venerdì 12 luglio 2013

Era una notte buia & tempestosa: la piccola rubrica per gli Avventori dylaniati.

Ordunque, dopo l'estasiante sorpresone di Blogger che mi ha fatto pubblicare il post del 30 Days Movie Challenge Lunedì anziché Mercoledì, questa volta ho controllato benebene e l'appuntamento dell'horror fumettistico di Venerdì sera è al sicuro.
Vi avevo anticipato che avrei posticipato il commento ad oggi solo per darvi il tempo di metabolizzare l'enorme molte di informazioni spiattellata coi post sulla Battaglia di Gettysburg, i quali hanno riscontrato un modesto successo.


Oggi si commenta Dylan Dog #322. Siamo pronti? Via!




Titolo: Il Pianto della Banshee
Soggetto e Sceneggiatura: Giovanni Gualdoni
Disegni: Corrado Roi
Lettering: Ileana Colombo

Trama: Un brutale omicidio sconvolge la prima notte di nozze di due sposini, in un villaggio dell'Irlanda. Subito viene arrestata la moglie, le prove contro di lei sono schiaccianti; ma pare che essa sia tormentata dal pianto di una donna. Per la madre si tratta senz'altro di una Banshee, creatura mitologica il cui pianto sarebbe capace di far impazzire le persone. Ma la tesi della madre della sposa troveranno l'ostinato scetticismo del nostro Old Boy che, alla fine, partirà alla volta della verde isola. Qui scoprirà, però, che l'omicidio perpetrato non ha nulla di soprannaturale, così come la serie di assassinii in cui si imbatterà...

Commento: benché mi sia scofanato il #322 in un assolato pomeriggio di Luglio, temperatura 27°C, percepita 78°C, vi confesso che qualche bel brividino gelido me l'ha lasciato.
Volete che molte scene vengono disegnate di notte o comunque nelle ore crepuscolari, oppure volete che Roi utilizza un tratto particolarmente longilineo (soprattutto nelle scene più dinamiche) più ampio in basso e che si stringe verso l'alto.
Mettete anche il fatto che si gioca molto sui contrasti bianco nero (ok, lo so che il fumetto non è a colori, che spiritosi!), a titolo di esempio, il cielo notturno è solamente nero...nemmeno una stella, il tutto per aumentare il senso d'inquietudine. Le uniche luci che squarciano queste tenebre sono quelle dei lampi e delle lanterne di una nera carrozza, condotta da un personaggio col volto cadaverico, che indossa mantello e cilindro. Questo personaggio parla solo coi morti, con le vittime degli efferati omicidi commessi in quel piccolo angolo d'Irlanda visitato da Old Boy.


Dette quelle due o tre cose che rendono questo numero godibile, veniamo a qualche critica. Va beh, innanzitutto la presenza di Groucho. Sapete che non è un personaggio che amo particolarmente; tuttavia sono riuscito a tollerarlo, soprattutto data la sua lunga assenza.
Piccolo, simpatico, petulante rompicoglioni che starà quasi sempre alle costole di Dylan solo per sfrantecarci i maroni, esibendosi davanti ad un pubblico disegnato decisamente troppo accondiscendente. Ma stavolta lo perdoniamo...t'è andata bene.
Cosa decisamente meno piacevole, l'estremo scetticismo di Dylan. Ok che sei un investigatore dell'incubo, passi anche che tu, Dylan, ti debba difendere da mitomani e pazzoidi che vedono Nosferatu appeso a testa in giù in ogni armadio/scarpiera/sottolavello, va bene anche che non sei uno che fa questo mestiere da due giorni; però tutto questo scetticismo aggratis senza nemmeno fare uno sforzo per credere a qualcosina della storiella della vecchia madre (che poi si rivelerà fasulla), senza nemmeno tirare in ballo il celeberrimo quinto senso e mezzo (!) mi ha lasciato piuttosto basito.
Dylan ha fatto pazzie per molto meno...

Lo scetticismo di Dylan lascia perplesso anche questo canide.
Certo, se si fosse presentata la strappona di turno, con 2 metri di coscia scoperta, 90 60 90 e in carenza d'affetto (tra le lenzuola); allora Dylan, forse, si sarebbe degnato, ci avrebbe anche provato a credere alle fanfaluche della tapina.
Ma trattandosi di una vecchia decrepita incartapecorita, con una figlia squilibrata che sente il pianto di una Banshee, con una storia familiare tale da generare puntate di Domenica 5 per almeno un quinquennio e soprattutto Irlandese (giusto per sottolineare quanto possano essere meschini gli Inglesi), allora cambia tutto...Signora, lei dice cazzate, se sua figlia non è colpevole io sono Topolino.
No beh, in fin dei conti Dylan non ha mai avuto pregiudizi sugli Irlandesi, tant'è vero che quando fu ciofane ebbe un tenero idillio amoroso con una ginger esplosiva ed un po' incazzosa ( non so se ve lo ricordate...). 

Ad averne tutti i giorni di tragedie familiari del genere!
Ah ultima curiosità, anche in Irlanda c'è il buon vecchio Bloch, anche lui con problematiche correlate alla pensione, anche lui con una calvizie marcata...ma con un bel paio di folti baffoni. Sì, è un sosia...Bloch è piuttosto sedentario e, quasi certamente, non ha una doppia vita.
Finale un po' amaro, poco soprannaturale, forse un po' superstizioso (in alcune scene compaiono dei minuscoli folletti), riflessivo e freddamente logico. La carrozza nera ha quasi più una connotazione onirica, che legata alla sfera del mistero. Magari un modo per descrivere come avviene il passaggio da questa all'altra vita?

Matt - Il Locandiere

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