venerdì 4 ottobre 2013

Era una notte buia & tempestosa: la piccola rubrica per gli avventori dylaniati.

Come al solito, al calar delle tenebre ci riuniamo tutti vicini vicini per raccontarci com'è questo nuovo numero di Dylan Dog, per intenderci il 325.


Dopo le grandi dichiarazioni di rinnovamento vediamo cos'ha in serbo (non in russo?) per noi questo nuovo numero.

Dylan Dog #325: Una nuova vita


Titolo: Una nuova vita
Soggetto e sceneggiatura: Carlo Ambrosini
Disegni: Carlo Ambrosini
Lettering: Diana Rocchi

Trama: La storia inizia nel 1914, in Francia, quando i tedeschi assaltano le prime linee francesi. Durante questo attacco, il fante Doinel resta orribilmente sfigurato da una bomba a mano, ma miracolosamente riprende conoscenza, nonostante gli enormi danni fisici riportati. La scena si sposta nuovamente alla Londra dei giorni nostri, con Dylan tutto intento a farsi curare una caviglia già guarita; sarà che a lenire il suo dolore ci pensa un'avvenente dottoressa? Qui fa la conoscenza di un ragazzo affetto da una grave distrofia, solo suo fratello si prende cura di lui dopo la morte dei genitori. Mentre il nostro Dylan torna a casa con le corna rotte (ebbene sì, è stato rifiutato dalla bella dottoressa), in macchina ha una specie di visione. Trattasi di un soldato, col volto sfigurato e fasciato (chi sarà mai?), che comunica a Old Boy che si sta per consumare un efferato omicidio. Chi è questo fantasma? Cosa vuole da Dylan?

Parliamone: dopo essermi sciroppato lo sproloquio di Roberto Recchioni (con la e please), in cui ci ha informato che ora al timone della testata ci sta lui, che è un membro chiave di Dylan Dog (sacrosanta verità),  che ha manie autodistruttive e che ha un ego spropositato...bel modo di presentarsi ai neofiti come me, ma fa nulla. Delirium tremens a parte, cosa c'è da dire sulla storia?
Per essere nuova è nuova. Non solo perché è fresca fresca di edicola, ma per i contenuti.
Forse qualcosina si sta davvero smuovendo a casa Bonelli. Da cosa l'ho capito?
Innanzitutto si è tornati alla divisione in capitoli, cosa che non ho apprezzato se non rileggendo numeri più antichi. Secondo si è tornati ad una componente più paranormale; in primis c'è il discorso del soldato Doinel/Walcott, cioè uno che dovrebbe essere morto, ma che in pratica esiste in due piani differenti dello spazio e del tempo. In secundis c'è la componente demoniaca; Walcott, o meglio, il suo involucro, è posseduto da un'entità che un allegro gruppetto di comari, dedite all'evocazione dei morti (cosa sarà mai? mia nonna fa l'uncinetto che tanto è una cosa simile), ritiene che sia proprio il Demonio...
Diavolo che circola per i vari piani spazio-temporali come un bambino vestito da Arlecchino, accompagnato da una vecchietta (penso un'altra vittima).
Purtroppo per me Groucho non ha tirato le cuoia, anzi è stato piuttosto petulante per un certo periodo di tempo...oh, io ci spero ancora alla tragica fatalità che lo porti via dalla carta stampata (tipo un'incudine sulla testa, una frana in mezzo a Londra, una pioggia di meteoriti...).
Terzo e ultimo punto, la donna di turno. Pur essendo leggermente diversa, l'avventura amorosa tra Old Boy è più longeva e più intensa, quasi che questa fosse la donna giusta...non ci sperate, nel prossimo numero ne vedremo sicuramente una nuova.

Matt - Il Locandiere

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