mercoledì 7 agosto 2013

La Locanda riapre i battenti + 30 Days Movie Challenge!

Lo so, lo so, oggi dovrebbe esserci l'appuntamento cinematografico, ma abbiate un po' di cazzo di pazienza, cazzo!
Innanzitutto, ieri, dopo aver riaperto la Locanda, rassettato un po' il disordine, spolverato un po' le mensole, messo i fusti nuovi e buttato via i vecchi...sì insomma dopo aver dato una gran ripulita, ho pensato: <Certamente è indegno riaprire la Locanda così brutalmente parlando di film come se niente fosse...>
Perciò, dall'alto del mio insindacabile e insondabile giudizio, ho deciso di rendere eccessivamente prolisso questo post di bentornati, only for you cari Avventori.
Certo, quasi tutte le attività chiudono ad Agosto, anzi sicuramente non ci sarà più nessuno a leggere i miei post e io continuerò a scrivere solo per la gloria di Google, ma in fin dei conti, chissene frega?

In sostanza questa lunghissima anteprima serve a farvi capire quanto cavolo me la sono goduta per due settimane, senza pensare a niente, lontano da ogni rottura di palle, con l'opportunità di ricaricare degnamente le batterie, ormai fin troppo consumate dai soliti quantitativi industriali di grane et similia, che puntualmente costellano la già la noiosa quotidianità brianzola.
Avendo passato circa otto giorni in quella splendida località che è Roseto degli Abruzzi (Dio benedica gli abruzzesi), il riposo e la gran parte del tempo dedicato alla lettura (con una media di un libro ogni due giorni...ragazzi scofanarsi Germinal di Zola in poco più di 3 giorni è un'impresa titanica) hanno risvegliato in me quella classica vena polemica che ha caratterizzato più volte i miei post e, soprattutto, mi ha ridato l'energia fondamentale per andare avanti a intrattenere quei due o tre gatti che ancora passano per di qua.
Dunque, prima di passare al 30 Days Movie Challenge, togliamoci qualche sassolino dalle scarpe, facciamo una sorta di...

J'Accuse!

E chi accuso mò? Primi fra tutti, me la prendo con quelli che hanno fatto il diavolo a quattro per la questione comprare o non comprare i celeberrimi e travagliatissimi F35, che gridavano allo scandalo e si sdegnavano come se la Kamtchaka avesse deciso di muovere guerra al Siam. Chiariamoci, io sono da sempre stato favorevole all'acquisto degli F35 e mò vi spiego pure perché:
  1. Vi inviterei a fare un giretto sul sito dell'Aeronautica Militare, andate nella sezione mezzi e, togliendo gli aerei da addestramento, gli alianti, gli aerei per trasporto di uomini e mezzi, noterete che i modelli da caccia a nostra disposizione sono tre: il Tornado, l' Eurofighter 2000 e l'AMX. Il più recente dei quali ha circa una decina d'anni di servizio, mentre l'AMX è entrato in servizio negli anni '80. Capite bene che con apparecchi obsoleti non si va molto lontani; quei poverini dei nostri piloti cercano di ridurre al minimo le ore di volo usando il più possibile il simulatore (il carburante avio costicchia), tuttavia devono avere un numero minimo di ore di volo affinché non gli venga ritirato il brevetto, mica possiamo avere tanti piloti di caccia senza brevetto no?
  2. F35 è un brevetto di Lockheed Martin, la quale ha vinto il bando di concorso con altre aziende del settore. La CE ha deciso che F35 è il progetto più idoneo, quindi tutte le nazioni che fanno parte del patto devono adottarlo. Si tratta di democrazia, se la maggior parte dei paesi è favorevole allora ci si adatta, non si fa così anche per l'elezione del Parlamento?
  3. Lockheed Martin deve far fronte a una marea di ordinazioni, ma mica ha tutte ste risorse per soddisfarle in tempo! Allora che fa? Subappalta la fornitura di vari pezzi (es: ali, componenti elettroniche, carrelli) ad altre aziende. Aziende che partecipano al bando di concorso. Aziende italiane che, vincendo il bando, creano lavoro, vendono pezzi e ne fanno la manutenzione. Si ammortizzano così i costi e l'aereo, in definitiva, lo si paga meno. Comunque va pagato.
  4. Alcuni mi hanno detto: <<Eh! Ma non siamo mica in guerra!>>, vero. Sacrosanto. Ma guardate che ha fatto Gheddafi solo un paio di anni fa, o guardate quello che è successo in Egitto di recente. Se uno di questi paesi dovesse richiedere un aiuto all'Europa, in termini militari, che facciamo? Gli mandiamo gli alianti? Gli aquiloni? Oppure un bel bigliettone con scritto: arrangiatevi, noi non siamo in guerra. Si tratta del vecchio concetto di deterrenza, ma gli aerei da caccia servono a presidiare e pattugliare il territorio e ad intervenire solo in caso di estrema necessità.
  5. Altri mi dissero: <<Ci sono cose più importanti degli aerei!>>. Senza dubbio, quasi sicuramente; però uno può alzarsi e dire: i tagli alla spesa pubblica sono più necessari degli aerei militari. Poi si alza un altro astante e dice: il welfare sociale è più importante dei tagli...e via discorrendo finché non si arriva a ragionare dei massimi sistemi senza aver concluso un tubo. Comprare gli aerei per l'Aviazione è un punto di partenza, è un investimento che va fatto e che assicurerà competitività ai nostri piloti per almeno un'altra ventina d'anni o più.
Essere d'accordo sul comprare dei mezzi militari non fa di me necessariamente un guerrafondaio; ma razionalmente sono portato a credere che nessuno di noi si sentirebbe sicuro ad intraprendere un viaggio da Milano a Reggio Calabria su un Fiat 126 che non è mai stato sottoposto a revisione. La necessità di rinnovare la nostra flotta aerea è indiscutibile (che ci lanciamo poi dalla Cavour? Gli aeroplanini di carta?), le critiche mosse a questo apparecchio sono piuttosto fini a sé stesse. Eh, ma il prototipo è pieno di grane! Ci sono un sacco di difetti...appunto, è un prototipo, finché le magagne saltano fuori nei prototipi è meglio, così le si possono correggere. Via sassolino numero 1.

Sassolino 2. Purtroppo al mondo capitano le disgrazie, fa parte della caducità umana. Ciò che accadde  alla comitiva sull'autobus in Irpinia è una delle tante. La cosa che ha urtato particolarmente la mia sensibilità ed il mio buon senso è stata la diretta televisiva dei funerali delle vittime. Si è trattato dell'elogio dell'indiscrezione e della spettacolarizzazione della sofferenza e del dolore dei parenti delle vittime, senza se e senza ma. La scusa: c'è un po' di noi in ognuna di quelle lacrime non è nient'altro che un mero pretesto, uno squallido straccetto dietro a cui ripararsi, un finto buonismo che risulta ancora più odioso quanto più è ostinato.

Infine, il processo a Berlusconi. Personalmente io sono contento che la giustizia italiana abbia fatto il suo corso, senza intoppi o intralci. Non che tal individuo sia stato condannato o assolto (ovvio, le vignettine sull'argomento fanno sorridere, ma non devono essere prese troppo sul serio). Di conseguenza depreco aspramente l'usanza tutta italiana di far finire le questioni di rilevanza nazionale a tarallucci e vino, trattando la sentenza come se si parlasse di una partita di calcetto all'oratorio. Un uomo ha subito tre gradi di processo, è stato condannato in tutti e tre i gradi, è colpevole. La giustizia ha fatto il suo corso. Funziona così in ogni paese civile.
Di conseguenza il colpevole non abbisogna di ulteriori avvocati difensori o accusatori, eserciti, galoppini pro e contro, leccapiedi, paraculi o arringatori di virtuali folle inebetite. Via il macigno numero tre.

Ora, dopo essermi sfogato, passiamo al film in programma per oggi...

Giorno 27. Il tuo film indipendente preferito: Non aprite quella porta.

Titolo: Non aprite quella porta
Titolo originale: The Texas Chain Saw Massacre
Regia: Tobe Hooper
Durata: 84 min
Anno: 1974
Genere: horror/splatter
Cast: Marilyn Burns, Paul A. Partain, Allen Danziger, William Vail.

Trama: dei ragazzi del liceo in Texas si trovano in viaggio. Finita la benzina si fermano ad un distributore, questo però ne é sprovvisto. Da lì i ragazzi si dirigono verso una vecchia casa diroccata, non ascoltando gli ammonimenti del benzinaio, e scopriranno che...


Parliamone: innanzitutto mi scuso, ma non sono riuscito a trovare una locandina decente. Che dire? Sapete che non sono un patito dell'horror, questo film me lo sono sorbito in 5 e dico 5 riprese...il che, per una pellicola da un'ora e spicci, mi sembra fin troppo.
Dé, per essere stato girato nel 1974 come effetti speciali non eran mica niente male, nonostante il fatto che il cannibalismo non sia una cosa che mi faccia impazzire. Nppure i maniaci armati di motosega mi mettono allegrezza, ma tant'è.
Innegabile è il contributo di questa pellicola, tant'è vero che il personaggio di Leatherface è ormai entrato nell'immaginario collettivo e ha avuto numerosi tributi, comparendo spesso e volentieri sotto forma di parodia o come cliché/tributo in molti film/serieTV/videogames. Esempi? Ce ne sono a palate.
  • In Dylan Dog #18 - Cagliostro!, c'è una sequenza in cui un bruto armato di motosega insegue e uccide una ragazza in un bosco. Il manigoldo è molto simile a Leatherface.
  • In Grand Theft Auto Vice City c'è una missione in cui si deve usare una motosega per uccidere un poveraccio.
  • In Grand Theft Auto San Andreas sì dice che sia stato inserito dai programmatori come Easter Egg. Molti giocatori giurano di averlo avvistato nelle aree rurali, ma quasi sempre si tratta di mod o fake rendendo quasi impossibile verificare questo mito. Secondo la leggenda virtuale Leatherface si aggira tra The Panopticon, Shady Cabin e Fisher's Lagoon assalendo il giocatore alle spalle e uccidendolo quasi immediatamente.
  • Nel film Treciento Leonida insegue suo figlio con una motosega.
Uhm, c'è altro da dire? Non molto. Grazie di esservi sciroppati tutte le mie fregnacce di cui sopra e ho il piacere di comunicarvi che la Locanda è di nuovo aperta!

Matt - Il Locandiere

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