lunedì 20 maggio 2013

Il Lunedì del Locandiere

De Tolerantia

[Abstract] Spesso viene ribadito il concetto di: tolleranza. Tolleranza religiosa, tolleranza di opinioni, tolleranza zero, ma viene davvero applicata? Siamo tutti in grado di essere tolleranti nei confronti dei nostri simili?

Il Lunedì di oggi sarà breve, davvero breve credo. Il titolo la dice lunga, tollerare. Che non è sopportare, perché la sopportazione implica una fatica nel portare a compimento l'azione; quindi la tolleranza è qualcosa di diverso, secondo la definizione dell'enciclopedia Treccani essa è:
La capacità, la disposizione a tollerare, e il fatto stesso di tollerare, senza ricevere danno, qualche cosa che in sé sia o potrebbe essere spiacevole, dannosa, mal sopportata.
Il fatto è che ormai ci riempiamo la bocca e le pagine di giornali con concetti come: libertà, diritti, tolleranza, che in fin dei conti non capiamo più se quello che difendiamo con tanta veemenza è giusto per tutti o è solo l'espressione di una piccola parte della moltitudine. A volte il tutto non è la somma delle parti.
Facciamo un esempio pratico. Di recente l'opinione pubblica si sta infiammando su tematiche molto importanti e delicate tra cui:

  • I matrimoni omosessuali
  • L'uso delle cellule staminali nella ricerca
  • L'eutanasia
Temi che in fin dei conti sono sempre stati oggetto di ampi e, a volte, violenti dibattiti. C'è chi è a favore e chi è contrario. Personalmente, ve lo confesso con tutta sincerità, non riesco ancora a pronunciarmi riguardo a questi temi, del resto non mi va nemmeno di prendere una posizione perché tizio ha detto così, essendo un grande estimatore della logica e del raziocinio proprio del genere umano preferisco prima osservare, capire, riflettere e poi trarre le dovute conclusioni a riguardo. Ma sto divagando.
Vi dicevo che, come è giusto che sia, esiste una interessante pluralità di opinioni; tuttavia il primo e più importante problema è che manchiamo di tolleranza. In che senso?
Molti non sono disposti ad accettare che esista qualcun altro che la pensa diversamente da noi, e passano la maggior parte del tempo a confutare le tesi altrui (anche con una certa violenza e mancanza di rispetto) a volte con risultati abbastanza patetici e indegni.
Un esempio.
Nel vasto mondo di Facebook a volte mi imbatto in gruppi pro o contro i vegani. Ora, premetto che non ho niente contro chi decide di vivere una vita di tipo vegan, io seguo la mia dieta che comprende la carne liberamente e non impongo agli altri il mio modello di vita. Quello che più mi lascia perplesso è che esiste una minoranza, che sta diventando sempre più consistente, di utenti di entrambi gli schieramenti, che non fa altro che aggredirsi accusandosi a vicenda, arrivando perfino a offendere la moralità delle madri altrui (pensa te!).
Altro esempio.
I gruppi che sostengono i diritti degli omosessuali; oltre ai soliti ineducati e volgari soggetti che ragionano per stereotipi, accade che ci siano persone che, coi dovuti modi, dissentano su questa o quella questione (per citarne una: le adozioni), ma che in ogni caso non dimostrano di essere irrispettose nei confronti di nessuno, riconoscendo la libertà di ogni individuo. Queste persone vengono additate e accusate di essere omofobe. Perché? Ognuno non ha il diritto di esprimere il proprio parere liberamente senza, tuttavia, limitare la libertà altrui?
Vedete, a mio avviso, è questo quello che manca, un po' di tolleranza e, soprattutto, un'ampia dose di diplomazia nel trattare argomenti spinosi. In fin dei conti, siamo tutti in grado di dire che qualcosa è sbagliato; ma sappiamo motivare perché è sbagliato?
Sappiamo proporre un'alternativa?
La strada verso una coesione di pensieri è lunga, in effetti è già tanto che la gente non scenda per strada e si metta le mani addosso per un nonnulla (ah no, lo fanno già per le partite di calcio...). Nella socializzazione non possiamo dividere le opinioni in bianche o nere e scegliere una delle due fazioni difendendola a prescindere. Non possiamo, perché, se ci riflettiamo attentamente, nessuno di noi è detentore della verità assoluta. La Verità (con la V maiuscola) è come un poliedro dalle infinite facce ognuna con un colore diverso dalle altre, io posso osservare la faccia verde, ma se mi sposto vedrò un'altra faccia ed un altro colore. E voi che faccia osservate?
In conclusione, cari amici Avventori, anche se questo articolo possa sembrare di una banalità disarmante (forse è l'elogio della banalità stessa), vorrei che rifletteste proprio su questo fatto: la tolleranza deve essere il cemento della società, non lo scontro. Una volta che riusciamo ad essere tolleranti verso gli altri, allora riusciremo a capire il loro punto di vista e sapremo condividerlo o meno, ma prima dobbiamo capire e conoscere.
Una società tollerante è una società che riconosce scopi comuni e che lavora in comunione per portare a compimento tali scopi. Una società che vive nello scontro, è una società che non ha prospettive e che non sa in che direzione muoversi per progredire. In realtà ho posto più incognite che soluzioni, un problema di questo tipo, di solito, è irrisolvibile; ma piano piano, una volte che le incognite saranno svelate, riusciremo a risolvere anche l'impossibile.

Matt - Il Locandiere

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