sabato 23 febbraio 2013

La via del Guerriero - Cavaliere.

Bentornati cari Avventori fedelissimi! Fine mese, eccovi (come promesso, non si dica che i Locandieri sono degli imbroglioni!) un indegno commento sulla filosofia marziale estremo orientale, molto complessa e allo stesso tempo estremamente interessante. Ho deciso di dividere l'argomento in tre grandi parti, oggi si affronterà più propriamente il Bushido, cioè il codice etico-militare dei Samurai. Nella seconda parte vedremo il libro chiamato Hagakure, che consta in una serie di aforismi trascritti da un giovane samurai che conobbe ed ebbe delle conversazioni con Yamamoto Tsunetomo (un samurai che visse a cavallo tra il 1600 e il 1700). Infine nel terzo post a tema, si parlerà dell'arte della guerra, non solo quella di Sun-Tzu, ma faremo un rapido excursus dei vari scritti di scienza militare disponibili, o meglio, gli scritti più celebri. Quest'ultimo post richiederà un tempo maggiore di stesura, perché i testi da consultare sono numerosi e, soprattutto, vanno capiti.



Innanzitutto, perché parlare proprio di filosofia orientale? Non so, potevo raccontarvi degli orsetti del cuore, o degli unicorni di Audrey; e poi, tra tutte le correnti di pensiero, perché devo parlarvi di un libro dal background decisamente bellico?

Mah, sfatiamo un mito, leggere il bushido non fa di te un samurai o un guerrafondaio, così come entrare in garage non fa di te un'automobile. In realtà non è nemmeno così facile condensare tutti i pensieri in un post unico, tant'è vero che, a mio modesto parere, ci si potrebbe costruire su un blog sulla filosofia orientale e se ne può parlare all'infinito. Perciò, diciamo che è mia intenzione dare una overview sull'argomento, attenendomi il più possibile alle interpretazioni di autori ben più preparati sull'argomento, invece di utilizzare la mia libera interpretazione. Ora, visto che c'è tanto da fare, mettiamoci subito al lavoro.

Il testo a cui faccio riferimento è: La mente del samurai - il codice del Bushido a cura di Thomas Cleary (Mondadori); se siete interessati all'argomento vi invito a recuperare il libro.



Introduzione al commento
Il Bushido è uno dei testi filosofici più importanti del Giappone, esso non consta di un unico testo scritto in un'epoca ben precisa; ma è il frutto di un continuo e incessante rimaneggiamento e ampliamento proseguito fino al 1800 circa. Per noi Occidentali, abituati alla concezione di filosofia greca, dalla quale poi sono derivate tutte le correnti successive, è complicato approcciarsi alla rigida mentalità Orientale. Tempi, modi ed eventi diversi hanno fatto sì che si sviluppasse una cultura che si sposta in direzione opposta alla nostra. Il Bushido non è nato così, da un gruppo di disoccupati avvinazzati che, dopo essersi scolati due galloni di saké, hanno intelligentemente deciso lanciarsi in sofisticate elucubrazioni sull'arte della guerra, eh no...direi di no. In realtà il Bushido è composto dagli studi militari, effettuati da un gran numero di scienziati e filosofi nel corso de secoli ed ha subito moltissime influenze, dal buddhismo allo shintoismo, fino al confucianesimo. Ora, non entro nel merito di stabilire come e quanto queste varie correnti hanno influito, in primis perché esula dagli scopi di questo post, inoltre non mi ritengo così preparato da lanciarmi in una dissertazione così delicata.



Cos'è il Bushido? Significato e temi
Il termine Bushido è composto da due parole, Budo, cioè la via del Guerriero, e Shido, la via del Cavaliere. L'unione di queste due parole ha portato al termine usato tuttora, con l'assunzione del significato di Via del Guerriero-Cavaliere.
Dire che il Bushido è un testo militare in senso stretto costituisce una affermazione falsa, come vi ho già detto ci sono talmente tante tematiche, tanti spunti che ci si potrebbe perdere il sonno, ma andiamo per ordine.
Tra le tematiche ci sono, ovviamente, le strategie militari, cioè come condurre un esercito, come organizzare una difesa, un assedio e come preparare una guerra; alcuni autori si rifanno al concetto di guerra espresso da Sun Tzu, mentre altri ne prendono le distanze. La guerra è inganno, ma in che senso? Bisogna ingannare il nemico con biechi trucchi, oppure bisogna fargli credere l'opposto di quello che si è? (tema che approfondiremo parlando del Maestro Sun).
Oltre alla componente prettamente bellica, esiste quella (forse decisamente più importante) morale. Alcuni hanno approssimato il Bushido al codice cavalleresco Occidentale, mmmm ni...forse in prima approssimazione va bene, ma diciamo che questo testo, a livello di etica, ha una marcia in più


Vediamo assieme alcuni dei temi che mi hanno colpito:

  • Onore: che i samurai puntassero molto, se non tutto, sull'onore è un dato di fatto. L'onore doveva essere preservato, anche se questo significava morire. Un samurai senza onore non era praticamente niente a livello sociale.
  • Morte: qui le cose si fanno interessanti. La morte, si sa, è una delle componenti che permeano la vita dell'individuo costantemente. Per i samurai esiste anche un momento giusto e uno sbagliato per morire. E che vuol dire? Beh, per i samurai una morte è giusta quando lo si fa per difendere il proprio daimyo, oppure quando non c'è altra soluzione. Mentre la morte sbagliata è quella che non porta onore, per esempio quando si è troppo avventati in battaglia, così che la propria morte non porta alcun vantaggio.
  • Pietà Filiale: dalla parola latina pietas che significa devozione. Il samurai deve essere sempre devoto ai propri genitori. L'obbedienza deve essere mantenuta anche in caso di errore da parte del genitore. Come si può ubbidire al proprio daimyo se non si ubbidisce ai propri genitori? 
  • Sobrietà: un samurai non deve mai ambire a ciò che non è necessario. Una vita frugale è alla base della corretta disciplina; il lusso, i cibi raffinati e le gozzoviglie fiaccano l'anima del samurai e lo rendono indolente. Per questo i lunghi periodi di pace non fanno bene al samurai, perché tendono a farlo abituare ai privilegi che, normalmente, non sono concessi in tempi di emergenza.
  • Preparazione:  un samurai non può mai essere colto impreparato, sia nelle attività belliche, che in quelle civili, mondane. Non deve parlare a sproposito, né tantomeno criticare altri solo per invidia. Deve parlare l'essenziale e comportarsi come prevede l'etichetta, non deve essere arrogante e, se si trova a dover riprendere qualcuno, lo dovrà fare in privato.


Questi sono proprio degli assaggini, più che altro buttati lì per farvi capire quanto siano diverse le nostre culture; diversità che accresce sicuramente l'interesse. Vi dirò, molti dei concetti del Bushido li condivido, altri no. Ovviamente ci sono altri concetti ben più tecnici, ma visto che questa vuole essere una overview e visto che non mi va nemmeno di tirarla troppo per le lunghe, giusto per non vedervi crollare addormentati sulle tastiere, vi direi di andare a recuperarvi il testo. A livello culturale è senz'altro una lettura interessante, quasi obbligatoria; a livello spirituale non saprei cosa dirvi, voi leggete, magari vi scoprite shintoisti, che ne sapete? A mio avviso può essere un buon tonico per lo spirito.

Donc, in realtà ci sarebbe da dire molto, mooooolto di più, e dovrei tenervi appiccicati allo schermo per secoli. Ma non mi pare davvero il caso, anzi considerate questo indegno e misero post come un punto di partenza per nuove letture. Voilà, promessa mantenuta nonostante tutto! Alla prossima cari avventori e buon fine settimana!

Matt - Il Locandiere

3 commenti:

  1. Mr. Yellow Duck23 febbraio 2013 13:35

    Però! Mi hai fatto venire voglia di leggere!

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  2. Official WWE/WCW DDP Fan Club23 febbraio 2013 13:35

    \m/

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