venerdì 6 settembre 2013

Era una notte buia & tempestosa: la piccola rubrica per gli avventori dylaniati.

Venerdì, il primo venerdì del mese e cosa vi ha cucinato il vostro Locandiere di fiducia?
Ma è ovvio! Oggi c'è l'appuntamento consueto con il nostro Old Boy! Ma come? Non ve lo ricordavate???


Oggi si parla del numero di Agosto, il quale preannuncia succosissime novità per Settembre, ma dopo lo vediamo. Don't worry guys.

Dylan Dog #324: L'odio non muore mai


Titolo: L'odio non muore mai
Soggetto e Sceneggiatura: Luigni Mignacco
Disegni: Giancarlo Alessandrini
Lettering: Diana Rocchi

Trama: Dylan viene ingaggiato da un'avvenente neolaureata per rintracciare il direttore del museo di storia di un piccolo paesino, situato sulla costa meridionale britannica. L'uomo è sparito in circostanze piuttosto strane, in un momento in cui vi era una densa nebbia. Cosa molto poco comune per Starmouth...
Così il nostro Old Boy e Groucho iniziano le indagini nello spettrale paesino costiero.
Mentre le indagini si rivelano infruttuose, altri abitanti spariscono misteriosamente. Quando Dylan scopre chi si cela dietro questi rapimenti è ormai troppo tardi...

Parliamone: dunque dunque, il nuovo numero si dimostra interessante per un paio di motivi. Innanzitutto scende in campo il papà di Dylan, Tiziano Sclavi, che annuncia grandi novità.


Yeah rly. Infatti, cito testuali parole, a partire dal prossimo numero inizierà per Dylan Dog un graduale processo di rinnovamento. Per quelli che, come me, sperano in una dipartita del petulante assistente Groucho possono arrivare delle sorprese.
Di Groucho non se n'è parlato; tuttavia si sa che il caro vecchio ispettore Bloch riuscirà ad ottenere finalmente la sua sudatissima pensione!

Era ora!
Ma non temete! Il pensionamento non implica che Bloch abbandonerà per sempre la scena, anzi già si pensa a farlo tornare in scena più spesso di quanto si possa pensare. Ma Sclavi ha annunciato altre succosissime novità: primo fra tutti l'inserimento di un nuovo supercattivone all'altezza del dottor Xabaras (che avevamo conosciuto quella volta, il primo appuntamento del Lunedì del Locandiere no?)



...poi ci sarà una mini-serie nella serie e altri segreti che il buon Tizi ha deciso di tenere tutti per sé, egoista! Anche la copertina del numero 325 è tutta nuova e diversa, con un Dylan tutto bendato in procinto di togliersi le fasciature, come se si fosse sottoposto a intervento chirurgico. Chissà cosa accadrà!
Ma ora torniamo a bomba sul #324, numero che mi è piaciuto molto, di gran lunga superiore ai numeri precedenti che non rendevano minimamente giustizia al nostro Old Boy. A sto giro si ha a che fare con dei vampiri nazisti, sì proprio così.
Fortunatamente non si tratta della solita cagata: come sarebbe stato se...
In poche parole, un u-boot nazista era incaricato di trasportare un sarcofago verso la madrepatria, in questo sarcofago sarebbe stato sigillato proprio un vampiro che, purtroppo, riuscì ad infettare tutto l'equipaggio. Cazzi e mazzi, la guerra è persa ma i sommergibilisti continuano a darsi da fare, assaltando le navi e uccidendo gli equipaggi, simulando poi delle tragedie. Ma allora quando entra in gioco Dylan?
Semplice, quando un motore della bagnarola vampiresca si guasta e questi pensano bene di rapire mezzo paese per aggiustare la macchina, geniale! Se pensate poi che sarà un nonnetto ottantenne a farla in barba ai macchinisti nazi.
Buon cocktail di elementi: storia, leggende, incubi e un pizzico di suspance; specie quando Dylan viene fatto accomodare nel tubo lanciasiluri che lo terrà prigioniero.
Geniale la trovata dei nazi-sanguisughe che di giorno stanno sott'acqua (dove non arriva luce) e di notte riaffiorano per assaltare ignare navi mercantili.
Infine, buono il pathos messo sul capitano del sommergibile, un vero gentiluomo disposto a salvare Dylan & compagnia e di far affondare il suo vascello, conscio che quella non vita non avrebbe mai potuto appagarlo, a meno che non fosse diventato una bestia.
In conclusione L'odio non muore mai offre un buono spettacolo, un po' più romantico e nostalgico se volete, meno horror in senso stretto; sembra di trovarsi di fronte ad una di quelle vecchie pellicole di John Ford, un po' troppo retoriche, ma sempre comunque sognatrici. Chiusura poetica di Dylan che, armato di calamaio e piuma, completa il resoconto degli eventi terribili che accaddero a Starmouth.

Matt - Il Locandiere

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