mercoledì 2 ottobre 2013

Weekly Movie Corner: quando gli osti parlano di cinema.

Dopo aver concluso il ciclo del selvaggio West, passiamo ad altro, possibilmente senza renderlo un ciclo. Sabato scorso, parlandovi di Nerone, citai Quo Vadis?. Perciò m'ha punto vaghezza e sono andato a riguardarmelo, eccovi cosa ne penso di questa pellicola.

Quo vadis?


Titolo: Quo vadis?
Titolo originale: Quo vadis
Regia: Mervyn LeRoy
Durata: 171 min
Anno: 1951
Genere: epico/drammatico/religioso
Cast: Robert Taylor, Deborah Kerr, Leo Genn, Peter Ustinov

Trama: Marco Vinicio, ufficiale romano, di ritorno dalle guerre conosce e si innamora di una ragazza cristiana che vive a Roma. Grazie allo zio Petronio (sì, pare proprio quel Petronio...), viene introdotto ai piaceri della corte imperiale. A quei tempi l'Impero era retto dal volubile Nerone, dedito allo sfarzo e alla composizione di strazianti poemi. Dopo l'incendio di Roma, i cristiani vengono incolpati del rogo; si scatena, quindi, una furiosa persecuzione si abbatte sui carpi espiatori forniti dall'imperatore. Vinicio dovrà scegliere tra la fedeltà all'Impero o l'amore della sua vita...


Parliamone: questi sono i tipici film da metà pomeriggio di Sabato, tipo su Rete Quattro, quando a Mediaset non sanno più che pesci pigliare. Scherzi a parte, io mi flippo troppo a guardare questi kolossal di eterna durata. Venti milioni di comparse, effetti speciali zero, animali veri, armi di plastica, ricostruzioni pacchiane e bellissime al tempo stesso; cosa che al giorno d'oggi fa smascellare dalle risate, ma per i tempi in cui fu girato (1951), usare la pummarola come sangue era considerata una trovata geniale.
Dicevamo, film talmente bello da contenere un fracco di imprecisioni: dalle tenute dei pretoriani, al fatto che Seneca sopravvive alla furia dell'Imperatore, alla presunta morte di Tigellino (che non avverrà fino al 69 d.C e per sua stessa mano), fino alla morte di Poppea (qualche anno prima della morte di Nerone e a causa delle botte di quest'ultimo).


Strafalcioni a parte, l'interpretazione di Peter Ustinov nel ruolo di Nerone è un qualcosa di semplicemente sublime, a tratti un po' troppo melodrammatica, ma ehi! Nero non scherzava in fatto di manie, ossessioni e soprattutto deliri di onnipotenza.
Il film è tratto dal romanzo omonimo ( di Henryk Sienkiewicz), ha ricevuto ben 8 nomination agli Oscar, senza intascarsene manco uno, mentre detiene il record per il maggior numero di costumi usati: ben 32.000. Eh sì, cinema d'altri tempi...altro che Avatar!
Ma che significa, ordunque, Quo vadis?
Gli Atti degli Apostoli ci dicono che, ve la faccio breve breve, Pietro stava scappando da Roma, sulla strada incontro Gesù che gli veniva incontro portando la croce, allora Pietro si rivolse a Gesù: <Domine, quo vadis?>, cioè: <Signore, dove vai?>; allora Gesù rispose che stava andando a Roma a farsi crocifiggere un'altra volta. Pietro capì che era giunta la sua ora e tornò a Roma...il resto è storia...o leggenda? A voi l'ardua sentenza.
Ma è da vedersi come film? Senz'altro. Non può mancare nella cultura cinematografica un film del genere. Che sia Quo vadis, che sia Ben Hur (o simili), nessuno può definirsi un cinefilo senza aver mai assaporato una di queste pellicole. Certo, non è un film per i tempi morti, però io me lo sono visto dopo un calo di pressione e devo dire che l'ho apprezzato parecchio.

Matt - Il Locandiere

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