mercoledì 3 luglio 2013

Speciale Storia. 150° Anniversario della Battaglia di Gettysburg (1863 - 2013). Giorno 3: Oltre la staccionata.

Good Morning Avventori! Siete sopravvissuti ai primi tre post? Tenete duro, questo è il penultimo. Oggi parliamo di fatti molto sanguinosi. Dopo il parziale fallimento del 2 Luglio, il generale Lee era pronto a giocarsi il tutto per tutto nel giorno successivo.



Riassumiamo quanto detto precedentemente: dopo che gli unionisti furono cacciati da Gettysburg ripiegarono sulle colline a Sud (1 Luglio), Lee decise che la strategia vincente era quella di attaccare i fianchi della difesa "ad amo" degli unionisti; nonostante alcuni grossolani errori da parte di alcuni comandanti di Meade e nonostante il grande impegno dei soldati confederati, le battaglie sulle colline si conclusero in un sostanziale nulla di fatto (2 Luglio).





3 Luglio 1863: La Carica di Pickett.

Tanto più un esercito resta fermo in una posizione, tanto più rischia di subire una sconfitta; soprattutto quando ci si trova in territorio nemico. Dopo l'iniziale successo, la battuta d'arresto subita dai confederati il 2 Luglio ha costretto il generale Lee a modificare qualcosina della sua strategia. Ricordiamoci che solo nel tardo pomeriggio del 2 Luglio erano giunte le ultime unità dell'Armata del Nord Virginia, vale a dire il generale Stuart con la cavalleria e la divisione del generale George Pickett (così il I corpo di Longstreet era finalmente al completo).
Pensando che gli unionisti avessero rinforzato maggiormente le ali dopo i violenti attacchi del giorno prima, Lee pensò di concentrare l'attacco in un solo punto, al centro della linea difensiva degli unionisti a Cemetery Ridge, dove era collocato il II Corpo comandato da Hancock.



Secondo le direttive di Lee, l'intero I Corpo di Longstreet avrebbe dovuto convergere su Cemetery Ridge e assaltare frontalmente le postazioni unioniste, dopo un intenso bombardamento d'artiglieria. C'erano però alcuni problemi non indifferenti:

  • Il Generale Longstreet riteneva assurdo un attacco frontale contro delle posizioni così ben difese e con una lunga distanza da percorrere marciando.
  • Le divisioni di Hood e McLaws avevano combattuto duramente per tutto il 2 Luglio ed avevano subito perdite consistenti (anche il generale Hood cadde ferito) e non erano pronte ad un altro scontro.
  • Se le suddette divisioni avessero abbandonato le loro posizioni, il fianco destro dell'armata confederata sarebbe stato vulnerabile ad un eventuale contrattacco.
  • Lee non sapeva che il centro dell'unione era ancora forte e vi erano schierati circa un centinaio di cannoni.
  • Lee non sapeva nemmeno che le munizioni dell'artiglieria non erano sufficienti a fornire un'adeguata copertura alla fanteria; figuriamoci per bombardare efficacemente le posizioni unioniste!
Volente o nolente il critico Longstreet dovette ubbidire agli ordini del suo superiore. Per l'assalto Lee dovette usare l'unica divisione che non aveva ancora preso parte agli scontri, cioè la divisione di Pickett che contava tre brigate: quella di Garnett, quella di Armistead e quella di Kemper. Ad essa vennero affiancate una divisione e due brigate come rinforzo. Si trattava della divisione di Heth (III Corpo); ma poiché quest'ultimo era stato ferito, il comando passò al generale Pettigrew. Dietro c'erano due brigate della divisione Pender; ma anche Pender giaceva ferito, perciò il comando fu dato all'esperto generale Trimble. Va ricordato che le truppe di Trimble e Pettigrew, però, avevano già combattuto e non erano particolarmente in forma.
In totale la forza d'assalto era composta da 11 brigate, ovvero 50 reggimenti, che corrispondevano a circa 15.000 effettivi.
Secondo i piani di Lee, la divisione di Pickett avrebbe condotto l'attacco sulla destra della formazione confederata convergendo poi diagonalmente verso un piccolo gruppo di alberi al centro della formazione unionista (stellina verde), come possiamo vedere nello schemino home made qui sotto (N.B. La posizione delle truppe unioniste - blu- è solo indicativa e non rappresenta l'esatta collocazione sul campo di battaglia).

Attorno alle 13:00 circa 125 cannoni confederati (alcuni nascosti negli avvallamenti del terreno per renderli più difficili da identificare) iniziarono a martellare le posizioni unioniste, tentanto di fiaccarne la resistenza. Fu il fuoco di fila più poderoso mai visto durante la Guerra Civile ed il bombardamento fu udito a parecchi km di distanza. In sostanza erano stati schierati quasi tutti i cannoni dell'Armata del Nord Virginia al comando del colonnello Alexander.
Tuttavia la scarsità di munizioni impedì un bombardamento prolungato ed efficace e, dopo circa un quarto d'ora, anche i cannoni yankee iniziarono a sparare.
Alle 15:00 tutto era pronto e le divisioni confederate si mossero verso il loro obiettivo, li attendeva una marcia di 1200 m, in campo aperto e in file serrate verso i cannoni e i moschetti dell'unione.


Se le battaglie del 2 di Luglio vi sono sembrate piuttosto cruente aspettate di sentire la descrizione della Carica di Pickett.
Appena usciti dai ripari i soldati confederati si trovarono subito sotto il fuoco dei cannoni a lunga gittata degli unionisti, che già iniziavano a mietere le prime vittime. Gli uomini erano in fila serrate e avanzavano, incuranti del rombare lontano dell'artiglieria. Quando poi furono a tiro dei vecchi 12 libbre, iniziarono a piovere shrapnel e palle da 5 kg. Uno shrapnel era una granata sparata da un cannone che, dopo un certo tempo, esplodeva in aria lanciando schegge metalliche ovunque (il tempo era determinato dalla lunghezza della miccia interna). Nella loro avanzata i soldati confederati giunsero ad una staccionata, dovevano rallentare, lì furono esposti al tiro dei moschetti unionisti che, con continue raffiche di fucileria, falciavano gli attaccanti. Poi c'erano i canister. In men che non si dica i campi di fronte a Cemetery Ridge erano cosparsi da cadaveri e feriti urlanti, alcuni smembrati dalle cannonate, altri agonizzanti a causa dei colpi mortali inferti dalla palla Minié. I feriti dovettero attendere ore, sotto il sole cocente, prima di essere soccorsi dai soldati dei due schieramenti.
Più della metà degli attaccanti non riuscì a tornare indietro. Per qualche istante le linee dell'unione sembravano cedere, ma giunsero i rinforzi e l'attacco confederato venne respinto.

Il generale George Pickett, diventato famoso per aver dato il nome alla carica disastrosa di Gettysburg.
 L'esito fu disastroso, l'artiglieria confederata non aveva più niente per coprire la ritirata dei superstiti, la divisione di Pickett venne praticamente annientata. I generali di brigata Kemper e Armistead erano caduti (Armistead morirà qualche giorno più tardi in un ospedale da campo unionista, senza avere avuto la possibilità di dare l'ultimo saluto al suo amico, il generale Hancock), Garnett fu gravemente ferito, ma sopravvisse, gli ufficiali superiori della divisione vennero decimanti. Pickett, il quale non era assolutamente colpevole di questo strazio, verrà tormentato dai rimorsi per il resto della sua vita.
Anche il generale Hancock, il comandante del II Corpo, venne ferito; ma sopravvisse alla battaglia e alla guerra.
Il 3 Luglio fu un giorno particolarmente drammatico e sanguinoso, il giorno che mise la parola fine all'invasione del Nord da parte dell'armata di Lee.

Anche il generale J.E.B. Stuart, il ritardatario, subì una sconfitta poco a Nord di Gettysburg. Suo compito era quello di supportare la fanteria confederata quando il nemico si fosse ritirato; ma dopo una lunga battaglia contro la cavalleria unionista (era presente anche il celeberrimo e sconsiderato Custer), dovette ritirarsi.

Matt - Il Locandiere

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