lunedì 2 settembre 2013

Il Lunedì del Locandiere

Tornano le piogge, torna il Lunedì del Locandiere, cambia un po' il format. Oggi entriamo in aperta polemica parlando di un evento che, a mio avviso, ha un che di storico...peccato che sia stato spesso passato in secondo piano da notizie di tiratura internazionale: "Tipo la passera depilata di Paris Hilton" oppure "Guardate il micio Fiffi, quant'è carino e quant'è patatoso". Ogni riferimento a telegiornali scadenti è puramente casuale.



L'Egitto e la meritata dittatura militare.

Meritarsi la dittatura è una cosa un filo diversa dall'appoggiare delle stragi, eh! Non datemi dello sporco repubblichino!


Ma, prima, un pizzico di storia recente. L'Egitto fu protettorato britannico, grazie anche alla presenza del canale di Suez aveva un potenziale economico invidiabile che, per un certo tempo, è stato sfruttato bene, complice anche il basso costo della manodopera e, in sostanza, la mancanza del rigore legislativo tipico delle moderne nazioni europee; insomma accadeva niente più e niente meno di quello che oggi accade in Cina, o meglio, in alcuni paesi dell'Africa: manodopera a costo zero, infinite possibilità di sfruttamento delle risorse,  governi disposti a chiudere un occhio e che considerano l'erario come un proprio conto corrente.
Ma come si dice, il diavolo fa le pentole ma non i coperchi, giusto?
Così accadde che anche le cose iniziarono a non andare bene, speculazioni su speculazioni (e noi europei abbiamo dato del nostro), rimandando l'economia egiziana all'età della pietra.
Storiella un po' più recente, ad un tratto Mubarak (di cui non so se vi ricordate la presunta nipote, detta Ruby Rubacuori, di cui non si conoscevano le esatte mansioni ad Arcore), che fu un generale e ha detenuto il potere per circa una trentina d'anni, non è andato più bene agli Egiziani. Badabim-badabam ha dovuto raccogliere armi e bagagli e lasciare le redini della presidenza ad un militare.
Furbi i militari, sono stati al governo per trent'anni e si sono assicurati un altro spazio facendo da traghettatori per l'elezione di un nuovo presidente.
Ed ora arriviamo a lui, Mohamed Morsi.


Se spulciate brevemente la sua biografia, scoprirete che non è mica il primo sceso da una nave di banane, tutt'altro. Ingegnere chimico, un master e un PhD in America, mica cazzi. Purtroppo c'è quel piccolo dettaglio del partito a cui appartiene.
Ma chi sono, poffare, questi Fratelli Musulmani?
Questo partito nasce dalla convinzione di legare indissolubilmente religione e politica, Islam e Governo. Il problema è che i principali componenti hanno tendenze piuttosto...integraliste, si sa che con gli integralisti (di qualsiasi religione) è pressoché impossibile ragionare. Certo che, dal mio punto di vista, avere uno stato governato da un partito il cui motto è: 

Dio è il nostro obiettivo. Il Profeta è il nostro capo. Il Corano è la nostra legge. Il jihad è la nostra via. Morire nella via di Dio è la nostra suprema speranza
è giusto un pochino inquietante. Ma mica saranno tutti uguali,direte voi. Certamente, anzi probabilmente i dirigenti del partito se ne catafottono dell'idea di base, o se la tengono buona per i comizi e per assicurarsi la maggior parte dei cadreghini (termine dialettale della zona per definire i seggi) accaparrabili.
Chi mi spaventa è la base degli elettori. Chi sono?
Contadini, operai e tutti quei soggetti che appartengono agli strati sociali più in difficoltà, con poca istruzione, con molta disinformazione, idee religiose piuttosto radicali e un desiderio di rivalsa nei confronti di chi sta economicamente meglio, forse sono stato un po' approssimativo, ma in generale è questa la base elettorale. 
Ma allora come ha fatto il nostro caro Morsi a vincere al secondo turno con 3 punti di distacco dal suo inseguitore? (quindi nemmeno un vantaggio così schiacciante).
Se doveste andare a verificare i risultati delle elezioni, scoprireste che nelle grandi città il partito dei Fratelli ha fatto flop, mentre ha riscosso un notevole successo nelle campagne e presso anche molti immigrati sparsi un po' in tutto il mondo. Se la matematica non m'inganna, i Fratelli Musulmani hanno effettivamente vinto democraticamente le elezioni.



Ma dove sta l'inghippo? Morsi si è democraticamente attribuito un discreto numero di poteri per fare in sostanza quello che gli pare, il pretesto ufficiale fu quello di rendere non impugnabili i suoi decreti, mettendo al sicuro i lavori per la redazione di una nuova Costituzione.
Certo che molti non l'hanno mandata giù questa cosa, che anche un ben pensante come me avrebbe trovato un po' sospetta. I militari si sono fatti inquieti e, in un escalation di grane si è giunti alla deposizione di Morsi. Come si suol dire il resto è storia. I sostenitori sono scesi in piazza, hanno attaccato poliziotti e militari, hanno devastato musei e biblioteche (il tutto sotto gli occhi del governo provvisorio, militare anch'esso ovviamente); dopodiché hanno subito la risposta delle forze dell'ordine con morti, feriti eccetera. Qualcuno parlava di migliaia di morti, altri di poche decine...io non mi fiderei molto delle cifre, né dell'uno né dell'altro schieramento.

Ma dopo tutto sto spiegone, dove sta il problema? Chi ha ragione? Come salvare capra e cavoli?
I militari per far sì che la capra non mangiasse il cavolo e che il cavolo non strozzasse la capra sono intervenuti rovesciando un potenziale, futuro, dittatore teocratico. D'altra parte i Fratelli Musulmani hanno dalla loro i numeri: effettivamente loro hanno vinto democraticamente.
Que faire?
Ascoltate me, io dico che la democrazia è una bella cosa, ehi chi non ne vuole? La esportano anche! Il problema sta quando si da la democrazia a gente che non è preparata. 
Cosa volete che ne sappia un poveraccio che fino a ieri ha spaccato sassi con un sasso? Oppure che si spacca la schiena in un campo?
I Fratelli Musulmani hanno vinto soltanto perché hanno sfruttato l'ignoranza o la disinformazione di una larghissima fetta di elettorato, promettendo un futuro tutto nuovo e tutto roseo. Peccato che Morsi abbia avuto questa stravagante idea che, tuttavia, non gli ha alienato alcuna simpatia. Anzi, il che costituisce un fatto incomprensibile per me, i suoi elettori sono stati disposti a farsi macellare per una manciata di promesse elettorali.
Sebbene questo dimostri da una parte un'incrollabile fede nei propri governanti, dall'altra rivela un'inquietante realtà: cioè che grazie alla democrazia abbiamo trasformato tanti elettori in potenziali fondamentalisti militanti suicidi e martiri, il tutto in comode rate elettorali.
Qui in Italialand, scendere in piazza e farsi scacciare a fucilate è una cosa impensabile, abbiamo troppo da perdere e conosciamo troppo bene i giochetti politici della "nostra democrazia" per farci abbindolare, non dimentichiamoci che è appena iniziata la Serie A! Che cazzo!
Ma allora gli egiziani se le meritano tutte le sfighe che si sono buscati? , non per puro sadismo, non perché io sia un razzista o un anti-islamista; ma perché in fin dei conti una dittatura militare è ciò che ci vuole per tenere a bada tante, troppe teste di cazzo che giocano a fare la democrazia sull'ignoranza e sulla pelle dei propri compatrioti. Ora potete odiarmi quanto vi pare, la mia l'ho detta.


Matt - Il Locandiere

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