sabato 24 agosto 2013

Top 10. I personaggi più fuori di testa della storia: Posizione 5.

Good morning Avventori! Oggi si entra nel vivo della nostra rassegna sui personaggi più improbabili della storia. Chi ci sarà mai oggi? Ma prima ricordiamo le posizioni precedenti...



Oggi parliamo di un altro personaggio piuttosto eccentrico, si tratta di un dittatore africano che ha toccato vette di crudeltà impensabili:

I personaggi più fuori di testa della storia. Posizione 5: Idi Amin Dada.


Biografia: Idi Amin Dada nacque nel 1928 nel distretto ugandese del Nilo Occidentale, il padre era musulmano e la madre cristiana. I genitori si separarono presto e Idi seguì la madre per vari accampamenti militari. Nel 1946 entra nell'esercito coloniale inglese. Ricordiamo, per chi non lo sapesse, che l'Uganada era protettorato britannico, ottenne l'indipendenza solo nel 1962; inoltre il governo inglese favorì lo sviluppo culturale ed economico solo nel sud del paese, mentre la maggior parte delle forze di polizia e di militari proveniva dal nord, nettamente meno sviluppato.
Dada era una persona di grande presenza fisica, alto 1.93 m, ben piazzato, totalmente privo di istruzione, era il soldato ideale per gli ufficiali inglesi. Fece rapidamente carriera, diventando capitano e frequentando alcuni corsi per ufficiali superiori, nel 1962 e 1964, senza riuscire a finirli, ricevendo però il brevetto dei paracadutisti israeliani. Nel 1966 divenne vicecomandante dell'esercito ugandese, una figura chiave per qualsiasi politico che desiderasse governare il paese.
Nel 1966, anno in cui l'Uganda attraversava un grave periodo di instabilità politica, Amin Dada venne indagato per corruzione, dato che sul suo conto aveva versato ben 20.000 sterline, cifra che, con uno stipendio da colonnello, avrebbe potuto ottenere in 10 anni di lavoro. Ma le accuse caddero.
Dopo l'indipendenza, Milton Obote era il primo ministro ugandese e si trovò nella difficile posizione di dover catturare le menti e i cuori dei suoi 14 milioni di cittadini, più propensi ad ascoltare i propri capitribù che qualche organo governativo.


Obote decise di nominare re Freddy presidente dell'Uganda, Freddy era il capo della tribù dei Buganda, che costituiva la maggioranza della popolazione. Facendo così attirò su di sé il malumore delle minoranze.
Infine, Obote si alienò anche il favore della maggioranza limitando i poteri di re Freddy.
Ed è proprio ora che entra in scena il nostro Amin. Obote nominò Idi Amin Dada vicecomandante dell'esercito. Ma cosa combinò il nostro?
Prese a cannonate il palazzo di re Freddy costringendolo a fuggire e diventando il miglior amico di Obote per i quattro anni successivi, un'amicizia pericolosa.
Nel  gennaio 1971 partì alla volta di Singapore per partecipare ad una conferenza del Commonwealth, qualche giorno più tardi, alla radio, venne annunciato che l'esercito aveva rovesciato il governo ed aveva rimesso i poteri nelle mani del generale Dada.
All'inizio il regime di Dada fu visto come un punto, tant'è vero che molte testate giornalistiche inglesi lo salutavano con favore.
Incoraggiato dall'euforia generale, ma del tutto incapace di gestire uno stato a causa della sua istruzione estremamente lacunosa, di lì a qualche tempo avrebbe fatto piombare l'Uganda in un baratro di violenze e barbarie.
Assieme ai suoi fedelissimi epurò l'esercito e fece eliminare tutti i sostenitori di Obote, membri della sua tribù, oppure chi semplicemente gli si opponeva.
Nel 1972 annunciò un vasto programma di rinnovamento dell'esercito, eliminando la maggior parte degli ufficiali e sostituendoli coi suoi protetti (i metodi di eliminazione li vedremo dopo). Per gran parte del 1971 le aree a Nord del paese rimasero interdette agli stranieri, poiché il bagno di sangue era ancora in atto; un giornalista americano, Nicholas Stroh, colpevole di essere troppo curioso riguardo ai massacri dell'esercito, venne ucciso da un ex tassista promosso maggiore da Dada.
In quel periodo il nostro Amin decise di affermarsi quale leader mondiale desideroso di pace iniziando una serie di viaggi all'estero. Visitò Israele tornando a mani vuote, quindi andò in Inghilterra senza alcun preavviso, costringendo la regina ad invitarlo a Buckingham Palace. Lo scopo della visita era semplice: avere cannoni, munizioni, aerei ed armi...il tutto ovviamente a costo zero (sì cos'è? Il laboratorio di Babbo Natale?).
Davanti ad una risposta negativa, Dada ritornò in Uganda furente contro l'Inghilterra e Israele, che peraltro riteneva sue alleate.
Quando l'Uganda ottenne l'indipendenza era una nazione florida, con una solida economia basata sul turismo sempre in crescita. Pochi mesi dopo l'ascesa del Generale Dada il paese era sull'orlo della bancarotta. Amin ordinò di stampare banconote senza valore da immettere nell'economia, per dirne una, il prezzo di una saponetta raggiunse le 6 sterline (l'equivalente di due settimane di lavoro in una piantagione di caffé).
A salvare l'economia dell'Uganda giunse Gheddafi, altro personaggino a modo, che profuse una grande quantità di picciuli...ma come si sa, nessuno fa niente per niente...figuriamoci un dittatore!
Il 27 marzo 1972 Dada ordinò a tutti gli ebrei di lasciare l'Uganda, inventando fantasiose accuse, appoggiando la causa palestinese e spingendo per erigere un monumento dedicato ad Adolf Hitler nel centro di Kampala (wtf, man?!).
Nell'Agosto dello stesso anno la situazione si era fatta insostenibile, la disoccupazione era alle stelle e ormai nessuno credeva più agli sproloqui del generale, il quale sosteneva che le sparizioni delle persone fossero dovute agli imperialisti ed ai sionisti.
A questo punto Idi Amin Dada se la prese con gli asiatici, dapprima impose loro di non tenere più riunioni politiche private, poi diede 90 giorni di tempo agli 80.000 asiatici residenti per abbandonare l'Uganda, il tutto perché Dio gliel'aveva suggerito in sogno.
Ovviamente gli asiatici fuggirono terrorizzati dal paese, subendo le violenze dei soldati di Dada e delle famigerate Unità di salute pubblica; mentre il generale e i suoi favoriti arraffavano quanto potevano. Dopodiché Dada confiscò tutte le proprietà degli inglesi residenti.
Il 28 Settembre 1976 un aereo dell'Air France atterrò all'aeroporto di Entebbe dopo essere stato dirottato da alcuni palestinesi sui cieli d'Atene, il volo andava da Parigi a Tel Aviv e portava circa 300 persone, di cui la maggior parte erano ebrei. All'interno di un paese il cui capo di stato idolatrava Hitler sembrava che il destino degli ostaggi fosse ormai segnato, Dada appoggiava i sequestratori, annunciando che se entro quarantotto ore non fossero stati liberati alcuni prigionieri palestinesi, tutti gli ostaggi sarebbero stati uccisi. Il termine ultimo fu prorogato alle prime luci del 4 Luglio; nel frattempo alcuni aerei dell'aviazione israeliana carichi di agenti del Mossad e del Sayeret, atterrarono a Entebbe, liberando gli ostaggi, uccidendo i terroristi e alcuni uomini di Dada in meno di un'ora.
Ah, per chi non lo sapesse furono proprio degli ebrei a progettare l'aeroporto e, quando Amin li cacciò si portarono via i progetti...alla faccia sua.
Ovviamente Amin non la prese molto bene.


Ma anche il regno del terrore imposto di Dada stava per finire. Nel 1979 iniziò ad accusare la Tanzania di volerlo invadere, mandando alcune pattuglie dell'esercito ugandese a rompere le palle ai pacifici vicini. Ovviamente il presidente della Tanzania non prese molto bene la questione e l'esercito, una volta respinti i contingenti nemici, penetrò in profondità in Uganda, accolto dai cittadini festanti, liberando Kampala nell'aprile dello stesso anno.

L'esilio e la morte: Idi Amin Dada era un uomo finito, fuggì in esilio presso Gheddafi, quindi passò in Arabia Saudita. Qui, dopo un tentativo fallito di riprendere il potere in Uganda (1989), rimase per il resto della sua vita. A causa di un'insufficienza renale il suo peso aumentò fino a 170 Kg, andò in coma e il 16 Agosto 2003 spirava uno dei dittatori più sanguinari dell'Africa.

Spetegulesssssssss:  Dada era da sempre stato incline alla violenza. Quando era caporale aveva minacciato con un machete di tagliare i testicoli ad alcuni membri di una tribù.
Non appena prese il potere adottò le più brutali tecniche per eliminare gli ufficiali superiori da lui ritenuti dissidenti: ne fece riunire alcuni in una piazza d'armi e poi diede ordine ai cingolati di stritolarli, coloro che sopravvissero vennero usati come bersagli. Altri vennero richiesti alla prigione di Kampala per frequentare un corso sulla sicurezza, in realtà Amin li fece arrestare e torturare barbaramente; alcuni ufficiali furono obbligati a guardare alcuni di loro che, con le braccia e le gambe spezzate, venivano punzecchiati con le baionette per farli muovere, dopodiché vennero squartati o sgozzati. L'ex capo di stato maggiore dell'esercito venne percosso a morte con il calcio dei fucili e la sua testa consegnata ad Amin, il quale la teneva in un refrigeratore in casa propria.
Ma il mostro peggiore partorito dalla diabolica mente di Dada furono le Unità di salute pubblica, dei veri e propri reparti della morte finanziati dallo stato con un unico scopo: uccidere e incassare le proprietà confiscate.
Gli uomini di queste Unità percorrevano il paese vestiti all'ultima moda, prendendosela anche con gente che poco o nulla aveva a che fare con Amin. I cadaveri dei poveretti che venivano torturati (donne violentate, uomini a cui i genitali venivano recisi o bruciati, percosse, scosse elettriche) venivano gettati nel lago Vittoria, alcuni di essi finivano in pasto ai coccodrilli, altri bloccavano le pompe d'aspirazione delle turbine della centrale idroelettrica, causando imponenti black out.
Non esistono casi analoghi a queste Unità, forse possono essere assimilate alle SS; ma in sostanza rappresentavano più una sorta di Stato nello Stato, come una mafia. Eseguendo lo spietato volere del leader non facevano altro che prostrare ulteriormente la popolazione impoverita.
Nemmeno le mogli di Amin furono risparmiate. Tre di esse (in tutto erano quattro) furono allontanate durante un attacco di collera. Una morì durante un tentativo di aborto e Amin decise di vendicarsi di lei: diede ordine di squartarla e di attaccare le gambe al posto delle braccia e le braccia al posto delle gambe, facendole ricucire la testa all'ingiù. Quindi mostrò questo macabro trofeo alla moglie rimasta in vita ed al figlioletto.

Matt - Il Locandiere

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