giovedì 21 novembre 2013

Speciale Storia. Cinquantesimo anniversario dell'attentato di Dallas. Introduzione.

Chi era il presidente Kennedy? Cos'ha fatto per essere stato tolto di mezzo così brutalmente? Chi ha ucciso davvero Kennedy? Si trattò di complotto o dell'atto di un semplice mitomane? Perché a cinquanta anni dalla sua morte non è stata ancora fatta chiarezza?

Questi sono solo alcuni degli interrogativi che più scuotono gli storici e che non hanno ancora trovato una risposta. Nonostante le fonti ufficiali abbiano identificato Oswald come unico responsabile dell'omicidio, molte prove sembrano confutare questa tesi. Si trattò quindi di un complotto? Ed esiste davvero una maledizione dei Kennedy che, dopo John, si portò via il fratello Robert e il figlio John John?
Ad alcune di queste domande, cari amici, cercheremo di rispondere, altre verranno ignorate perché rientrano nella sezione "speculazioni complottiste" e non in quella "fatti storici".
Domani parleremo più lungamente dell'assassinio di Dallas, visto che ricorre proprio il cinquantesimo, oggi invece diamo qualche informazione preliminare.

Chi era John Fitzgerald Kennedy?
Prima di essere presidente degli Stati Uniti, John F. Kennedy nacque il 29 Maggio 1917 da Joseph Kennedy e Rose Fitzgerald, due importanti famiglie di Boston.  Ricevette una buona educazione, prevalentemente in scuole private, e frequentò Harvard, durante questo periodo ebbe l'occasione di girare l'europa e di andare nel Regno Unito, dove il padre era ambasciatore.
Nel 1941 si arruolò nell'esercito, ma venne riformato a causa di alcuni problemi di salute piuttosto seri (osteoporosi e morbo di Addison); tuttavia, grazie ad alcune spintarelle da parte del padre, venne arruolato in Marina. Ottenne il grado di Tenente di Vascello e il comando di una piccola motosilurante.


Mentre prestava servizio nel teatro del Pacifico, la sua motosilurante venne speronata e affondata da un cacciatorpediniere giapponese; alcuni membri dell'equipaggio morirono sul colpo, mentre altri riuscirono a sopravvivere, grazie alle sue doti atletiche (era infatti un gran nuotatore, nonostante i suoi problemi di salute) e al suo eroismo, Kennedy riuscì a portare in salvo i membri dell'equipaggio a nuoto, incurante del pericolo degli squali e delle ferite che aveva subito. Per questo atto di coraggio gli venne conferita la Navy and Marine Corps Medal e la Medaglia del Cuore Purpureo (Purple Heart Medal - per i feriti in guerra), assieme ad altre decorazioni.
Venne congedato con onore nel 1945, poco prima che il Giappone si arrendesse.

Una brillante carriera politica.
Dopo la guerra, John prese il posto del fratello caduto e intraprese, come i suoi antenati, la carriera politica. Nel 1946 corse per un seggio lasciato libero battendo il suo rivale repubblicano, Kennedy apparteneva alle file dei Democratici. Nel 1952 si candidò per il senato, battendo ancora una volta il suo rivale repubblicano.
Il 12 Settembre 1953 si sposa con Jacqueline Bouvier, compagna fedele e figura un po' tragica della vita del presidente. Tre anni più tardi, l'ambizioso rampollo di casa Kennedy si candidò alla vice-presidenza del Partito Democratico, nonostante la cocente sconfitta (fu eletto il candidato del Tennessee) la sua popolarità crebbe notevolmente.


Kennedy votò a favore della formulazione definitiva del Civil Right Acts del 1957 (una legge che avrebbe concesso il diritto di voto agli afroamericani).
Nel 1960 Kennedy dichiarò la sua intenzione di correre per la presidenza. Nelle primarie del partito stravinse su alcuni importanti candidati tra cui Hubert Humphrey (Minnesota)e Lyndon Johnson (Texas), ottenne la vittoria in alcuni stati chiave come il Wisconsin e la West Virginia, giungendo alla convention del partito come il candidato favorito. Il 13 Luglio 1960 il Partito Democratico annunciò la corsa di Kennedy alla presidenza, quest'ultimo scelse l'avversario Johnson come vice-presidente; contrariamente a quanto ci si poteva aspettare Johnson accettò la carica.
In Settembre e in Ottobre, Kennedy si misurò con l'avversario repubblicano, ossia Nixon; nonostante i due fossero allo stesso livello in termini di oratoria, Kennedy riuscì a dare un'impressione molto più positiva durante il primo dibattito televisivo tra i due candidati, Nixon apparve molto teso.
Alle elezioni dell'8 Novembre 1960, dopo un'aspra competizione, uscì il nome del vincitore: si trattava di John Fitzgerald Kennedy, il più giovane presidente (aveva quarantatré anni) e il primissimo presidente cattolico eletto.

La Presidenza.
Kennedy divenne il 35° presidente degli Stati Uniti prestando giuramento il 20 Gennaio 1961.


In termini di politica estera sono famosi gli impegni dei servizi segreti americani volti a destabilizzare e rovesciare il regime di Castro a Cuba. I primi piani erano stati fatti durante la presidenza Eisenhower, ora erano stati ripresi dai fratelli Kennedy (John e Bobby) insieme al direttore della CIA Dulles. Eventi degni di nota furono il fallimentare sbarco alla Baia dei Porci, in cui 1500 anticastristi cercarono di sbarcare a Cuba, ma vennero sconfitti dall'esercito regolare di Castro e l'Operazione Mongoose, una serie di attentati e sabotaggi volti a destabilizzare il governo cubano.
Queste politiche sfociarono nella Crisi dei Missili di Cuba, iniziata il 14 Ottobre 1962, quando gli aerei spia U2 statunitensi scattarono delle foto di un sito missilistico in costruzione a Cuba.


Dalla fine della Seconda Guerra Mondiale non si era mai arrivati così vicini ad un conflitto nucleare. Il presidente dovette decidere se attaccare i siti missilistici, causando quindi un conflitto fra le due superpotenze USA e URSS, o se restare a guardare, vedendo concretizzarsi la minaccia incombente delle armi nucleari alle porte di casa. Nonostante i "falchi" spingessero per la risoluzione militare della questione, Kennedy impose il blocco navale dell'isola, avviando un dialogo col presidente del PCUS Nikita Kruscev. Dopo febbrili trattative si giunse ad un accordo: Kruscev avrebbe ritirato i missili da Cuba, mentre gli americani si impegnavano a ritirare i missili ICBM dalla Turchia e a non invadere Cuba.
Il 26 Giugno 1963 Kennedy visitò l'Europa, tenendo un discorso a Berlino Ovest, molto critico nei confronti della costruzione del Muro. Durante il discorso, Kennedy usò la frase che divenne storica, rivolgendosi agli astanti disse, in tedesco: Ich bin ein Berliner.



Altro aspetto controverso della politica estera di Kennedy fu l'impegno militare in Vietnam. Da tempo la regione era divisa in due come la Corea, il nord socialista e filo-sovietico, il sud filo occidentale. Con l'aumento delle pressioni del Nord sul Sud, Kennedy decise di inviare ulteriori "consiglieri militari", aumentandone il numero da qualche centinaio a 16.000. Nel 1964 Johnson, subentrato a Kennedy dopo la sua morte, chiese al Congresso di dare inizio alle operazioni militari, iniziava la tragica guerra del Vietnam.
In realtà le responsabilità di Kennedy sulla Guerra del Vietnam sono ancora oggetto di forte discordia tra gli storici, alcuni reputano il cattolico presidente come unico artefice del conflitto, altri invece ritenevano che Kennedy avesse ostacolato ripetutamente e in vari modi l'incremento della presenza militare americana in Vietnam.


E in campo di politica interna? Senza dubbio l'amministrazione Kennedy si diede un gran daffare per porre un rimedio al problema della segregazione razziale, una piaga degli stati del Sud. Nonostante la Corte Suprema statunitense si fosse già pronunciata in merito nel 1954, in alcuni stati la segregazione perdurava. Kennedy sostenne ampiamente l'integrazione razziale, invitando anche la moglie di Marin Luther King durante la sua campagna elettorale. Tuttavia Kennedy si staccò dai movimenti dal basso, temendo che questi avrebbero potuto creare dei malumori tra la popolazione bianca. Ciò gli procurò alcune critiche, in particolare quella di aver strumentalizzato questi movimenti per i diritti sociali.
Altra importante innovazione introdotta fu il finanziamento per il programma spaziale. I russi erano di gran lunga più avanti degli americani nell'esplorazione spaziale: il 4 Ottobre 1957 venne lanciato il famigerato Sputnik, il primo satellite artificiale lanciato in orbita; mentre il 12 Aprile 1961 vi fu il primo viaggio spaziale con equipaggio umano, la famosa Vostok 1 con a bordo Gagarin rientrò a Terra dopo quasi due ore e un'orbita compiuta attorno al pianeta. Il divario era enorme, solo nel 1964 gli americani riuscirono a lanciare in orbita il primo equipaggio umano composto da due persone: il Gemini 3.
Kennedy, di fronte al Congresso, chiese un finanziamento di 22 milioni di dollari per il programma spaziale Apollo, che avrebbe avuto come fine ultimo quello di portare l'uomo sulla Luna entro la fine degli anni 60. Sei anni dopo la morte di Kennedy, il 20 Luglio 1969, l'astronauta Neil Armstrong poggiava il piede sulla superficie lunare.
Altro merito dell'amministrazione Kennedy fu, grazie anche al fratello Bobby allora Ministro della Giustizia, la lotta alla criminalità organizzata. Questo impegno portò molti famosi mafiosi dietro le sbarre.


Motivi di malumore.
Non tutti amavano Kennedy, anzi molti lo odiavano. Primo fra tutti Castro, che aveva rischiato di essere rovesciato più e più volte. D'altra parte anche gli anticastristi non amavano il Presidente che tanto aveva promesso, ma poco aveva mantenuto; l'evento della Baia dei Porci aveva alienato le simpatie degli esuli cubani scampati alle prigioni verso Kennedy. Chi altri? La mafia ed il Sindacato di Jimmy Hoffa, che era finito sotto inchiesta grazie alle pressioni di Bobby e John Kennedy; in particolare i due cercavano di dimostrare che Hoffa fosse colluso con la mafia e si fosse impossessato del denaro del Sindacato.
Anche i cosiddetti "falchi", cioè coloro che appoggiavano vigorosamente gli interventi militari per risolvere dispute di politica estera, non vedevano di buon grado la presidenza Kennedy, delusi dalla piega che avevano preso gli eventi della Crisi dei Missili di Cuba, molti, delusi, avevano la sensazione che l'America si era calata le brache davanti ai comunisti.
Non dimentichiamoci che, allora, gli Stati Uniti avevano un grandissimo arsenale nucleare e che la ricerca militare era riccamente finanziata, i laboratori di Los Alamos e Livermore, con le loro menti brillanti, sfornavano armi di morte sempre più sofisticate e tecnologicamente innovative. Il rischio che un presidente "pacifista" togliesse i fondi a questi istituti di ricerca militare e li destinasse ad altro era più che concreto.
Ce n'è abbastanza per un complotto? Probabile. Servizi segreti deviati, contatti con la criminalità organizzata, anticastristi amaramente delusi e militari insoddisfatti dalla politica estera del presidente avrebbero potuto davvero riunirsi e decidere di eliminare Kennedy? Perché non creare semplicemente uno scandalo per costringerlo a dimettersi? Perché un'esecuzione? Fu davvero un complotto?
A queste domande non è dato avere una risposta, certo è che un minimo di malizia ci spinge a credere che la morte di Kennedy è legata al più grande complotto della storia americana; tuttavia l'amore per i fatti ci spinge a distaccarci dagli eventi, per considerarli alla luce di una più scientifica e accurata imparzialità storica. Anch'io sono stato spesso, e forse lo sono ancora, persuaso dalla teoria del complotto, ma finché non avrò in mano i fatti preferisco non esprimermi a riguardo.

Bene cari amici, per oggi è tutto. Abbiamo dato un'occhiata alla vita del presidente, abbiamo visto la sua crescita politica e abbiamo gettato un pochino di luce sugli eventi antecedenti all'attentato di Dallas. Ora non mi resta che salutarvi, vi aspetto domani per il post fiume sugli eventi del 22 Novembre 1963. A domani cari Avventori!

Matt - Il Locandiere

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