venerdì 1 novembre 2013

Era una notte buia & tempestosa: la piccola rubrica degli avventori dylaniati.

Massì dai, inizio a dirvelo. Innanzitutto Guten Tag cari Avventori, la notiziona, che in fin dei conti è una banale comunicazione di servizio, riguarda le recensioni dei fumetti. Sempre premettendo che non sono un esperto, resto comunque intenzionato a dare la mia personale opinione sulle due testate che seguo: cioè Dylan Dog e Dragonero. La modifica che volevo apportare è la seguente; visto che ci possono essere delle fluttuazioni fisiologiche nella pubblicazione di una o più testate e considerando anche il fatto che spesso è stupido aspettare il giorno prefissato per recensire, dall'alto della mia profonda saggezza ho deciso di fare così: compro il fumetto, vi scrivo un G2P per avvisarvi dell'acquisto del fumetto succitato e vi dico entro quando ho intenzione di recensirlo, questione di giorni si intende, magari anche il giorno stesso. Vabbé ma tanto poi vi spiego meglio il tutto nelle News di Ottobre.



Anyway, per non mettere altra carne al fuoco, torniamo a bomba sull'argomento di oggi:

Dylan Dog #326: Sulla pelle


Titolo: Sulla pelle
Soggetto e sceneggiatura: Bruno Enna
Disegni: Piero Dall'Agnol
Lettering: Luca Corda

Trama: una serie di brutali omicidi sconvolge la Londra bene, unico trait d'union i tatuaggi. Il corpo degli assassini era quasi completamente ricoperto da strani tribali. Compito del nostro Old Boy fare luce sulla faccenda, mentre Bloch & Scotland Yard brancolano nel buio.

Parliamone: citazione a caso di Nietzsche iniziale perché fa figo; ma io l'avrei evitata. Ciò dimostra che l'introduzione scritta dal Recchioni non sempre merita di essere letta. 



Per i più impazienti di voi, che volevano rivoluzionare Old Boy in quattro e quattr'otto, questa rappresenta una mezza delusione. Certo, di quanto promesso non si è ancora visto niente: Bloch è al suo posto, nemici micidiali se ne sono visti sì e no, Dylan è tale e quale a come l'avevamo lasciato 10 numeri fa; ma per spezzare una lancia in favore di Recchioni posso dirvi che l'Italia mica è stata fatta in un giorno no?
All'inizio, vi dirò, sono stato molto perplesso. Non ho apprezzato subito il tratto del disegnatore (che però poi si è dimostrato essenziale in alcune scene dinamiche) e la storia mi sembrava troppo diluita e inconcludente.
Effettivamente per più di metà numero Dylan si mette a pirlare lungo tutta Londra senza cavare un ragno dal buco. Solo verso la fine arriva la rivelazione, il colpo di scena (con inseguimento) e conclusione sfasciamobili.
Sì beh, detta così è eccessivamente riduttiva; ma andiamo per ordine, vediamo i punti forti di questo numero:
  • La parte soprannaturale c'è eccome. Non è presente come spirito, ma si manifesta palesandosi attraverso dei servitori. Nel nostro caso il giganterrimo tatuatore polinesiano dalla pelata retroriflettente.
  • Il mondo dei tatuaggi è ampio e variegato. Il numero 326 offre un piccolo spaccato di questo mondo, ma proprio piccino piccino eh, in particolare soffermandosi sul discorso dei tribali e dei tatuaggi polinesiani.
  • Il punto di forza dei disegni di Dall'Agnol è proprio quello di dare a Londra un aspetto un po' più fosco, un po più inchiostrato ecco...
  • A sto giro Dylan non si pigia nessuna belloccia di turno. No, non che abbia problemi di erezione, però stavolta va così.
  • Groucho c'è ma, stranamente, risulta simpatico.
Tornando un attimo al discorso donne, finalmente si abbatte il cliché del Numero nuovo, strappona che trovi. Ne abbiamo viste di ogni forma e colore: asiatica, caucasica, afro-americana, goth, redhead, bionda, mora, tatuata, "ragazza della porta accanto" e chi più ne ha più ne metta; tuttavia in questo numero Dylan è così preso dalle indagini da non considerare nemmeno l'idea di fare quattro salti tra le lenzuola. Se contiamo anche che il tatuatore polinesiano di cui sopra gli ha sgozzato davanti agli occhi una persona, la fantasia gli è passata eccome!
Nonostante i dubbi iniziali, ecco che abbiamo ritrovato un buon numero, sintomo che forse le cose stanno prendendo la piega desiderata dal Recchioni? Sperem! Lo spero per lui, altrimenti che figura ci fa con i lettori?

Matt - Il Locandiere

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