sabato 17 agosto 2013

Top 10. I personaggi più fuori di testa della storia: Posizione 6.

Dopo questa lunga attesta, mi rivolgo a voi Avventori amanti della storia, rieccoci di nuovo qui con la nostra breve carrellata a proposito dei personaggi più pazzi (e anche un poco sanguinari) nella storia dell'umanità. Dopo esservi sciroppati le seguenti posizioni:



Direi che è, finalmente, giunto il momento di lanciare la prossima candidata nella lista! E sì, a sto giro si tratta di una donna...

I personaggi più fuori di testa della storia. Posizione 6: Elisabetta Bàthory.


Biografia: Elisabetta nacque nel 1560 in Transilvania e venne allevata nella proprietà di famiglia. I Bàthory erano una delle più antiche e potenti casate protestanti ed erano molto ricchi; il padre di Elisabbetta, Giorgio aveva sposato una cugina, pareva infatti che l'incesto non fosse una cosa poco comune. Sarà anche per questo che la famiglia contava numerosi degenerati e tipi strampalati, ma anche eroi di guerra, un cardinale e un futuro Re di Polonia.
La piccola Elisabetta mostrò segni di squilibrio fin dalla più tenera età, a volte veniva sopraffatta dalla collera e diventava estremamente violenta.
In quei periodi l'Impero Ottomano stava conoscendo una profonda crisi e la sua stretta sulla Transilvania si stava allentando, ciò fu dovuto soprattutto al fatto che molti sultani preferirono le gioie dell'harem ai campi di battaglia. 
Elisabetta era una ragazza molto vivace e dall'intelligenza acuta, imparò a parlare l'ungherese, il tedesco ed il latino (tenendo presente che spesso i principi regnanti erano loro stessi analfabeti); inoltre apprese subito le buone abitudini, cioè quelle di brutalizzare i contadini rivoltosi. Infatti nel 1571 suo cugino diventò principe regnante di Transilvania e, a seguito di una rivolta, fece tagliare naso e orecchie ad alcuni sospettati.
A undici anni venne promessa in sposa al principe Ferenc Nadasdy, un eroe nazionale brutale e crudele. 
Una stranezza tutta tipica dell'adolescente Elisabetta consisteva nel vestirsi da uomo e partecipare alle loro gare; malauguratamente rimase incinta (che volete che sia?), così la figlia venne affidata alle cure di un contadino e di lei non se ne seppe più niente.
L'8 Maggio 1575 Elisabetta (quindici anni) e Ferenc (ventun anni) si sposarono nel castello di Varanno, al matrimonio partecipò persino una delegazione del Sacro Romano Imperatore.
Tuttavia il giovane sposino era perennemente impegnato nelle guerre contro i Turchi, sicché Elisabetta si vide affidare la gestione del castello dei Nadasdy in Ungheria. La lontananza del marito diede alla Bàthory la possibilità di farsi un innumerevole numero di amanti, sia uomini che donne. Del resto la contessa era famosa per la sua bellezza, ma soprattutto per la sua crudeltà
Per i primi dieci anni la coppia non ebbe figli. Nel 1598 nacque il primo e unico figlio: Paolo.
Ma la vita nel castello era estremamente noiosa, nemmeno la maternità riuscì a porre un freno all'estrema libido di questa donna; così Elisabetta iniziò a frequentare una zia dichiaratamente lesbica, la contessa Karla Bàthory. Da questi incontri pare sia esplosa tutta la indole sadica e perversa della giovane e bellissima Elisabetta...indole di cui parleremo dopo.
Sempre in questo periodo iniziò ad avvicinarsi al mondo dell'occulto.
Nel 1603, il marito Ferenc cadde malato gravemente ed il 4 gennaio 1604 morì. Dopo qualche settimana di lutto Elisabetta si trasferì a Vienna iniziando a comparire a corte (facendo incazzare a morte l'imperatore Rodolfo, che non la vedeva di buon occhio); anche se la maggior parte del tempo lo passava alla fortezza di Cachtice sul fiume Vah, un posticino piuttosto lugubre.
Sempre nel 1604 entrò nella vita della Bàthory una figura piuttosto enigmatica: Anna Darvulia. Sadica, mistica, truffatrice...nessuno seppe mai esattamente chi fosse; tuttavia quello che sappiamo certamente è che fomentò le tendenze sadiche di Elisabetta insegnandole nuove torture.
Purtroppo la Bàthory si accorse di invecchiare, pur mantenendo ancora un discreto fascino non accettava il lento sfacelo del suo corpo dovuto al tempo, così diede inizio ai riti (reali o immaginari) che la resero famosa agli occhi della storia.
Ben presto si sparse la voce di ciò che accadeva nel castello degli orrori. Benché i suoi legami di sangue e il suo alto lignaggio gli concedessero una certa immunità, ella non si accorgeva che la terra sotto ai suoi piedi iniziava a mancare. Ciò soprattutto a causa di tensioni fra il cugino di Elisabetta, Gabor Bàthory, e l'arciduca Mattia II, diventato Imperatore e deciso a ristabilire l'ordine sullo strapotere dei nobili. Nel 1610 giunsero sulla scrivania del conte Thurzo, il principe palatino, una serie di denunce formali contro Elisabetta; tuttavia era necessario un atto ufficiale del Parlamento Ungherese per arrestarla, atto che, sotto molte pressioni, non tardò ad arrivare.
Una notte il principe palatino di Ungheria Thurzo e alcuni pubblici ufficiali fecero un'incursione a Cachtice, con lo scopo di trovare le prove necessarie a incastrare la Bàthory...e le trovarono.
Il 2 Gennaio 1611 iniziò il processo a Elisabetta, anche se ha qualcosa di poco chiaro, durante il quale la contessa fu condannata ad essere imprigionata a vita nel suo castello. Quanto ai suoi servi, essi vennero accusati di vampirismo, stregoneria e paganesimo ( in realtà accuse ben più risibili rispetto a quelle che avrebbero dovuto essere formulate: omicidio e occultamento di cadavere), quindi vennero torturati, alcuni furono bruciati vivi. Il nano di Elisabetta, Fizcko, venne decapitato, dissanguato e bruciato.

Gli ultimi anni e la morte: nonostante le ripetute suppliche presso la corte imperiale per essere ascoltata, la Bàthory non ottenne mai un'udienza. Nell'Agosto del 1614, a soli cinquantaquattro anni, la contessa venne trovata riversa sul letto da alcune guardie. La leggenda narra che sia morta per "mancanza di sangue di vergine".

Spetegulesssssssss: Elisabetta Bàthory è una delle figure più enigmatiche e affascinanti dei suoi tempi, affascinanti per modo di dire, poiché secondo la versione ufficiale dei fatti si tratterebbe di una delle più micidiali serial killer della storia.
Ma chi era in realtà la Contessa sanguinaria? Una donna annoiata dalla vita agiata, troppo acuta per accontentarsi del ruolo marginale della donna nella società dell'epoca. Una donna costretta a vivere nella tetra Transilvania, costretta a subire un clima di eccezionale e brutale violenza.
Senza dubbio uno degli eventi che più segnò l'infanzia della piccola Betty (possiamo chiamarla anche Betsy, Bet o Erzsébet...Gianni no) fu il seguente. Quando viveva ancora coi genitori, un giorno giunse un gruppo di zingari nei pressi della loro residenza. Uno dei suddetti zingari venne accusato di aver venduto i propri figli ai Turchi e venne condannato. Riuscendo a sfuggire alla sorveglianza la piccola Contessa Dracula seguì di persona l'esecuzione:
alcuni soldati legarono un cavallo a terra e ne aprirono il ventre, dopodiché vi inserirono lo zingaro di modo che solo la sua testa penzolasse fuori dal corpo dell'animale, quindi mentre la soldataglia lo tratteneva, uno di loro ricucì il ventre dell'animale con un lungo ago ed un filo doppio.
Altro tratto caratteristico di Elisabetta è il sadismo, con al sua irrefrenabile libido; oltre ad essersi costituita un reggimento di amanti di ambo i sessi, la Bàthory amava torturare la sua servitù per un nonnulla.
Spesso faceva infilare degli spilli sotto le unghie delle domestiche che, a suo insindacabile giudizio erano colpevoli di qualche mancanza. Una volta, per punire una serva sospetta di "fingersi malata", la Bàthory le fece infilare dei pezzi di carta imbevuti d'olio tra le dita dei piedi per dar loro fuoco. Oppure usava percuotere e torturare le ragazze dal seno prosperoso. Oppure ancora, si dice, d'inverno obbligava alcune servitrici a posare nude nel suo giardino, facendo versare loro addosso dell'acqua gelida finché le temperature rigide non le trasformavano in statue di ghiaccio (anche se mi sembra troppo come cosa).
Ora, al lettore medio del mio blog sembrerà che tutto ciò sia estremamente crudele e fuori da ogni umana comprensione, in realtà è così; tuttavia non dobbiamo dimenticarci che la Bàthory apparteneva all'aristocrazia della Transilvania, il che implicava potere di vita o di morte sui poveri sudditi privi di diritti. Betty aveva trovato il suo ambiente ideale per esercitare tutto il potere che voleva.
Presto prese a circondarsi anche di persone poco raccomandabili, come streghe e negromanti, anche se in realtà si trattava di cialtroni e venditori di fumo, i quali sapevano far leva sulla debolezza della contessa: il suo aspetto fisico.
Come avevamo già accennato, Erzsebet Bàthory era una delle donne più belle d'Europa, forse la più bella. Tuttavia, e qui non me ne vogliano le care lettrici, il tempo riesce ad essere particolarmente crudele verso il corpo di una donna; quindi, ad un certo punto, consapevole di invecchiare cercò di porre un rimedio.
All'inizio fece ricorso ai cosmetici, poi al sangue di fanciulle vergini. Esatto, perché tra le tante perversioni che vennero instillate nella sua mente, quella di fare il bagno nel sangue di contadine vergini è quella che l'ha resa nota al grande pubblico occasionale della storia.
Ma perché contadine? E perché vergini?
Beh, la verginità per indicare la purezza e quindi il vigore che ancora possedevano le generose giovinette della Transilvania.
Perché le contadine? C'è bisogno di chiederlo? Sparisce una ragazza di nobili origini, si mobilita l'esercito; sparisce una povera villica sconosciuta, chi mai andrà a cercarla? Nessuno.
Allora cosa ha portato alla condanna di Erzsebet? Beh, io reputo l'esistenza di due teorie, una più classica che vi espongo (e che è supportata dai documenti) e l'altra, un po' più complottista, ma abbastanza calzante.
La nobiltà chiudeva circa un occhio sulle stranezze, sulla bisessualità e sull'eccessiva severità della contessa Bàthory; ma ad un certo punto ci si rese conto che molte ragazze sparivano nel nulla, oppure quelle che andavano a servizio al castello di Cachtice non tornavano più. 
Inoltre, il tributo di sangue richiesto dalla contessa (per fare un bagno nel sangue non bastava di certo una sacca presa in prestito all'AVIS) creava degli imbarazzanti problemi logistici: ovvero lo smaltimento dei cadaveri straziati dalla contessa.
Presto le grotte sotterranee della fortezza-mattatoio furono riempite e le serve arruolate per spargere la calce viva sui cadaveri putrescenti non bastavano più, tant'è vero che l'olezzo dei corpi si sentiva a chilometri di distanza.
Gli eccessi della Bàthory non potevano più essere occultati, quindi bisognava porvi un freno, prima che la situazione sfuggisse di mano e si trasformasse in un'ennesima rivolta di bifolchi.

Conclusioni: un po' tragica, un po' misteriosa, un po' affascinante, un po' malvagia. La figura di Elisabetta Bàthory ha ispirato e ispira tuttora molti scrittori, registi ed artisti, stimolando l'immaginario collettivo che la identifica come la: Contessa Dracula.
Benché si trattasse di una donna dissoluta e problematica (qui arriva la tesi complottista), io credo che sia stata in parte vittima delle circostanze. In che senso?
Il marito di Elisabetta, Ferenc, aveva prestato una considerevole cifra di denaro alle sempiternamente vuote casse dell'erario imperiale; la Bàthory, che non era scema, pretendeva di riavere indietro i soldini (si sa, possono far sempre comodo), allora qual è stato il magheggio? Incastrarla a causa delle sue stravaganze.
Ricordiamoci anche che la contessa costituiva un caso anomalo, era colta e acuta, al contrario di molti regnanti rozzi e analfabeti; ciò causava un certo imbarazzo ed una buona dose di astio nei suoi confronti. Quindi viene naturale sfruttare la stranezza di una contessa tutta intenta ad ascoltare personaggi equivoci come maghi, stregoni e roba del genere. Anche perché Mattia II, dal processo con relativa condanna, non sarebbe uscito certo a mani vuote, tutte le proprietà della contessa (mobili e immobili) sarebbero finite immediatamente nelle sue casse. Col benestare del clan Bàthory si intende.
Altra stranezza è il fatto che alla testimone fu praticamente impedito di difendersi e che le sue richieste di udienza vennero sempre respinte. Ma poiché qui non siamo a mistero, non possiamo prendere questi lati oscuri della storia come nuovi dati su cui costruire una nuova teoria, anche perché esiste un'abbondante documentazione (sicuramente faziosa ed esagerata) che prova tutte le scelleratezze della contessa.
Ah, un'ultima cosa, magari vorreste sapere quante vittime hanno mietuto la Bàthory e soci. Dalle denunce e dalle testimonianze raccolte, si parla poco più che una trentina di vittime accertate; tuttavia una supertestimone detta "Zusanna" affermò che la contessa teneva un registro con i nomi di tutte le vittime brutalmente assassinate, questa lista contava non meno di seicento persone!

Matt - Il Locandiere

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