mercoledì 13 febbraio 2013

30 Days Movie Challenge. Giorno 6: Un film che ti ricorda un luogo.

Eccoci qui cari Avventori, altra settimana, altro giorno del 30 Days Movie Challenge. Prima di proseguire nell'esposizione lasciate che vi ringrazi, come sempre, per la vostra attenzione. Ogni tanto fa bene sapere che, nonostante ti sembra che qualcosa vada storto, c'è qualcuno che si aspetta qualcosa da te e sa che puoi fare bene...detto questo, torniamo a noi. Non sono sufficientemente ubriaco per diventare nostalgico.
Oooh, giorno 6, quindi film nuovo. Si sa mai che io vi possa dare degli spunti per vedere qualcosa di nuovo.


Giorno 6 - Un film che ti ricorda un luogo: The Breakfast Club.


Titolo: Breakfast Club
Titolo originale: The Breakfast Club
Regia: John Hughes
Durata: 97 min
Anno: 1985
Genere: commedia/drammatico
Cast: Emilio Estevez, Anthony Michael Hall, Judd Nelson, Molly Ringwald, Ally Sheedy, Paul Gleason, John Kapelos.

Trama: Chicago, 1984. Un gruppo di cinque ragazzi si trova a scuola il sabato mattina, in punizione ognuno per motivi differenti. Essi devono completare un tema dal titolo "Chi sono io?", sotto la stretta vigilanza del preside Vernon. Durante la permanenza a scuola i ragazzi impareranno a conoscersi e, dopo le prime frizioni causate dai caratteri apparentemente incompatibili, scopriranno che...


Parliamone: oggi il motivo per cui mi ricorda un posto ve lo dico alla fine. In realtà questo film è così semplice e lineare da poter essere visto senza un particolare stato d'animo, eppure è denso di contenuti molto, ma molto importanti. Innanzitutto i protagonisti sono tutti teenager, e guarda guarda rappresentano i meglio cliché dei licei americani. In ordine abbiamo:
  • Un secchione
  • Un atleta tutto muscoli e poco cervello
  • Un teppista
  • Una disadattata
  • Una figlia di papà
In realtà se sono state scelte queste categorie c'è un motivo, cioè quello di rappresentare il più possibile il disagio giovanile dei Magnifici 80, che in fin dei conti non erano proprio così magnifici.
Durante il film Hughes ci mette in mostra i sogni, le debolezze e le paure di questi ragazzi. Paure e problematiche concrete, come le aspettative dei genitori o il futuro che li attende. Nonostante gli stereotipi Breakfast Club si dimostra davvero un buon film, mai banale e sempre attuale. Un film in cui ognuno di noi può identificarsi del tutto o in parte con uno dei personaggi. Un film che merita particolare attenzione e che vi farà rivivere le emozioni provate nell'età della stupidera, come si dice dalle nostre parti. A mio avviso sarebbe anche un film da proporre nelle scuole, magari alle medie. Si sa mai che entri qualcosa in certe zucche vuote.
Non voglio aggiungere altro al mio commento, vorrei che andaste a guardare il film e ci rifletteste sopra. Magari mi lascerete qualche commento.
Giusto un paio di curiosità, Emilio Estevez, che nel film interpreta l'atleta, non è nientepopodimenché il figlio primogenito di Martin Sheen (di cui abbiamo parlato qui ):

In effetti sono quasi identici...
E la canzone Don't you (Forget about me), che dopo vi linko, è stata creata appositamente per il film, infatti la sentiamo all'inizio e alla fine.


Eheheh pensavate che io mi stessi dimenticando di dirvi il perchè, vero? No, non mi sono dimenticato. Guardate, il posto che mi ricorda è la Calabria per le vacanze estive 2012, sono state le più belle vacanze che io abbia mai trascorso in compagnia di amici, posto bello, mare bello, compagnia da urlo; insomma ce siamo scialata alla grande. Così una sera, Symo se ne salta fuori e fa: <guardiamoci the Breakfast Club>. Era una di quelle sere che, nonostante il clima fantastico della Calabria, non si aveva voglia di pirlare in giro, così ci siamo rintanati a casuccia, divano e filmazzi. Onestamente non è che avessi molta voglia di guardarlo, avevamo appena terminato Derailed e ci aveva messo addosso un nervoso che metà bastava; ma alla fine abbiamo ceduto e ci siamo guardati Breakfast Club. Ve lo dirò in tutta onestà, nonostante fossi già stanco questo film non mi è pesato per nulla. Sarà che i discorsi seri vengono fuori dopo mezzanotte e di discorsi seri se ne fanno in questa piccola preziosa pellicola. Sta di fatto che alla fine mi sentivo ancora un po' teenager, non ho potuto fare altro che fermarmi a riflettere:
Cosa sarebbe successo se non avessi fatto certe scelte?
Cosa sarebbe successo se avessi visto prima questo film?
Cosa sarebbe cambiato?
Ho accettato il fatto che non otterrò mai delle risposte, ma almeno mi ha fatto riflettere su e, come ben sapete, non è una cosa che si fa spesso; soprattutto al giorno d'oggi, quando a momenti non si ha nemmeno il tempo per andare al cesso. Bon, il momento filosofico c'è scappato anche stavolta e io sono riuscito nell'intento di farvi crollare sulla tastiera, addormentati. Vi ricordo che il post di ordine vario, questo fine settimana, sarà sostituito con la Recensione di Project: Jinsei del Capitolo 6, capitolo che è uscito proprio oggi, quindi se non l'avete ancora fatto, andate a leggerlo sul blog A Star Crossed Wasteland. Se vi siete persi le recensioni precedenti allora pigiate sui link sottostanti:
Detto questo, non mi resta che congedarmi da voi, cari Avventori. Vi ricordo che il 30 Days Movie Challenge torna come al solito Mercoledì prossimo! Non mancate!

Matt - Il Locandiere

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