lunedì 9 settembre 2013

Il Lunedì del Locandiere.

Hola amigos! Purtroppo per molti il Lunedì è sinonimo di sofferenza, ciò a causa della fantozziana e realisticissima ripresa della routine spezzata durante il week-end. Ma voi siete fortunati, perché fin dalle prime ore del mattino ci sono io a tenervi compagnia. Oggi chiacchiereremo di cose un po' random, avevo preparato un altro post polemico, ma alla fine ho deciso di giocarmelo un'altra volta. Decisamente più leggeri saranno i temi, eh sì proprio due! Nella prima parte di questo Lunedì vi narrerò un breve, ma interessante, episodio di vita quotidiana che ha per protagonista proprio il vostro Locandiere. Mentre nella seconda parte parleremo di un film (che palle ancora film?), sì un film. Non un film a caso, si parlerà della nuova fatica di Disney Pixar: Monsters University.

1) An iSociety of iDiots.
Venerdì mattina mi sono alzato di buon ora, niente colazione, doccetta veloce e poi via al centro trasfusionale di Cantù. Che ci vado a fare al centro tasfusionale? Semplice, sono un socio AVIS.
Oltre alla fantastica sorpresa di trovare il posteggio dietro all'elisoccorso a pagamento, A PAGAMENTO! Ok, sono 50 cent un'ora, 1,50 euri per più di un'ora e mezza...a voler ben vedere non è nemmeno sta gran cifra; però sai...già di posteggio non ce n'è molto, poi da lì devi farti una fettina a piedi prima di arrivare al centro...ma vabbé. Fai esercizio fisico...
Entro in Sala d'Attesa per i donatori: <<Buongiorno!>>, faccio io tutto allegro.
Non so perché, donare il sangue mi mette sempre di buon umore.
Mi rispondono un paio di voci borbottanti. Senza nemmeno farci caso prendo il questionario con le classiche domande imbarazzanti tipo: hai avuto rapporti sessuali con persone sconosciute (alieni compresi) ultimamente? sì  no.
Ovviamente ho messo sì. O meglio avrei voluto metterlo, solo per vedere la faccia del medico al colloquio. Ma vabbé, d'altra parte loro devono fare il loro lavoro.
Compilo e smollo il questionario con la tesserina rossa annessa. Mi siedo e attendo pazientemente il mio turno.
All'improvviso mi accorgo della mastodontica indifferenza nei confronti del mio saluto.
Ci saranno stati sì e no sei cristiani (me compreso) nella stanza, era mattino presto, la maggior parte dei donatori arriva dopo le otto e mezza. Di questi sei quattro erano tutti con la faccia rivolta verso le loro gambe. Cosa avranno di strano?
Poi realizzo. Smartphone e tablet.
Oh per carità, anch'io ho un tablet e lo trovo particolarmente utile in università per guardare esercizi online, voti e scrivere mail senza dover andare in un laboratorio informatico o portarsi dietro un computer. Pratico, utile, trendy, tutto quel cazzo che volete...ma il troppo stroppia!
E così ci troviamo io e un altro tizio, un po' avanti con l'età, a guardarci in faccia basiti. Nel silenzio generale, scandito dal ticchettio dell'orologio, osservo tante facce inebetite guardare schermi più o meno grandi: Twitter, Facebook.
Cosa c'è di così interessante alle 7:30 del mattino sul vasto mondo dei social network? Immagino certi stati:


#yo! #donazione #blood #swag #chemalefalago #dissanguo

Taccio, osservando i social network - dipendenti smanettare furiosamente, ridacchiare o farsi seri seri...tant'è che spesso li devono chiamare due o tre volte per farli schiodare dalla poltrona per il prelievo di controllo. Abbastanza disturbante come cosa.
Poco dopo entra una ragazza, carina, bionda, assomigliava molto a Clemence Poésy...ma non era lei ovviamente.


Certo che beccarsi la Poésy al centro trasfusionale sarebbe proprio una botta di culo power, ma vabbé. Anche lei si guarda intorno basita; un po' intimidita da quell'ostilità nei confronti della socializzazione. Magari ci attacco bottone...
Poi però mi chiamano per la donazione e niente da fare. Di fianco a me c'era uno che stava leggendo dal tablet e non l'ha mollato finché l'infermiera, esasperata, gli ha chiesto gentilmente di allungare il braccio.
Durante quei dieci minuti scarsi in cui versavo circa 460 ml in una sacca, mi sono messo a riflettere sull'accaduto. Non ci ho mai fatto caso davvero a questa socializzazione inversa; più siamo popolari su Internet, meno sentiamo il bisogno di comunicare verbalmente con qualcuno. Che poi, non si dice di andare a vivere assieme. Più di una volta mi è capitato di scambiare tre o quattro parole di circostanza con qualche altro donatore, alla fine che volete che sia? Mica vi si mangia.
Invece pare proprio di sì. Si compiacciono di restare dietro ai loro schermini luminosi, refreshando ogni due picosecondi la pagina a vedere se qualcuno li ha cagati; si beano dei loro e-Book, che leggono con tanta dovizia a bocca aperta, perché i libri normali in effetti sono troppo poco tecnologici.
Non è che sia tecnofobo, però penso di avere abbastanza discernimento da sapere quando la tecnologia mi è utile o quando è di troppo. Però pare che non tutti sappiano discernere. Perché?
Mio padre, parlando in dialetto, ha sentenziato: Tut fas' vidée!
Farsi vedere. Ma sarà vero? Sarà anche una nuova forma di dipendenza peggiore della nicotina o dell'alcol.
Finita la donazione, mi sono fatto un bel panino mortadella e formaggio, ho raccolto armi e bagagli e, lambiccandomi il cervello, sono uscito a passo di carica verso il mio veicolo...
...ovviamente non mi sono dimenticato della biondina, l'ho salutata con un "Ciao" ed un luminosissimo sorriso. Quando ce vò, ce vò...


2) I Mostri vanno in università.
Dodici anni dopo ecco che quelle bestie della Pixar sfoderano un prequel sugli amati mostri gentili Wazowski e Sullivan. Riusciranno ad essere all'altezza del capitolo precedente Monsters & Co? Sì. E mò vi spiego anche perché...


Oltre ad essere rimasto palesemente stupito dal reggimento di ragazzine che ho dovuto scavalcare per giungere alla sala (c'era il film degli One Direction...vabbé!), sono rimasto piacevolmente sorpreso da questo prequel, un po' troppo tardivo a mio avviso.
La trama grossomodo la sapete, parecchi anni prima anche Wazowski e Sullivan hanno dovuto affrontare gli studi universitari per imparare a spaventare. In particolare apprenderemo che il nano monocolo verde sognava di spaventare inermi bambini fin da quando era alto come un cordolo stradale; viceversa Sullivan discende da una famiglia di abili spaventatori, di conseguenza egli dovrà dimostrare di essere all'altezza del padre, diventando il migliore dell'università.
A fronteggiarli il terribile rettore Tritamarmo, un mix tra la McGrannit e la mia vecchia prof di Citologia e Istologia...brrrrrrrrrr...
La pellicola chiarirà un po' di questioni, tipo la rivalità tra Randall e Sullivan. Chi è Randall??


Il lucertoloide violaceo dalle doti camaleontiche, che in questo episodio lo vedremo vestire i panni dello sfigatello di turno in cerca di attenzioni, da parte della gente "in" si intende...
Dopo essere stato brutalizzato da Sullivan, partirà il giuramento di eterna inimicizia di Randall, tanto poi lo sanno tutti che fine fa.
Divertente, riflessivo e pieno di cliché sulla vita universitaria americana, tant'è vero che certe cose ci sfuggiranno proprio perché non ci appartengono: tipo le confraternite.
Al di là di ciò, questo è un film adatto a tutti, grandi e piccini, che hanno apprezzato Monsters & Co. E per quelli che non l'hanno visto?
Non temete, i riferimenti ci sono, ma non risultano così oscuri. In generale possiamo dire di trovarci davanti una pellicola piacevole, scorrevole e che evidenzia i principi sani del duro lavoro e dell'impegno, necessari per arrivare ovunque. Un buon cartone, molto meglio rispetto al deludente Kung Fu Panda.

Matt - Il Locandiere

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