata, viene agilmente risolta in un numero solo; senza ricorrere ad espedienti tipo accelerazioni finali, omissioni, rincorse e altri salti più o meno bislacchi.
  • Vengono introdotti due possibili futuri nemici. In primis la strega che, marchiando il braccio di Ian, gli ha fatto una promessa di vendetta quasi sicura (staremo a vedere), in secundis, non ci è data sapere la sorte del malefico Leario che, riacquistato potere, potrebbe aver deciso di evadere, facendola in barba al'impero e con tutte le intenzioni di tornare da Ian a vendicarsi. 
E l'elfa frangimaroni Sera? Chi lo sa, è da quattro numeri che non si vede; se tanto mi da tanto non ci sarà nemmeno nel prossimo. Un po' inizia a mancarmi a dir la verità...

Matt - Il Locandiere

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